Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta contratto

CINEMA, LUNEDI' ARRIVA IL DIRETTORE. FORSE

Domenico De Gaetano Il primo fatto eclatante è che il Museo del Cinema ha battuto trionfalmente il record di sede vacante, inchiodato dal 1271 ai 1006 giorni senza Papa che precedettero l'elezione di Gregorio X.  Per il Museo la corsa al sorpasso sembrava essersi interrotta a quota 991 giorni il 19 settembre , quando fu annunciato che il Comitato di gestione della Mole aveva scelto Mimmo De Gaetano. Poi è scoppiato il casino che da allora ci regala quasi ogni giorno spassose scenette . Contratti e arredamenti Al momento non risulta che De Gaetano abbia già firmato il contratto. Quindi tecnicamente il Museo è senza un direttore in carica da 1025 giorni. Fantastico, abbiamo stracciato Gregorio X. Ma adesso forse qualcosa si muove. Mi risulta che al Museo ci sia un gran daffare per prepare l'ufficio del direttore. Stanno cambiando la mobilia nell'ufficio che fu di Barbera con arredi nuovi di trinca. Non si sa per ordine di chi. L'ufficio, dicono, dev'essere a...

BARBERA: IL CONTRATTO C'E' MA NON SI VEDE

L'ex direttore del Museo Alberto Barbera aspetta notizie Un fantasma si aggira per Torino. E' il fantasma del contratto di Alberto Barbera. Dopo vari anfanamenti, il Museo del Cinema ha deciso di avere ancora bisogno dell'ex direttore messo spicciamente alla porta dopo un'invereconda pantomima , in ossequio a un ukase comunale che ancora suscita le invidie dei nostalgici di Ceausescu.  So da fonti certe che una settimana fa, venerdì 17, il CdA ha approvato un contratto per una consulenza artistica fino a dicembre, da proporre ad Alberto Barbera. Da quel giorno, però, di quel contratto si sono perse le tracce.  Di sicuro non è arrivato a B arbera.  L'ex direttore - che nel frattempo ha ricevuto proposte di lavoro da altre città - è ancora in fiduciosa attesa, ma per quanto ne so non cambiato la sua posizione: prima di firmare qualsiasi impegno, intende leggere le condizioni e valutare . E vorrei ben vedere... La lentezza non è sempre una virtù Noto che ul...

VENARIA, UNA SPERANZA PER I LAVORATORI

Si è concluso con la proroga di un mese dell'attuale contratto l'incontro in Regione tra i lavoratori della Reggia di Venaria, da mesi in agitazione contro il nuovo contratto di Coopculture, il presidente del Consorzio della Reggia, Mario Turetta, e l'assessore alla Cultura della Regione Antonella Parigi. I lavoratori avevano chiesto una proroga fino alla fine anno, ritenendo il futuro contratto, presentato dall'ente che ha vinto nel giugno scorso l'appalto per l'erogazione dei servizi della Reggia, troppo penalizzante, con una riduzione di ore lavorate e di stipendio di oltre il 20%. Adesso avranno un mese per cercare una soluzione. Una serie di incontri è in programma con Coopculture, per riorganizzare il lavoro. La Regione e Turetta si sono impegnati a cercare di sviluppare le attività della Reggia e quindi anche la necessità di ore di lavoro dei 100 dipendenti.

UNO SCIOPERO DA RE: WEEKEND DIFFICILE A VENARIA

Ancora due giorni di sciopero alla Reggia di Venaria Prosegue l' agitazione sindacale dei lavoratori della Reggia di Venaria contro contro il bando di gara che a loro dire porterà a una sensibile riduzione del personale e del numero di ore per i servizi ai visitatori : per oggi e domani hanno proclamato un nuovo sciopero, dopo quello del Primo Maggio. La Reggia sarà comunque aperta, poiché parte del personale è stato precettato a norma di legge. Secondo l'account dei lavoratori in sciopero ( @ReggiamociForte ) nel turno di stamattina erano in servizio in diciotto: quattordici precettati e quattro dipendenti che non aderiscono allo sciopero. Gli altri, una ventina circa, si sono astenuti dal lavoro. Lo stesso account comunica che sono chiuse le mostre Fatto In Italia, L'Arte della Bellezza, Le Belle Arti e La Regia Scuderia.

ALLARME-LAVORO ALLA REGGIA

Da più parti mi sollecitano a dire la mia sulla vicenda dei lavoratori della Reggia di Venaria che con la nuova gara d'appalto temono un taglio delle ore di lavoro del 35- 40% e conseguenti licenziamenti o diminuzione degli stipendi. In realtà me ne sono già occupato ; e ho anche dedicato alla storia la mia rubrica su TorinoSette (è linkato qui) .  Poi è doveroso registrare le dichiarazioni della direzione della Reggia e dell'assessore Parigi che parlano di semplice "razionalizzazione del servizio" e di "clausole sociali". Ma soprattutto, in ultima analisi, non sono un esperto di relazioni sindacali e diritto del lavoro, e in giro c'è già troppa gente che spara cazzate su ciò che non sa (in genere, quasi tutto). Di sicuro, la risposta alle necessità dei siti artistici non è il ricorso ai volontari; più in genere, vale anche per il settore cultura il principio che chi lavora va pagato, e i volontari grazie, ma non portino via il lavoro a chi ne ha bis...

ANCHE I GIUDICI LEGGONO GABO. UN'INTRODUZIONE AL LIBRO DI SOFRI

Sofri e il suo libro sul giornalismo contemporaneo: se vi sembra che esageri, leggetevi questo post Fi go: a nche i giudici leggono Gabo. Questo ho pensato stamattina, con un sussulto d'or go glio, quando m'è cascato l'occhio su un articolo di Repubblica Torino dove, riprendendo senza citarlo mio post di sabat o, si annuncia, con pi glio da scoop, che "Esposito è atteso dal pm", il quale pm - sta scritto - vorrebbe ascoltare il senatore del pd Stefano Esposito in merito alle dichiarazioni che ha rilasciato a G abo per l'appunto sabato  parlandomi del contratto del Salone del Libro con  Gl Events . Ovvio che su Repubblica non è scritto così. L'articolo accenna assai pudicamente a "dichiarazioni che (Esposito) ha pubblicamente rilasciato in questi giorni ( "pubblicamente" presumo perché quando ci siamo parlati, sabato scorso, eravamo in via Roma e avevamo come pubblico la fami glia del senatore Esposito , Nota di Gabo ), auspicando ...