Alberto Vanelli Pensavo che fosse Shakespeare, e invece era Pirandello. E se era Shakespeare, era "Molto rumore per nulla", non "Riccardo III". Insomma, ieri arriva nelle redazioni il volantino sindacale dei lavoratori della Fondazione Casa Teatro Ragazzi e Giovani (per gli amici Trg, da non confondere con la Tgr della Rai) che denunciano "le insane e miopi politiche di regresso che stanno aggredendo i fondamenti di questa realtà culturale che è patrimonio della Città, della Regione e riconosciuta a livello europeo come circuito culturale di primaria importanza". Ellalà, pensa uno. Qui sta capitando un pandemonio. Più che un comunicato sindacale, sembra la cronaca di una catastrofe: "Siamo venuti a conoscenza - c'è scritto - di operazioni che si delineano come una pericolosa sofisticazione delle finalità intrinseche della Fondazione stessa, alterandone la natura senza una visione coerente con le finalità sociali che la fondano, così come previsto ...
L'ANSiA della cultura torinese