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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fondazione per il Libro

SALONE, LA PROCURA CHIUDE LE INDAGINI: STORIE DI IERI, STORIA DI OGGI

E' terminata l'inchiesta della magistratura sulla vecchia gestione del Salone del libro di Torino. Oggi la polizia giudiziaria ha notificato gli avvisi di chiusura dell'indagine ai 29 indagati. I reati contestati variano, a seconda dei soggetti, dal peculato al falso in atto pubblico, alla turbativa d'asta. Tra gli indagati ci sono l’ex sindaco Piero Fassino e l'assessore alla Cultura Antonella Parigi, Michele Coppola ( per il suo ruolo in Banca Intesa San Paolo ), gli ex presidenti del Salone Rolando Picchioni e Giovanna Milella, l'ex direttore generale di Lingotto Fiere Régis Faure . L’inchiesta riguarda i bilanci della Fondazione per il Libro approvati tra il 2010 e il 2015. In particolare l'indagine punta sulle vicende dell'affidamento diretto alla società Gl Events dell'organizzazione dell'edizione 2015 del Salone e sulla presunta sovrastima del marchio che nel 2009 sarebbe stato valutato con parametri non corretti.  Per aiutare i più dist...

SALONE: LE FONDAZIONI BANCARIE SOSTENGONO LA SCALATA DEI CREDITORI

Quaglia e Lapucci, i vertici di Fondazione Crt Regione e Comune hanno concesso la loro augusta benedizione ("hanno auspicato e accolto favorevolmente", ha detto ieri durante il question time l'assessore Parigi) il progetto dei creditori dell'ex Fondazione per il Libro di dar vita all'associazione non profit "Torino città del libro"  che parteciperà all'asta del 24 dicembre per aggiudicarsi il marchio e gli asset del Salone.  Più concretamente, Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo non si sono limitate al bravi-bene-armiamoci-e-partite. Hanno rinunciato all'idea di partecipare direttamente all'asta tramite la società Equiter : mica sono scemi a buttatarsi a capofitto nel Vietnam permanente del Salone. Però  hanno deciso che aiuteranno i creditori sostenendo finanziariamente "Torino città del libro": Fondazione Crt darà 200 mila euro, Compagnia di San Paolo 400 mila. Totale 600 mila euro. Un buon inizio. Se i creditori - tutti...

FONDAZIONI CAUTE: NULLA DI DECISO PER L'ASTA DEL SALONE

Un marchio in vendita: prezzo stracciato, 500 mila euro. Ma non è ancora chiaro chi parteciperà all'asta La notizia è breve breve, semplice semplice: oggi è il 13 dicembre. Fra undici giorni è il 24: vigilia di Natale e data dell'asta per il marchio del Salone del Libro . A undici giorni dal fatidico colpo di martelletto, le fondazioni bancarie non hanno sciolto la riserva. Stanno ancora valutando se partecipare o meno. Non sto a ripetervi l'intera storia. Qui trovate l'ultima puntata . Di fatto, però, la situazione è abbastanza inquietante. Molti, qui a Torino, davano - e danno tuttora - per scontato che Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo tramite Equiter parteciperanno all'asta e si aggiudicheranno il famoso marchio, per poi consegnarlo nelle mani di Regione e Comune che a loro volta, in perfetta concordia, lo passeranno al Circolo dei Lettori affinché organizzi la simpatica manifestazione che per ora, mancando la proprietà del marchio, viene convenziona...

I CREDITORI DEL SALONE CONTRO L'ASTA A 500 MILA EURO

Pubblico la lettera dei maggiori fornitori del Salone del Libro (Gl Events, Eventi3 e P&P), preoccupatissimi per la prospettiva di una svendita del marchio a una base d'asta irrisoria , del tutto inadeguata a saldare i crediti che essi vantano verso l'ex Fondazione per il Libro: crediti ormai di lunga data, e che se non saranno saldati metteranno a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende . I fornitori del Salone ribadiscono anche la loro volontà di diventare parte attiva del salvataggio del Salone, seguendo il progetto che hanno presentato lo scorso giugno e che potete leggere qui . Ed ecco la lettera Osserviamo in questi giorni con grande attenzione il dibattito pubblico che ha fatto seguito alla pubblicazione dell’asta per il marchio del Salone Internazionale del Libro di Torino.  Fermo restando un apprezzamento per la grande affezione che torinesi e non solo stanno dimostrando per la manifestazione, e ancor più per ogni iniziativa volta a incrementare ...

