Va' là che ti conosco, mascherina. Diventa sempre più improbabile ciò che fino a un paio di settimane fa pareva una verità di fede, accettata e riconosciuta: la messa in liquidazione della Fondazione per il Libro . Dovevano liquidarla, o svuotarla, e affidare l'organizzazione del Salone ad altri : al Circolo dei Lettori o alla Fondazione Cultura. In passato s'è sempre parlato soltanto del Circolo, ma il Circolo è un'emanazione della Regione. Quindi il Comune, adesso, preme per passare le competenze alla Fondazione Cultura , che è cosa sua . Allarme allarme. Anzi, no La liquidazione pareva inevitabile perché, ci raccontavano, la Fondazione è oppressa da un passivo clamoroso, frutto di malgoverno, sperperi satrapeschi e colpevoli noncuranze. Hanno provato a raccontarci pure che il marchio del Salone del Libro vale ormai come un alloggetto in semiperiferia. Questa, però, non gli è girata giusta. Cioé, io posso capire le furbate: ma quando qualcuno ha cominciato...
L'ANSiA della cultura torinese