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Visualizzazione dei post con l'etichetta Maurizio Braccialarghe

IL TJF HA FATTO CENTRO. E LI CALZI HA TROVATO LA SUA FORMULA

Giorgio Li Calzi, direttore e musicista La sesta edizione del Torino Jazz Festival, la prima della nuova serie dopo la sfortunata parentesi di Narrazioni Jazz, si chiude con un evidente successo. La comunicazione municipale dichiara "oltre 22 mila presenze" totali , fra concerti a pagamento e appuntamenti gratuiti nei locali e altri spazi. La cifra potrebbe essere enfatizzata, come sempre quando si tratta di calcolare a spanne gli spettatori dei concerti a ingresso libero: ma gli show a biglietteria - i pomeriggi al Piccolo Regio e al Conservatorio, e le serate alle Ogr - hanno collezionato un tale filotto di sold out da certificare da soli, a borderò, la riuscita del progetto, e il gradimento del pubblico.  Le scelte di Li Calzi: non il solito festival Si sa: una piazza in gratuito la riempi pure con un artista qualsiasi, mentre non è mai facile riempire un teatro a pagamento, persino con un fuoriclasse. Servono intuito, gusto, fiuto. E un pizzico di fortuna. Serve u...

MAURIZIO BRACCIALARGHE: UN RIMPIANTO SINCERO

Maurizio Braccialarghe, assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe è mancato stamattina nella sua casa torinese. Aveva sessant'anni. Era malato da tempo. Ha lottato con coraggio. Mi sono scontrato con Maurizio Braccialarghe per tutti i cinque lunghi anni di Fassino sindaco. Sono stato spesso molto duro con lui: ero - e resto - onestamente convinto che fosse quello il mio dovere. Non ho condiviso quasi nessuna delle sue scelte, a partire dal Jazz Festival - sul quale mi sono poi parzialmente ricreduto, considerato quanto  sono riusciti a peggiorarlo nell'ultimo anno - e da Natale coi fiocchi, sul quale non mi ricrederò mai, benché anche qui la nuova versione sia riuscita a toccare insondabili abissi rispetto al già intollerabile originale. Ma ciò non mi impedisce di considerare Maurizio Braccialarghe una splendida persona, e un enorme privilegio averlo conosciuto. Scrivo queste poche righe per rendere omaggio a un gran signore, a un uomo colto e intelligente, a ...

AFFONDAZIONE MUSEI: PERCHE' PARIGI SI DIMETTE

Una meditabonda Antonella Parigi Antonella Parigi, assessore regionale alla Cultura, si è dimessa dalla carica di consigliere della Fondazione Torino Musei. Ok, ok, lo so che è notizia vecchia. Mi dicono che è uscita qualche giorno fa su Repubblica. Ma i giornali ormai li leggo poco, essenzialmente mi annoio, e sono distratto, e come me immagino tanti altri; sicché l'ho saputo solo oggi. Notare che la diretta interessata con me non ne aveva fatto parola: e poi ci sono gli scemi che dicono "la Parigi ti dice le cose".  Ma dopo aver appreso la conturbante notizia, per combinazione ho incocciato nella Parigi e le ho chiesto perché si è dimessa. Speravo in un bel "mi sono dimessa per protesta contro i tagli del Comune che strangolano la Fondazione", ma Antonellina è più furba che bella e una roba simile non la direbbe neppure sotto efferata tortura. Anche se la Fondazione Torino Musei, con un milione e ottocentomila euro in meno da un anno all'altro, è gi...

