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Visualizzazione dei post con l'etichetta 24 Ore Cultura

IL FATTORE FATTORI

Il nostro West. "La mena in Maremma" di Giovanni Fattori in mostra alla Gam fino al 20 gennaio Elisabetta Rattalino, segretario generale della Fondazione Torino Musei, è visibilmente compiaciuta mentre presenta la mostra "Fattori. Capolavori e aperture sul 900" organizzata da 24Ore Cultura che la Gam ospita fino al 20 marzo dell'anno prossimo. Compiacimento in larga parte giustificato: la mostra - sessanta opere splendide, di cui molte provenienti da collezioni private e quindi o mai viste, di uno degli artisti più popolari e amati del nostro Ottocento - vale ampiamente il prezzo del biglietto; è curata con rigore scientifico e gusto sicuro da Silvestra Bietoletti e da Virginia Bertone; ed è allestita con eleganza didascalica, secondo un criterio cronologico che consente al visitatore inesperto a seguire senza difficoltà l'evoluzione di un artista cruciale, la cui lezione si proietta fin sul Novecento di Modigliani, Carrà, Morandi (come ben dimostra la prez...

CON I MACCHIAIOLI IN GAM TORNANO LE MOSTRE BLOCKBUSTER. SI SPERA

Giovanni Fattori, "Soldati francesi del '59". Fattori è uno dei grandi protagonisti della mostra, né poteva essere altrimenti La mostra è eccellente, oltre le aspettative. E' possibile che segni finalmente la ripresa dalla Gam: l'etichetta  "Macchiaioli" è un brand che - benché per nulla insolito nel panorama espositivo nazionale - non mancherà di attirare il pubblico: e alla Gam ci sono tutti i nomi celebri - Fattori, Fontanesi, Signorini - necessari per trascinare alla biglietteria anche un visitatore non troppo esperto o amante della pittura dell'Ottocento. Io stesso, che non sono un fan del genere, all'uscita mi sentivo soddisfatto e contento.  Non mi impancherò però in lezioni di storia dell'arte, che non mi competono: se siete interessati, troverete qui ogni informazione sulla mostra dei Macchiaioli che si è aperta oggi alla Gam e proseguirà fino al 24 marzo. Il ritorno di 24 Ore Cultura Ma la notizia delle notizie, per me, è...

UN'IKEA DI TOULOUSE-LAUTREC

"Aristide Bruant nel suo cabaret" (1893) Di nuovo a Palazzo Chiablese, finalmente per un'altra mostra. Gran nome, Henri de Toulouse-Lautrec. E opere adeguate alle possibilità odierne di Torino: una dozzina di manifesti e 150 fra litografie, libri, e una preziosa, seppur di nicchia, selezione di disegni molti giovanili. Se amate Toulouse, non sarete delusi. E forse scoprirete qualcosa di nuovo su un pittore talmente celebre da apparire a volte scontato. Niente da dire: la mostra c'è, e merita di essere vista. Però ne sono uscito un po' rimminchionito, con in testa quella canzone di Guccini, “portavo allora un eskimo innocente, dettato solo dalla povertà...”. Oh già. Balza agli occhi la differenza rispetto al passato recente di Palazzo Chiablese.  Le virtù della grafica E non soltanto perché qui si tratta di grafica. D'alta scuola, d'alto nome, d'alto pregio, certo. Ma pur sempre grafica. E' come se vi recensissi le vetrine di quella lussure...

OK, TOULOUSE-LAUTREC SI FA: A FINE OTTOBRE

Iole Siena (Arthemisia Group) Sempre alla presentazione della mostra dei Bruegel a Venaria (di cui prima o poi vi parlerò, parola di lupetto) mi presentano Iole Siena , la presidente di Arthemisia Group. Arthemisia è una società specializzata in mostre. Ha prodotto questa dei Bruegel, ma anche quella recente  di Matisse a Palazzo Chiablese , in collaborazione con 24 Ore Cultura . Sempre con 24 Ore Cultura, era previsto che adesso, in settembre, Arthemisia portasse a Palazzo Chiablese anche quella di Edward Hopper . Invece Hopper è definitivamente saltato (scusate il gioco di parole angloitaliano), non senza malumori, e la mostra è finita a Roma, al Vittoriano . E' successo che al 24 Ore Cultura c'è stato un bel ribaltone ai vertice, e conseguente cambio di rotta, anche per ragioni di bilancio. Come si dice? Finito champagne finito amore:  l'accordo con il Comune di Torino  per fare tante belle mostre a Palazzo Chiablese è andato a farsi benedire. Adesso, però, Io...

