Domani sarà un anno dal primo lockdown, e la fine del tunnel è ancora lontana. Ogni giorno che passa è un giorno di sofferenza per il sistema culturale, ormai allo stremo: salvo la breve parentesi estiva, tutte le attività in presenza sono ferme da dodici mesi, la perdita di fatturato del settore anno su anno nel 2000 ha toccato e in certi casi superato il 70-80 per cento e il 2021 sta andando anche peggio. Allo stato dei fatti e della curva epidemilogica l'obiettivo minimale della riapertura di cinema e teatri vagheggiata per il 6 aprile appare, più che una ragionevole ipotesi, un wishful thinking. E le tante iniziative di testimonianza e protesta civile attuate in questi mesi - compreso il massiccio ricorso al web - hanno il merito di tenere desta l'attenzione sul problema, ma non producono stipendi. Domani cinema e teatri saranno illuminati per due ore, quantomeno per ricordare che esistono. Ma sul piano concreto restiamo ai provvedimenti d'emergenza, e ai progetti per...
L'ANSiA della cultura torinese