Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Mimmo Carretta

PAROLA DI MIMMO (SECONDA LETTERA DALLA SCOGLIERA)

Pubblico anche qui - con l'aggiunta di una postilla e di alcuni link per approfondire le varie questioni - l'intervista all'assessore Carretta uscita ieri sul Corriere e non disponibile on line.  «Ultimamente lei mi ha strapazzato...», mi dice l'assessore ai Grandi Eventi Mimmo Carretta quando ci incontriamo per l'intervista. È vero, l'ho strapazzato . È il mio lavoro, strapazzarli se mi pare giusto. Ma il mio lavoro è anche dargli ampia oppurtunità di esporre le loro ragioni. Quindi, eccoci qua. Carretta, lei è assessore ai Grandi Eventi. Ma spesso il «grande evento» è qualcosa di effimero, che lascia ben poco e non incide sulla vita e sul benessere dei cittadini. «Il grande evento deve coinvolgere la città e generare delle ricadute sociali ed economiche: se fallisce quell'obiettivo non è un grande evento, è qualcosa che ha scelto di diventare grande in un determinato luogo senza lasciare benefici. Noi quando organizziamo le ATP ci muoviamo un anno prima pe...

TODAYS, IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE (PRIMA LETTERA DALLA SCOGLIERA)

Beh, è proprio vero: il meglio deve ancora venire. Una volta, a quest'epoca, stavo a Sanremo, e ho detto tutto; adesso invece (ed è un indiscutibile upgrade) sto nella casa sulla scogliera a guardare il mare d'inverno, se inverno si può definire la stagione piena di fiori e di luce che m'accoglie gloriosa ogni mattina.  Ma poi ci sono le cose della vita quotidiana che, seppur da lontano, mi richiamano al dovere: vorrai mica che trascuri di annunciare, anche sul blog, che ieri scadeva il termine per partecipare al bando di Todays ? Ninete di che, per carità. Bando più striminzito (siamo a 540 mila euro per quattro serate contro gli esagerati 650 mila per sette sovrabbondanti serate dell'anno passato) e a conti fatti poco allettante: specie se considerate i costi ormai stratosferici per allestire un'area concerti (che sarà al Parco Dora) in regola con le sacrosante e stringenti prescrizioni sulla sicurezza; nonché le magre prospettive - confermatissime anche nell...

TANANAI E IL MARCHESE DEL GRILLO

Finisce come da copione, a tarallucci e vino. Confermato, il bando da 900 mila euro per il concerto di Capodanno l'hanno vinto le ditte  Reverse & Eventi 3, il casino degli ultimi due mesi non conta, non è successo niente e tutto la va ben madama la marchesa . A Capodanno non c'è Tananai? Ecchessaramai?, che fa pure rima: ci sarà un «artista equivalente», della cui «equivalenza» saranno garanti due stimati docenti di storia della musica, il dottor Spotify e il professor Instagram. Dunque, perché perdersi in disquisizioni e cavilli giuridici? Il popolo anche a Capodanno avrà i suoi circenses – o canentes, fate voi latinisti – e lorsignori faranno come al solito quel che gli garba. Loro sono i marchesi e noi un cazzo. Ma vale la pena di sottolineare alcuni passaggi stravaganti della risposta dell'assessore competente, Mimmo Caretta, all'interpellanza discussa ieri i Consiglio comunale e argutamente intitolata "Tananai o Tana-mai, buio sul concerto di Capodanno?...

AL COMUNE IL ROCK GLI PORTA SFIGA

A che punto è la notte? Il prolungato e assordante silenzio sugli sviluppi delle ennesime sfortunate imprese del Comune nel rutilante mondo della musica pop (mi riferisco a  Todays  e al  presunto Concertone dell'ultimo dell'anno ) mi ha indotto a scrivere l'articolo - uscito ieri sul Corriere e che ripubblico qui in quanto non disponibile on line - nel quale ancora una volta cerco di capire (se possibile) in quale assurdo ginepraio si siano ficcati, e come pensino di uscirne, i barbapapà che a onta di ogni evidenza si ostinano a intraprendere imprese per cui evidentemente non sono votati (in tutti i sensi dell'espressione "non essere votati").  Ecco l'articolo: I nostri amministratori civici dovrebbero farsene una ragione: la musica pop non gli dice bene. Ogni volta che ci si immischiano – che sia un festival o un singolo concerto – sono disastri. Prendete il caso di Todays: quest'anno è andato com'è andato ( cioè male ) anche a causa del bando pu...