IL SALONE ALL'ASTA PER MEZZO MILIONE: ECCO L'AVVISO DI VENDITA

E' stato pubblicato l'avviso di vendita all'asta dei beni dell'ex Fondazione per il Libro. Entro la vigilia di Natale sapremo chi metterà le mani sul marchio del Salone. A questo link trovate il testo completo dell'avviso, allegati compresi.  Io ho cominciato a leggermeli l'intera pappardella: stamattina pubblico sul Corriere le primissime osservazioni che riguardano il prezzo di vendita e il "radicamento territoriale" del Salone ( qui c'è il link ).  Nell'articolo scrivo della base d'asta di 500 mila per l'intero patrimonio dell'ex Fondazione, e in particolare quella di 355 mila per il marchio. L'avviso d'asta conferma le perplessità che ho già espresso sul blog qualche giorno fa : il prezzo proposto è minimo - anche per un'asta fallimentare - rispetto ai quasi due milioni della perizia 2009; ma insolitamente alto - per un'asta fallimentare - rispetto ai 215 mila della perizia 2017. Circa il "radicamento te...

SALONE DEL LIBRO: MARCHIO ALL'ASTA, MA QUANTO VALE DAVVERO?

Quanto paghereste per questo marchio? Fate un po' voi: le valutazioni oscillano da 1,9 milioni a 108 mila euro. Più volatili del bitcoin Ci siamo. L'asta della liquidazione dell'ex Fondazione per il Libro sarà bandita entro pochi giorni. Dovrebbe essere pronto (benché non mi risulti ancora firmato)  il decreto ministeriale che pone sotto tutela l'archivio e il marchio del Salone. La tutela prevederebbe anche il "radicamento territoriale": chi acquisterà il marchio non potrà portare la manifestazione in un'altra città. Speriamo. La base d'asta per il marchio sarà 500 mila euro, con rilanci di 30 mila. La cifra fissata mi riaccende in cuore l'eterno interrogativo: ma quanto minchia vale davvero il marchio del Salone del Libro? Voi sapete che quando un bene viene venduto a un'asta fallimentare (la messa in liquidazione, detto da ignoranti, per le fondazioni equivale al fallimento di un'azienda) di solito si parte da una somma sensibilm...

IL CIRCOLO DEI LETTORI ASSUME PER IL SALONE: ECCO I BANDI, C'E' POSTO PER CINQUE

Il falò delle professionalità. Foto di gruppo per i dipendenti e i collaboratori del Salone. Soltanto in parte potrebbero essere assunti al Circolo Ci siamo, piacendo al cielo. Dopo lunga e penosa gestazione , sul sito di un Circolo dei Lettori finalmente dotato di una governance sono stati pubblicati i bandi per l'assunzione del personale che dovrà organizzare il Salone del Libro : o meglio, "un evento internazionale di promozione del libro". Questa è la dicitura prudenzialmente usata: come ben sapete  il marchio "Salone del Libro" al momento non può essere utilizzato  poiché appartiene alla liquidazione dell'ex Fondazione per il Libro ed è destinato a essere venduto all'asta. Si spera quanto prima: fino a poco tempo fa sembravano tutti convinti che l'asta si sarebbe fatta a metà ottobre. Ottobre è finito, e l'asta ancora non c'è stata. Ma soltanto quando l'asta si farà, e soltanto se il Circolo dei Lettori, o chi per esso ( Fondaz...

PIPPI E PIPPE: IL ROCAMBOLESCO SALVATAGGIO DI PORTICI DI CARTA

Da sinistra: Antonella Parigi, Francesca Leon, Marco Pautasso e Rocco Pinto La notizia è che ce l'hanno fatta . O, per dirla usuratissima con Bertrand Russell, gli ingenui non sapevano che l'impresa era impossibile, quindi la compirono. Portici di Carta mai come in quest'ultima paperoghesca circostanza ha rischiato di non essere fatto. E si fa soltanto grazie agli ingenui coraggiosi; non agli spensierati incoscienti che adesso trillano e si vantano di uno scampato pericolo che essi stessi tanto contribuirono a ingenerare . Salti mortali  Portici di Carta arriva quindi, fortunosamente, alla dodicesima edizione, la prima priva non solo dell'organizzazione, ma anche dell'etichetta del Salone del Libro. Infatti risulta "realizzata dalla Fondazione Cultura", l'ente strumentale del Comune incaricato dell'impresa.  Come ben sapete, a norma di legge il marchio "Salone del Libro" non si può usare; e nemmeno "Portici di Carta", a...

