Gente allegra. Da sx Galoppini, Appendino, Graziosi e Leon stamane al Regio Un circo. Ma non fighetto, non nouveau cirque. No no. Proprio il bel vecchio circo di una volta, con i domatori, i clown e gli acrobati. Soprattutto gli acrobati. Se davvero gli innovatori del Regio vogliono - come ripetono - "raggiungere un pubblico nuovo", gli si spalancano intere praterie fra gli aficionados di spettacoli viaggianti e stadi calcistici. Dopo lo straordinario show di arti varie inscenato stamane alla presentazione della Stagione 2019/20, il Regio ha diffuso nel pomeriggio un comunicato dal titolo "Una Stagione così non si era mai vista!" (con tanto di punto esclamativo). Credo che -inconsapevoli della dura realtà -intendessero soltanto riferirsi alle diciassette opere (e balletti) in programma: in effetti, il cartellone più affollato di sempre. Ma ciò che davvero non s'era mai visto al Regio, neppure ai tempi formidabili in cui Noseda sfanculava Vergnano a mezzo...
L'ANSiA della cultura torinese