Oggi sono alquanto incazzato. Nella mia vita di giornalista mi sono imbattuto in sinistri personaggi d'ogni sorta che hanno accampato le pretese più stravaganti e proterve, e li ho regolarmente mandati a cagare e mi sono trovato benissimo e non ci ho rimesso neppure una notizia, anzi. Ma davvero una stronzata come quella che mi è capitata sotto il naso ieri non l'avevo mai vista né annusata. Dunque: ieri c'era l'anteprima del nuovo film di Verdone al Massaua, anche quella ficcata a forza - quasi fosse chissà che straordinaria meraviglia - nell'immaginifico "ambito di Torino Città del Cinema 2020" per carità di patria e volontà di lorsignori. E in tarda mattinata era pure previsto l'immancabile incontro-stampa con regista e attori: una banalità di rito in similari occasioni. Io non mi ero neppure accreditato: frega sega, a dirla con sincerità. Però una collega accreditata riceve la conferma e mi fa: "Guarda un po' cosa chiedono quest...
L'ANSiA della cultura torinese