LE DOMANDE DI CAPODANNO (RELOADED)

Sono andato a Palazzo Madama per la presentazione degli eventi legati alle Atp. Non me ne può fregar di meno, delle Atp: ma a Palazzo Madama contavo di incrociare l'assessore ai Grandi eventi Mimmo Carretta ( foto ) e riproporgli un paio di domande, senza risposta ormai da tre settimane, in merito al bando di Capodanno (chi avesse già scordato la grandiosa figura di emme con Tananai troverà un lesto promemoria a questo link ). Il risultato - magrissimo ma a parer mio buffo - della mia spedizione l'ho raccontato in un articolo, uscito sul Corriere, che ricopio qui non essendo disponibile on line. Confesso, a me le Atp Finals non interessano. Eppure eccomi qui, a Palazzo Madama per la presentazione degli eventi legati alle Atp. Sono venuto con un unico scopo: incrociare l'assessore ai Grandi eventi Mimmo Carretta e riproporgli un paio di domande, senza risposta ormai da tre settimane, in merito al bando di Capodanno. Rapido riassunto per gli immemori. Per organizzare il Capod...

MEGLIO TARDI CHE MAI: IN COMMISSIONE S'È ACCESA UNA LUCE

Son soddisfazioni. Piccole, d'accordo. Ma è sempre una soddisfazione sentire un assessore comunale di Torino dichiarare che gli spettacoli dal vivo li devono organizzare i professionisti, e il Comune non deve giocare a fare l'impresario bensì limitarsi a "indirizzare, sostenere e accompagnare" con il sistema dei bandi. L'ha detto ieri in Commissione l'assessore Caretta - riferendosi nella fattispecie al caso di Todays - e non è la prima volta. Caretta e la sua sodale Purchia l'hanno più fiate dichiarato e ripetuto, e di per sé non è più una notiziona se il concetto viene ribadito ancora una volta. Eppure fa comunque un bell'effetto, se appena uno ricorda che tale banalissimo concetto (ognuno faccia il suo mestiere, ovvero offelee fa e l tò mestee ) è stato tenuto in non cale - e anzi sbertucciato - da ben due successive amministrazioni civiche di diverso colore ma accomunate da un'insana voglia di barnumismo . Tale soddisfazione, da sola, dà un se...

IL SALONE NON SI SILENZIA

Breve, la vita felice di Annalena Benini: giusto il tempo di presentare la squadra e di sbrigare la pratica Portici di Carta, ed ecco la prima farisaica bufera sul Salone del Libro, scatenata dalla storiaccia dello Zaki e delle sue dichiarazioni : dichiarazioni discutibili finché volete, ma  il diritto d'opinione distingue - fino a prova contraria e/o modifica dell'articolo 21 - l'Italia dall'Egitto. Così abbiamo assistito all'ennesima ridicola pantomima dello scambio dei ruoli, con quelli che ieri urlavano "vergogna" perché si impediva alla ministra Roccella di parlare al Salone e adesso urlano "vergogna" perché non si impedisce a Zaki di parlare al Salone. E viceversa, naturalmente. Non mi sarei neppure occupato di una vicenda tanto miserevole se non avessi avvertito l'obbligo di rendere meritato omaggio a una direttrice che sta nei fatti dimostrando di avere la schiena dritta e di essere in perfetta sintonia con i principi fondamental...

COME DIGERIRE L'INVOLTINO PRIMAVERA

A dire il vero non avevo nulla di nuovo da aggiungere al dibbbattito sull'opportunità o meno di importare in franchising il Primavera Sound di Barcellona, così da dotare Torino del "Grande Festival Musicale Estivo di Richiamo Internazionale". Un'idea, questa del GFMERI, che l'amministrazione civica rispolvera ciclicamente, senza mai davvero raggiungere l'agognato obiettivo: lo testimoniano i precedenti del Torino Jazz e di Todays, il cui "grande richiamo internazionale" è rimasto un'ipotesi di scuola, o se preferite un pio desiderio. Stavolta il fattore scatenante è stato, l'anno scorso, il frisson lasciato dall'Eurovision nei precordi del sindaco e dei suoi assessori. E, ripeto, al proposito io non avrei nulla da aggiungere a quanto già ho scritto un anno fa (ecco il link ): non servono astronavi calate dallo spazio, conviene invece coordinare gli sforzi dei festival importanti già presenti nel cartellone estivo torinese, che nel loro i...

C2C, IL COMUNE CAMBIA ATTEGGIAMENTO

Ogni promessa è debito. Avevo rimandato i commenti su C2C , e ieri il commento è uscito sul Corriere. Poiché l'articolo non è disponibile on line, lo ripubblico qui per chi se lo fosse perso (ma ogni tanto comprateli, 'sti giornali!) Ci sono voluti vent'anni perché un'amministrazione civica torinese arrivasse a investire seriamente sul fenomeno C2C, il festival delle “nuove musiche” nato con il nome di Club to Club nel marzo del 2002, immaginato dai suoi padri fondatori (Sergio Ricciardone, Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, ovvero l'associazione X-Plosiva) come il viaggio di una notte in un circuito club torinesi, e cresciuto fino a diventare un evento di richiamo mondiale . Oggi C2C è – insieme con i “cugini” Futur Kappa e Movement, interamente organizzati e gestiti da privati – l'unico evento musicale torinese riconosciuto e riconoscibile a livello internazionale. Con pubblico internazionale. Visibilità internazionale. Sponsor internazionali. E adesso, fin...

