Non ho mai fatto mistero di non capire un tubo di danza . Ma ho preso la buona abitudine di dare retta ai consigli degli amici che ne capiscono, così quando mi suggeriscono di vedere un certo spettacolo io ci vado; e mi capita pure di uscirne soddisfatto. Mi capita soprattutto con Torino Danza , un festival che apprezzo per svariati motivi, e non soltanto artistici. Mi piace, Torino Danza, perché funziona, fa un ottimo lavoro senza clamori, senza lotte intestine, senza casini. E ha un direttore - Gigi Cristoforetti - esperto, appassionato e serio, che non finisce continuamente sui giornali per casini e polemiche dozzinali. Sembrerebbe il minimo sindacale, e invece è quasi un miracolo in una città dove ormai troppe manifestazioni sono il terreno di gioco di ambizioni perdute, manovre di sottogoverno, invidie di bottega e frustrazioni contrapposte. Così ieri sono andato al Regio a vedere "Three" della compagnia israeliana Batsheva, diretta dal coreografo Ohad Naharin . L o s...
L'ANSiA della cultura torinese