MAGIE D'AUTUNNO: E' SCOMPARSO ANCHE HOPPER

Contrordine compagni: a Palazzo Chiablese a fine settembre ci sarà la mostra di  Toulouse Lautrec , già annunciata per giugno e poi rinviata a data da destinarsi, anziché quella di  Edward Hopper , promessa per settembre e scomparsa dall'orizzonte ottico tra le calure estive. Viene anche da ridere: come potete leggere nel post del 31 maggio scorso , la mostra di Toulouse Lautrec, inizialmente fissata per l'8 giugno, si sarebbe dovuta spostare a settembre per problemi logistici degli organizzatori; ma - avevano risposto da Palazzo Chiablese - ciò era impossibile giustappunto perché a settembre si doveva tenere la mostra di Hopper. Adesso si scopre che la mostra di Hopper non c'è più. E torna Toulouse Lautrec. 24 Ore Cultura molla Torino Mica bello. Non perché una mostra sia migliore dell'altra (non lo so), ma perché dietro la perdita di Hopper si profila la fine della strategica alleanza fra il Comune di Torino e la società 24 Ore Cultura per portare a Palazzo Chi...

LA PAGELLA DEI MUSEI REALI: MOSTRE DA EXPORT NELLA STRATEGIA DI ENRICA

Aria nuova: Enrica Pagella ha un piano per i Musei Reali La laboriosa Enrica Pa gella s'è accomodata da meno di due mesi alla direzione del Polo Reale (ormai ex), ed è già iperattiva. Per cominciare ha cambiato il nome alla ditta. Enrica mi dice che ha chiesto lei al ministero di ribattezzare l'intero cocuzzaro "Musei Reali", perché - mi spie ga - "Polo è un termine amministrativo, è freddo, non attraente: e poi come lo traduci in in glese?".  Le nostre mostre nel mondo Per fortuna la vo glia d'innovazione pa gellesca non si limita all'onomastica. Enrica ha un piano ambizioso, per la creatura che le è stata affidata. Le mostre, intanto. Vuole ospitarne, ma soprattutto produrne. Mostre da mandare in giro per il mondo: per far conoscere i Musei Reali di Torino e i loro tesori; e pure per guada gnarci, visto che adesso, con l'autonomia amministrativa, i musei devono guada gnare. A Enrica non sarebbe dispiaciuto tirare su un po' di sol...

MATISSE, LA MOSTRA PIU' BELLA

Matisse, "L'algerina" (1909) Stavolta sono davvero estasiato. Voglio dire: non è che stiamo messi male, a mostre. Se ne sono viste e se ne vedono di stupende, da queste parti. E di successo, pure. Proprio ieri Monet alla Gam ha passato la boa dei 130 mila visitatori, ed è la mostra al momento più visitata in Italia. Con pieno merito. Però "Matisse e il suo tempo" è oltre. E' LA mostra.  E non soltanto perché presenta cinquanta capolavori di Matisse (ma capolavori veri) e altre 47 opere di artisti della sua epoca con i quali Henri ha lavorato, si è confrontato, ha scambiato ispirazioni e idee e visioni e gelosie - e sto parlando di Picasso, Braque, Legèr, Renoir, Mirò, Severini, Dufy, Gris, Modigliani, mica micio micio bao bao; e tutti presenti con lavori d'eccellenza, ciascuno dei quali varrebbe una mostra da solo.  Matisse, "Ritratto di Greta Prozor" (1916) Eppure non è ciò - non soltanto, almeno - a fare di "Matisse e il...