PUBBLICO E PRIVATO: CARTOLINE DA UN MONDO PERFETTO

Dotti medici e sapienti al capezzale del Salone del Libro Al capezzale del malato molto grave dotti medici e sapienti discettano sulle terapie. Si cerca il prossimo presidente di Circolo & Salone - al momento l'uccello padulo volteggia pericolosamente attorno al notaio Giulio Biino - e intanto ferve il dibattito sulla proprietà - pubblica o privata? - del marchio del Salone . Dopo la manifestazione d'interesse delle Fondazioni bancarie , ieri si è espressa l'Adei, l'Associazione degli editori indipendenti, con la seguente nota stampa: Non può esistere il Salone internazionale del Libro di Torino senza l’idea di salone che è venuta formandosi in più di trent’anni di storia: una manifestazione di tutta l’editoria italiana, eterogenea, aperta a ogni istanza culturale e non dominata da esigenze commerciali. Ciò è stato possibile, oltre che per l’opera di chi anno dopo anno ha saputo farla crescere e anche diventare sempre più internazionale, per la presenza di g...

TU CHIAMALI, SE VUOI, PORTICI DI CARTA

Ricevo e volentieri pubblico: " Portici di carta", tradizionale manifestazione dedicata ai libri e ai librai, che si svolgerà il 6 e 7ottobre  - promossa dalla Città di Torino e dalla Regione Piemonte e operativamente organizzata dalla Fondazione per la Cultura Torino -, utilizzerà anche quest’anno il marchio che ha accompagnato le passate edizioni. La Fondazione per il libro, la musica e la cultura in liquidazione, ha accordato alla Fondazione Cultura l’utilizzo del logo e degli strumenti di comunicazione accogliendone l’offerta a conclusione del bando a evidenza pubblica.  

LA DIASPORA DEL SALONE

La squadra dispersa: dipendenti e collaboratori del Salone del Libro La diaspora di quella che fu la tanto lodata "squadra del Salone del Libro" è completata.  Sono ancora in alto mare i bandi che potrebbero assicurare ai dodici dipendenti dell'ex Fondazione per il Libro un posto sicuro , metà al Circolo dei Lettori e metà alla Soris. Sorvolo sulla valorizzazione delle professionalità insita nel mandare a occuparsi di gabelle chi si è sempre occupato di editoria: ma si sa, all'università della strada i ruoli sono intercambiabili.  Ad ogni modo. con ogni probabilità i bandi si faranno più avanti, prima di settembre non accadrà nulla. Nulla di buono, intendo. E resta ancora da vedere se davvero il Circolo dei Lettori potrà organizzare il Salone: tutto dipende da chi acquisterà il marchio, che il liquidatore metterà all'asta per pagare i debiti . Senza marchio, non si fa nessun Salone del Libro.  E intanto non si farà Portici di Carta: anche quello è un mar...

SALONE, LAVORATORI ALLA DISPERAZIONE: CI PROVANO PURE CON DI MAIO, NON SI SA MAI

Un altro giorno è andato, e non è successo niente. Premessa: l'intera storia è  una solenne minchiata . Ci sono dei signori - Comune e Regione - che ancora oggi si credono in diritto di straparlare del Salone del Libro , e di chi lo organizzerà. E ci sono altri signori, il Circolo dei Lettori, convinti di dover organizzare la prossima edizione del Salone del Libro. Peccato che "Salone del Libro" sia un marchio registrato, ad oggi "proprietà" della liquidazione dell'ex Fondazione per il Libro: a fine settembre verrà messo all'asta, insieme con tutti gli altri asset e proprietà dell'ex Fondazione. E l'unico soggetto autorizzato a parlare di Salone del Libro, di chi lo deve eventualmente organizzare e come e dove, sarà chi farà l'offerta più alta e si comprerà l'intera baracca. Il resto sono chiacchiere ridicole e teatrino per creduloni . Ma su questo non mi dilungo:   ne ho scritto diffusamente nell'articolo che potete leggere o...

SALONE, PER I LAVORATORI SOLO CHIACCHIERE E PROMESSE A VUOTO

Gioco di squadra. Dipendenti e collaboratori fanno il Salone, mentre i ciarloni ciarlano. Ma promesse e pacche sulle spalle non si pagano le bollette I ciarloni ciarlano, l'acqua scarseggia e la papera non galleggia. Ieri si è aperta la trattativa sul futuro dei dodici dipendenti dell'ex Fondazione per il Libro che da mesi e mesi lavorano per il Salone senza nessuna garanzia sul futuro. Finora li hanno coperti di promesse a vanvera  e contraddittorie puttanate , mentre lorsignori s'accapigliano e i giorni, le settimane e i mesi scivolano via verso il destino prescritto . Anche ieri, a quanto pare, non s'è cavato un ragno dal buco: in pratica, gli hanno detto che da lunedì possono rimanersene a casa, "sospesi" e senza stipendio, in una specie di anticamera del licenziamento. Così i tapini, lievemente incazzati, hanno rotto il loro sabaudo e dignitoso silenzio e hanno scritto il cahier de doléances che qui tristemente pubblico: Sei mesi e nulla è cambiato....

