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Visualizzazione dei post con l'etichetta cantieri infiniti

IL PIANO B: LA GAM IN TOURNÉE

C'è un piano B per la Gam, nel caso che gli urgentissimi interventi strutturali di cui necessita l'intero edificio, dai solai alle fondamenta, ne rendessero indispensabile la chiusura totale per un periodo che - considerati i precedenti infausti - potrebbe non essere breve. Già oggi è chiuso il secondo piano, che ospita la collezione dell'Ottocento: e si è parlato di 8 anni (diconsi otto!) per riaprirlo . Ma non basta, i guai sono dovunque. Quella è una struttura nata male, e vissuta peggio.  L'assessore Purchia vorrebbe che il cantiere procedesse per lotti separati, così da mantenere sempre aperte almeno alcune sale della Gam, ma sembra proprio che tecnicamente sarà difficile accontentarla senza prolungare i lavori oltre ogni umana sopportazione (e durata di vita). La questione è allo studio di architetti e ingegneri, un calendario dei lavori sarà pronto - dicono - entro l'autunno. Se risulterà impraticabile la via della ristrutturazione "spezzettata", ...

MA CI CREDETE DAVVERO?

L'ex Manifattura Tabacchi (con l'inviolabile portone) Lo confesso. Colpa mia. Solo colpa mia. Io, che della puntualità faccio una religione, mi sono permesso di arrivare in ritardo. Ben 11 (diconsi undici) minuti di ritardo alla fottuta conferenza stampa fissata per le 14.45 in corso Regio Parco 142. All'ex Manifattura Tabacchi. In culo a giove. Che per arrivarci devi attraversare la città. Ho sbagliato i tempi, e ho perso pure attimi preziosi alla ricerca del parcheggio. Sicché alle 14.56 mi trovo davanti al portone di corso Regio Parco 142 inesorabilmente sbarrato. Citofono fuori uso, naturalmente. E ci credo. Sono anni e anni che l'ex Manifattura Tabacchi è lì a marcire in attesa di riqualificazione . La conferenza stampa in effetti è stata convocata in pompa magna per annunciare l'intesa - fra Demanio, Comune, Regione, Università e Poli - che infallantemente porterà a riqualificare l'ex Manifattura Tabacchi in questione. In pratica, i nostri prodi zuavi dove...

TRA L'ANNUNCIARE E IL FARE LA DIFFERENZA SALTA AGLI OCCHI

La star: Coppola arringa i cronisti all'inaugurazione di Gallerie d'Italia Prima di immergermi nel Salone del Libro, completo il ragionamento su Gallerie d'Italia, il museo della fotografia a Palazzo Turinetti regalato alla città da Banca Intesa Sanpaolo. L'operazione - senz'altro benefica per Torino - è un'altra testimonianza dell'ormai assodata prevalenza del capitale privato/bancario nello scenario culturale cittadino . In questi giorni avrete visto in giro i manifesti – la metro ne è piena - che sottolineano il ruolo di Compagnia di San Paolo in ogni Grande Evento torinese; in piazza Castello il cantiere per il restauro di Palazzo Madama ricorda ai passanti che i 2,4 milioni necessari per quell'intervento non più rinviabile li sborsa la Fondazione Crt; l'ingresso di Intesa nella compagine sociale del Regio è il segno più recente del peso di quella banca nel sostegno a quasi ogni impresa culturale sabauda; e la fotografia dei cronisti che, all...

E CONTINUAVANO A RIAPRIRE GIARDINI

"Dopo una lunga attesa durata oltre cinque anni, i Giardini Reali riaprono nella loro interezza per tornare ad essere patrimonio dei cittadini e di tutti gli amanti di garden art d'autore. Con l’importante lavoro di restauro e rifunzionalizzazione della Fontana delle Nereidi e dei Tritoni nel Giardino di Levante, del muro di cinta dell’antica fortificazione e dei Bastioni si completa così la restituzione di uno dei luoghi più suggestivi della città...". E qui ho interrotto la lettura dell'aulico comunicato. Poffarbacco, mi son detto, sono davvero umili, a definire cinque anni di lavori "una lunga attesa". Cinque anni sono un'immensità di tempo nella vita di un bimbo, un attimo in quella d'un vecchio, ma un periodo breve in una città dove restauri e ristrutturazioni si calcolano sub specie aeternitatis, come i disegni d'Iddio e di Santa Madre Chiesa. Per dire, e solo restando nell'area del "centro di comando" sabaudo: ci son voluti 2...