FESTIVAL COMUNALI: FATE LA STRAMINCHIA CHE VI PARE, MA NON PERCULATEMI CON LA STORIA CHE "PAGA LO SPONSOR"

La città ringrazia Iren per aver reso possibile... (al posto dei puntini, aggiunte voi qualunque festival voluto da qualunque sindaco di Torino) Guardate, ho deciso di non incazzarmi . Tanto parlo al vento, e a quelli lì je rimbarza. Quindi mi limiterò a elencare una serie di fatti. I fatti 1: tre rassegne a confronto Quest'estate a Torino e dintorni ci saranno numerosi festival musicali e d'arte varia. Alcuni organizzati da operatori privati, altri dall'ente pubblico. Prendiamo in esame tre esempi. Gru Village. E' organizzato direttamente dal Consorzio dei commercianti delle Gru, con fini promozionali. Il Consorzio da molti anni ha deciso di investire in una rassegna estiva una consistente quota del budget annuale destinato alla pubblicità. Quest'anno tale quota è un terzo del totale. I commercianti ritengono, com'è loro buon diritto, di fare così un investimento per fidelizzare la clientela e aumentare il giro d'affari. Quest'anno il ...

UNO SCHIAFFO AL GIORNO LEVA TORINO DI TORNO. SCHIAFFO DEL GIORNO: SCORDATEVI IL PRIX ITALIA

Le meraviglie della Natura selvaggia: esemplare di coyote ripreso mentre garantisce che il Prix Italia tornerà a Torino Cartoons on the Bay , il festival targato Rai, si apre oggi a Torino nell'ambito di una più vasta "collaborazione" fra Rai e Regione: quest'ultima sgancia 300 mila euro, però con la prospettiva di importanti impegni produttivi della Rai in Piemonte. Nella lieta circostanza, mi pregio di segnalare che ci siamo definitivamente fumati il Prix Italia . Ricordate? Si è fatto a Torino per diversi anni: era arrivato nel 2009 , e poi, rinunciando alla sua tradizione itinerante, si era fermato qui; in tale decisione, dal 2011, avevano avuto certo un peso i buoni uffici Fassino e Braccialarghe (che della Rai era un alto dirigente) e l'amicizia  con l'allora segretaria generale del Prix Giovanna Milella , in seguito presidente del Salone del Libro. L'anno scorso si decise di spostare l'edizione del 2016 del Prix Italia a Lampedusa : provvi...

IL GIORNO DELLA VERGOGNA

"Non è che una bugia raccontata tre o quattro volte diventa verità"  ( Chiara Appendino in Consiglio comunale, 15 giugno 2015 ) Il celebre dipinto "Cicerone accusa Catilina". Solita situazione, solito quadro: cambiano i protagonisti, ma la storia non ha nascondigli E' stata davvero una scena triste e miserevole, quella cui ho assistito ieri in Consiglio comunale. Si discuteva l'interpellanza generale sulla mancata nomina del direttore del Museo del Cinema . E la situazione era identica nei modi e nei motivi, pur con diversi protagonisti, a quella che s'era consumata in quella stessa sala un anno e mezzo fa, quando il consigliere d'opposizione Chiara Appendino si scagliò con la veemenza della coscienza pura contro l'assessore Braccialarghe, stigmatizzando gli impresentabili maneggi per la nomina del direttore del Mao. Andate a rileggervi la cronaca di quel 15 giugno , giorno di vergogna: anche lì un bando trasformato in carta da culo, ...

IL MARCHESE DEL GRILLO IN SALA ROSSA. UNA LETTERA SULLA MENZOGNA - RELOADED CON IL LINK AL FILMATO DELLA PENOSA PANTOMIMA

Alberto Sordi nella celebre scena de "Il marchese del Grillo" in cui tiene una lectio magistralis sul potere e le sue applicazioni pratiche "Non è che una bugia raccontata tre o quattro volte diventa verità". Così Chiara Appendino, il 15 giugno 2015, dai banchi dell'opposizione inchiodava l'assessore Braccialarghe rinfacciandogli quelle che la Giovanna d'Arco a cinquestelle definiva "menzogne", a proposito del ruolo di Patrizia Asproni nella discussa nomina del direttore del Mao.  Fu una scena amarissima, che speravo di non dover mai rivedere: un assessore stanco e provato ribadisce senza entusiasmo e senza crederci neppure lui una sua "verità" difficilmente sostenibile, mentre la veemente Pulzella di Moncalieri lo incalza agitando la spada fiammeggiante della Verità Ad Ogni Costo. Un anno dopo, come in uno specchio Purtroppo la stessa scena mi si è ripresentata innanzi, specularmente identica, ributtante e violenta come ...

