Piccole maghe crescono: esibizione di prestidigitatrici dilettanti durante la presentazione delle magiche iniziative di fine anno Tendenzialmente non me ne fotte niente del Capodanno in piazza, per il banale motivo che a Capodanno l'ultima punizione che penserei di infliggermi sarebbe di trascinarmi nella fredda notte di San Silvestro a simulare allegria all'aperto e circondato da estranei, alcuni dei quali prevedibilmente alticci e inclini al lancio di petardi. Oh, raga, il Capodanno lo facciamo a Torino, ve lo avevo già detto? Aggiungete che non ho mai apprezzato i giochi di prestigio e mi annoiano i maghi, gli escapologi, gli illusionisti, i segatori di ragazze in lustrini, i fantasisti, i prestidigitatori, e in genere chiunque estragga uova dalle orecchie o maneggi carte da gioco, ivi compresi gli insidiosi conoscenti estivi che tentano di coinvolgerti in uno spettacolino fra amici o financo in una partita di scala quaranta. Mi piace Brachetti, ma Brachetti è Brac...
L'ANSiA della cultura torinese