MATISSE A PALAZZO CHIABLESE

Henri Matisse, "Natura morta con credenza verde" (1928) Ci siamo. Dopo i Preraffaelliti e Tamara de Lempicka , gli ardimentosi privati di 24 Ore Cultura portano la loro terza mostra torinese a Palazzo Chiablese. Da mo' annunciata , " Matisse e il suo tempo" si apre il 12 dicembre e sarà visitabile fino al 15 maggio. Scongiurata - ma soltanto per tre mesi - l'assurda concorrenza con i dirimpettai di Palazzo Madama, dove in un  primo tempo era prevista a partire dal 10 dicembre  l'esposizione "Da Poussin a Matisse" (altrimenti indicata come "Dal Classicismo all'Impressionismo") , nuovo frutto della collaborazione della Fondazione Torino Musei con l' He rmitage . Saggiamente è stata rinviata: aprirà soltanto l'11 marzo, con il titolo (definitivo?) "Da Poussin a gli Impressionisti". Matisse è formalmente scomparso, ma in mostra ci sarà; tra marzo e maggio nell'area di piazza Castello si prevede un ingorg...

DOPO TAMARA VIENE L'ART DECO'

Una premessa che non c'entra niente con il contenuto del post, ma che oggi mi appare più che mai doverosa  per segnare una netta separazione tra la civiltà e la barbarie: Gabo non beve Gancia. E giuro che non è una conseguenza dei deliri della sventurata sciuretta. Non bevo Gancia da sempre perché ritengo che chi beve male pensa male (oltre a soffrire di acidità di stomaco), e la sventurata sciuretta ne è la prova vivente. Certo considero una fortuna che l'orrenda e miserabile minchiata arrivi da un produttore di bevande che sono da sempre all'altezza delle sue pubbliche sparate: di scarsissimo pregio. Posso quindi serenamente continuare a non consumare  i suoi prodotti, guadagnandone pure in dignità, oltre che in qualità della vita. Pensa che sciagura se minchiate analoghe  le avesse sparate il signor Contratto. O, peggio che mai, il signor Krug. Le "Torri Rivella" in corso Regina: un capolavoro dell'Art Decò a Torino che abbiamo tutti i giorni ...

CHE DIO LA BENEDICA, ARRIVA TAMARA DE LEMPICKA

Una delle sale della mostra di Tamara de Lempicka a Palazzo Chiablese E dopo tante liti e tante beghe , stamattina hanno presentato ufficialmente la mostra di Tamara de Lempicka, da domani al 30 agosto a Palazzo Chiablese. Alla conferenza stampa non ci sono andato, avevo un impegno infinitamente più serio. Non mi sono perso nulla. Secondo le migliori tradizioni del giornalismo italiano, nessuno ha fatto l'unica domanda che aveva un senso fare: che ci spiegassero com'è andata esattamente la storia dell'imbarazzo con la Curia . Comunque il buon Fassino era preparato, nella sfortunata evenienza che io fossi presente : tirare un respiro profondo e rispondere che si è trattato "soltanto di un qui pro quo" . Che può pure starci: anche l'invasione della Polonia tutto sommato è stata soltanto un qui pro quo. Basta intendersi sui termini. Una mostra straordinaria Ad ogni modo, tutto è bene ciò che finisce bene . Ha vinto il buonsenso e  abbiamo finalmente una...

TURETTA A RADIO GABO: TAMARA SI FARA'. MA NON DICE DOVE

"La dormeuse", un dipinto del 1932 di Tamara de Lempicka Per "GabosuTorino - Radio Edit", il programma che va in onda stasera dalle 19 alle 20 sui 93.3 Fm di Gru Radio ho intervistato Mario Turetta , il direttore regionale dei Beni artistici che chiude il suo mandato con il completamento del progetto del Polo Reale, e si appresta a raccogliere l'eredità di Alberto Vanelli come direttore della Reggia di Venaria. Del Polo Reale e della sfida di Venaria abbiamo a lungo parlato; ma alla fine non mi sono tenuto e gli ho chiesto notizie sulla mostra di Tamara de Lempicka . Si farà a Palazzo Chiablese, come vogliono gli organizzatori del Sole24Ore , o prevarranno le esigenze della Curia, che (ufficialmente) chiede Palazzo Chiablese per ospitarvi i servizi per i pellegrini della Sindone ? Turetta ha abilmente eluso: mi ha infatti detto che "risponderemo alle esigenze dei pellegrini, però la mostra di Tamara de Lempicka si farà". Il che può significare tu...