TRANQUI, MILANO NON CI RUBA IL JAZZ. MA CI INSEGNA QUALCOSA

Detesto mettermi a scrivere all'ora di cena: ma noto adesso che molti condividono la notizia dell'imminente JazzMi , il nuovo jazz festival di Milano, collegandola in qualche modo all'eutanasia del fu Tjf.  Come sapete, sono precisino. Pertanto vorrei precisare che Milano non ci porta via il jazz. Per almeno due ragioni. La prima ragione: un festival come JazzMi - di cui si aveva contezza da tempo, almeno dallo scorso 22 settembre -  non si improvvisa dall'oggi al domani. Servono come minimo sei mesi, se non un anno, e quindi JazzMi è stato progettato ben prima che Appendino vincesse le elezioni e varasse il suo programma di dismissioni. Per favore, risparmiatevi sparate a muzzo. Quel che è giusto è giusto anche nei casini: la nascita di JazzMi non ha nulla a che vedere la giunta di Torino. Da ciò discende la seconda ragione: ovvero il fatto  che - come ufficialmente dichiarato dal sindaco milanese Sala - Milano se ne sbatte i coglioni di Torino. Manco ci vedono...

ASSESSORATO ALLA CULTURA: LA CORSA DEI QUARANTENNI

Se Fassino otterrà il secondo mandato, chi prenderà il posto di Braccialarghe (che sembra deciso a ritirarsi) come assessore alla Cultura? La pattuglia dei P.A. (Possibili Assessori) è già piuttosto affollata. Alessandro Bianchi P.A. Il primo nome a circolare è stato quello di Alessandro Bianchi : 40 anni, laureato in Filosofia con Vattimo, già segretario generale della Fondazione Sandretto, nel 2009 Bianchi si è trasferito al Maxxi di Roma; ma Angela Larotella, sua estimatrice, lo ha richiamato a Torino, con un  contratto a progetto per il fundrising a mezzo fra la Fondazione Cultura e il Teatro Regio . Nel chiacchiericcio cittadino ricorre anche il nome di  Patrizia Asproni. La presidente della Fondazione Torino Musei in realtà non lascia trasparire nulla. Però a Fassino piace assai . Lei, a prescindere, si impegna comunque per costruirsi un'immagine scintillante . I suoi consulenti ora puntano a piazzarla nei talk tv più "intellettuali". L'assessorat...

BELLA VITA E SOLDI ALTRUI: LEZIONI D'ECONOMIA IN COMMISSIONE CULTURA

Enzo Frammartino: sarà lui il prossimo assessore? I vigili del Comune di Torino mi hanno mandato una letterina. C'è scritto che gli devo 45 euro per via di una mia marachella automobilistica. Se non pago entro cinque giorni, mi avvertono che i 45 euro saliranno a una sessantina; e se tarderò ancora, potrebbero diventare molti di più. Io però ho un progetto migliore: adesso gli mando una ventina di euro. Il resto, magari lo pago nel 2018. A condizione di non beccare altre multe: perché in tal caso sarei costretto a anticipare qualcosa anche per quelle, e in tal caso non disporrei dei soldi per saldare questa. Mi sembra più conveniente per me, e più adeguato alla prassi del Comune di Torino. Festival delle Colline: la solita storia L'idea m'è venuta stamattina in Commissione cultura, ascoltando Sergio Ariotti, direttore del Festival delle Colline , che – come tanti operatori culturali prima di lui – denunciava la stravagante pratica municipale di promettere contr...