Non è una foto ricordo di Villa Arzilla: sono i Camel, cult-band del progressive. E ieri sera hanno spaccato a Hiroshima Nereggia il popolo sotto il palco del Camel La nostalgia rende. Lo sapevo. Ma che rendesse così tanto, non riuscivo a immaginarlo. Ieri sera a Hiroshima mon Amour c'erano i Camel. Band veneranda, legata fortunosamente al culto del Canterbury Sound. Però non prevedevo - e non prevedevano neppure gli organizzatori - di trovarsi il locale sold out, con la gente fuori a supplicare per un biglietto, accampando viaggi di tregenda per assistere all'evento. Ho visto con i miei occhi la prenotazione arrivata da più lontano: era quella di una coppia di Honolulu. Ripeto: Honolulu nelle Hawaii. I due, presumo marito e moglie, ieri si sono regolarmente presentati al botteghino di Hiroshima per ritirare il biglietto e assistere al concerto. Un'altra coppia è arrivata dalla Turchia. E c'era gente da tutta Italia e dalla Francia. Da non crederci. Il concert...
L'ANSiA della cultura torinese