TAMARA, FORSE VINCE IL BUON SENSO: NOSIGLIA HA UN'EXIT STRATEGY.

La Stampa: "Nosiglia vuole Palazzo Chiablese". Ma in realtà è pronto a trattare Buongiorno Torino. Oggi è una splendida giornata. E non soltanto perché è una giornata di sole. E' una splendida giornata perché forse il buon senso, una volta tanto, prevale. Forse scamperemo l'ennesima minchiata. Ieri sera un amico del Consiglio comunale, uno dei pochi che si è preso a cuore la vicenda dell' opposizione del vescovo alla mostra di Tamara de Lempicka , mi ha annunciato che - a Dio piacendo - Nosiglia ha capito che la cosa stava prendendo una brutta piega, e ha deciso di cercare una ricomposizione. L'exit strategy vescovile che mi hanno anticipato ieri la ritrovo stamattina sui giornali, che si occupano finalmente della questione - calda calda da parecchi giorni - per riportare la versione di Nosiglia: ovvero che è stato un equivoco, che non c'è nessuna intenzione censoria, e che la Curia vorrebbe i locali di Palazzo Chiablese semplicemente per piazzar...

TORINO, SCEGLI: O TAMARA O IL PAPA!

Un'opera di Tamara Il vescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia Se mi passate il tecnicismo, stavolta hanno pestato un bel merdone, con 'sta storia di Tamara de Lempicka.  C'è chi adesso tenta di arrangiarla facendo trapelare che in realtà la Curia avrebbe semplicemente chiesto, per i servizi ai pellegrini, la disponibilità di quei locali di Palazzo Chiablese destinati a ospitare la mostra. Ma guarda un po' che combinazione. Come non se ne potessero trovare altri, in zona. I tormenti del vescovo Nosiglia In base a quanto Gabo è riuscito a ricostruire, le cose sarebbero invece andate così. A suo tempo, il vescovo Nosiglia apprende che a Palazzo Chiablese, dirimpetto alla Cappella della Sindone, ci sarà la mostra di Tamara de Lempicka, proprio durante l'ostensione . Si preoccupa, il buon vescovo. Non so se sia un fine intenditore d'arte. Però stabilisce motu proprio (o abboccando anch'egli all'esca di Gabo) che l'arte di Tamara de Lempicka ...

VADE RETRO TAMARA: IN VETTA ALL'HIT PARADE DELLE MINCHIATE

Due dipinti di Masaccio e Masolino; sotto, due quadri di Tamara Quando l'ho letto stamattina, su un giornale torinese, non ci ho creduto. Già poco credo ai giornali in genere, ma poi la notizia mi sembrava troppo scema: figuratevi voi, Fassino che propone di spostare alla Gam, o in altra sede, la mostra di Tamara de Lempicka in programma da febbraio a Palazzo Chiablese (organizzata da 24 Ore Cultura ), onde non turbare i pellegrini che in quel periodo saranno in coda per rimirare la Sindone, proprio di fronte a Palazzo Chiablese. Ricordate la minchiata che avevo scritto per scherzo il 18 settembre? Qualcuno se l'era pure bevuta , ma speravo che fosse finita lì. E' vero, di lì a pochi giorni, il 27 settembre, vi avevo riferito che girava voce che anche i nostri barbapapà avessero preso sul serio la minchiata , e addirittura avessero convocato l'ad di 24 Ore Cultura, Natalina Costa, per esprimere le loro preoccupazioni. Ma io per primo non ci credevo. Insomma, ch...