IL "CHE FARE" DELLA MUSICA (MODESTE OSSERVAZIONI AD USO DI CHI SA GIA' TUTTO)

Sindaco & chitarrista. Il famoso siparietto musicale di Lo Russo con gli Eugenio in Via Di Gioia Ormai non li ferma più nessuno. L'Eurovision ha evidentemente colpito le fantasie dei nostri pubblici amministratori: vogliono ad ogni costo “dare un seguito” ai giorni belli che ha vissuto Torino, e  dunque partoriscono una trovata dopo l'altra. Lo Russo già in campagna elettorale prometteva una Music Commission , ma nei giorni di Eurovision ha fatto balenare la prospettiva di “un grande festival estivo internazionale” . Pure l'assessore Carretta ha confermato l'idea del festival estivo, aggiungendoci, per sovramercato, quella di rispolverare dalla soffitta dei ricordi il Salone della Musica . Cirio, uomo del fare, ha rilanciato annunciando che entro quest'anno creerà "un'agenzia per attrarre in Piemonte i grandi eventi” , anche musicali. Vedo molta buona volontà, ma idee ben confuse, nelle promesse dei nostri eroi. Con pieno spirito di cittadino collabo...

PERDONALI SIGNORE: NON SANNO QUELLO CHE FANNO (E NEPPURE QUELLO CHE DICONO)

E' inutile, lo spettacolo dal vivo è un'altra cosa. Era da tempo, da prima della pandemia, che non seguivo in presenza le sedute della mitica Commissione cultura. Stamattina era in programma, alle 9,30, la discussione di una proposta di ordine del giorno della consigliera Paola Ambrogio (FdI) che propone di candidare Torino alle Olimpiadi (estive) del 2036. Programma già divertente di suo, datosi che la consigliera ha presentato l'atto il 18 marzo scorso, nove giorni dopo che la proposta era stata lanciata, in prima pagina sul Corriere Torino , dall'immaginifico e spumeggiante Gpo, al secolo Gian Paolo Ormezzano. A me fanno sempre tenerezza, i nostri baldi zuavi comunali: un'idea loro non ce l'hanno manco a morire (a meno che non sia sballata: allora ne hanno da vendere) ma sono pronti a cavalcare quelle altrui, senza manco dire grazie. Avevano fatto così anche per la candidatura a Capitale Europea della Cultura, sulla quale - dopo l'indispensabile imbeccat...

UN'EUROVISION DA 15 MILIONI

Sembrerà triviale, mentre la città vibra d'entusiasmo in attesa dell'Eurovision Song Contest, interrogarsi sui costi dell'evento. Ma ho sott'occhio un preventivo di fonte certa, che risale allo scorso marzo e che mi allarma un po': vi sono previste spese a carico del Comune per 14,8 milioni, a fronte di entrate da contributi e sponsor per 5,25. Cifre che mi conferma l'assessore ai Grandi eventi Mimmo Carretta, il quale condivide con l'assessore Purchia la responsabilità di gestire il mastodonte Eurovision. Però aggiunge, speranzoso: “Non sono cifre definitive, ci sono ancora delle gare in corso e dovremmo riuscire ad abbassare i costi”. Sarà. Intanto tra uscite e entrate risultano 9,55 milioni di differenza che dovrà coprire il Comune: mentre l'apposita variazione di bilancio di Appendino dello scorso ottobre di milioni ne stanziava "solo" 4,75. Questo è il problema, in sintesi. L'articolo completo, con il dettaglio dei costi, lo trovate s...

GRANDI EVENTI: UNA TERZA VIA FRA FILURA E CHIARABELLA

Nel 2016 l'epopea di cinquestelle si era aperta con il disdegno per i Grandi Eventi , l'esaltazione dell 'autarchia culturale e la scomunica delle mostre blockbuster ree di incrementare le file davanti ai musei  oltre che davanti alle mense dei poveri.  E' andata com'è andata. Si volta pagina, c'è una nuova amministrazione, e i Grandi Eventi diventano il toccasana universale: li promette il sindaco Lo Russo, c'è persino un assessore, Mimmo Carretta, con delega giustappunto "ai Grandi Eventi", e l'assessore alla Cultura Purchia per non esser da meno promette di "fare esplodere la città con i suoi Eventi" . Boom. L'intenzione è buona, ma vorrei capire di che cosa parliamo quando parliamo di "Grandi Eventi"; pavento il ritorno al  dirigismo comunale  del sindaco-Barnum, dell'assessore e dei suoi funzionari che s'immaginavano impresari e direttori artistici, in una parola all'ente pubblico che decide quali devo...