Arrivo buon ultimo - nei giorni scorsi ho avuto altri impegni - a riconoscere i molti pregi della prossima, dodicesima, edizione del Torino Jazz Festival : un programma equilibrato che coniuga sapientemente le tante declinazioni del jazz, una manciata di fuoriclasse (John Zorn, Dave Holland, Gonzalo Rubalcaba, Roscoe Mitchell, Paolo Fresu, Roberto Gatto...) bastevoli di soli a fare il "grande festival", il coinvolgimento del Premio Carlo U. Rossi che quest'anno sarà presentato da Rocco Papaleo, la collaborazione da tempo auspicata fra il Tjf e Jazz Is Dead ... Tutto perfetto dunque? Ahimè no, manca ancora qualcosa: mancano i soldi per comunicare al mondo esterno, il vasto mondo oltre la cinta daziaria di Torino, che in città abbiamo adesso un vero jazz festival e quindi varrebbe la pena di venirci. Ecco cosa scrivevo venerdì scorso sul Corriere: Un cast stellare, produzioni geniali, ospiti esclusivi: stavolta sì, ci sono le premesse perché il Tjf sia davvero il “festiv...
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