Manuel Agnelli interpreta "Lazarus" di David Bowie e Enda Walsh al teatro Carignano Ho visto "Lazarus" al Carignano, l'altra sera. Confesso che ero preoccupato. "Lazarus" è un'opera rock, l'estremo lascito di David Bowie, e per un bowiano militante è quasi una bestemmia l'idea che qualcuno che non sia Bowie canti le canzoni di Bowie o reciti un testo di Bowie. "Lazarus", poi, è un lavoro straziante, una lucida e spietata riflessione sulla morte - o sull'impossibilità di morire, dipende da come arriva allo spettatore - e metterlo in scena è una sfida alla portata di pochi. Ero preoccupato, quindi. Paventavo la delusione, o peggio. E invece è stato tutto bellissimo. Valter Malosti si è superato con una regia che coglie e restituisce alla perfezione l'immaginario bowiano e il senso ultimo dell'opera, e l'interpretazione di Manuel Agnelli è azzeccatissima e personale, senza l'inane ambizione di scimmiottare in qu...
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