QUASI COME ASIMOV: SALONE DEL LIBRO, IL RITORNO DELLA FONDAZIONE (RELOADED)

La partita per la governance del Salone del Libro  si è riaperta. Il Chiampa ha cambiato idea, e ha ammesso di averlo fatto  pungolato dai suoi compagni di partito che  lo accusavano di aver mollato l'intera baracca nelle mani di Chiarabella .  Così oggi ha presentato ai suoi un nuovo, astuto progetto che prevede una Fondazione Cultura - sempre più simile alla vecchia Fondazione per il Libro - con Massimo Bray presidente al posto dell'Appendino; la gestione dei bandi affidata al Circolo dei Lettori; e l'ingresso degli editori dell'Aie nell'organizzazione del Salone. Insomma: il Salone lo farà una Fondazione Cultura che resta un ente strumentale del Comune, ma almeno formalmente non sarà l'Appendino a tenere in mano le redini, e ciò pare basti a chetare i maldipancia dei piddini; il marchio rimarrà di proprietà pubblica e la Regione, tramite il Circolo dei lettori, provvederà a metterlo a bando; e Bray e Lagioia lavoreranno con la Fondazione Cultura, superando...

SALONE, UNO SPIRAGLIO PER I DIPENDENTI

Un altro piccolo passo concreto per la tutela dei posti di lavoro dei dodici dipendenti dell'ex Fondazione del Libro: stamattina in Municipio i lavoratori hanno incontrato il liquidatore Maurizio Gili, Beppe Ferrari, vicedirettore generale del Comune ed ex segretario generale della Fondazione, e l'attuale segretario generale Michele Petrilli, che rappresenta la Regione. E' stata una prima presa di contatto: finora nessuno si era degnato di informare direttamente i lavoratori su quello che potrà essere il loro destino. E al momento ho il sospetto che - al di là delle chiacchiere - nessuno sappia veramente come riassorbirli . Però stamattina il liquidatore ha spiegato la procedura di legge che intende seguire, e al termine dell'incontro i lavoratori sembravano d'umore migliore. Al di là delle dichiarazioni generiche non è trapelato nulla su quanto si siano detti nel corso della riunione, ma ho l'impressione che sia arrivato qualche segnale positivo. Il contrat...

SALONE, LA REGIONE PAGA MA NON TACE: LA (TIMIDA) CONTROMOSSA DELLA PARIGI

Antonella Parigi non si è ancora arresa Secondo me, la pratica del Salone del Libro è tutt'altro che chiusa. In teoria - e al momento anche in pratica -  se lo è beccato il Comune , tramite l'affidamento dell'organizzazione alla Fondazione Cultura. Ma in Regione non tutti l'hanno presa bene. E non escludo nuovi colpi di scena. Oggi, intanto, l'Antonellina Parigi ne ha parlato davanti alla Commissione cultura della Regione, il cui presidente Daniele Valle nei giorni scorsi ha fatto capire che l'acquiescenza chiamparinesca allo strapotere di Chiarabella non gli garba né punto né poco . In buona sostanza l'Antonellina ha detto che non lasceranno mano libera al Comune sui contenuti del Salone, o almeno su alcuni punti fondamentali: "S tiamo lavorando con il Comune per mettere a punto una convenzione, di cui stiamo definendo i contorni e che dovrà contenere alcuni elementi per noi cruciali: la tutela dei lavoratori della Fondazione e la condivisione d...

E CONTINUAVANO A SCANNARSI: IL SALONE HA IL DESTINO SEGNATO

Una foto vale più di mille parole. Chiarabella, ieri, annuncia di essersi pappata il Salone, che verrà orchestrato dalla Fondazione Cultura, cioé da lei. Parigi ha la faccia di una che ha appena trangugiato non un rospo, ma un'intera colonia di anfibi, compresa una salamandra gigante del Giappone Il Salone del Libro è formidabile. Il suo genetico cupio dissolvi non s'arresta davanti a nulla, neppure a fronte dell'ennesimo trionfo: la trentunesima edizione si è chiusa ieri in un tripudio di applausi e record, e già oggi le convulsioni riprendono, indicando agli stolti la strada segnata che prima o poi li condurrà alla dissoluzione. Tipo "Final destination", però più trash. Fanno tenerezza, il buon Daniele Valle e l'impetuso Luca Cassiani, rispettivamente presidente e membro della Commissione cultura della Regione, che s'incazzano perché Chiarabella s'è pappata il Salone del Libro con l'attivissima acquiescenza del Chiampa, come racconto nel...