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Visualizzazione dei post con l'etichetta interessi

UNA PROMESSA MANTENUTA

Una promessa mantenuta (strano ma vero) e una case history di tecnica della comunicazione: ecco "Rafforza Cultura", il provvedimento della Regione presentato ieri in pompa magna al Grattacielo da Cirio & Co, dopo che il semplice comunicato stampa, diffuso il 24 marzo, era stato ignorato dagli organi d'informazione. L'avevo ignorato anch'io, occupato a seguire i malestri di Todays e perplesso su alcuni punti della misura approvata martedì scorso dalla Giunta regionale del Piemonte, che stanzia 400 mila euro in due anni per sostenere i soggetti culturali privati beneficiari dei contributi regionali che com'è noto vengono liquidati con ritardi spesso abissali. In pratica, è la risposta alle proteste di associazioni ed enti culturali costretti da quei ritardi a ricorrere al credito bancario (con relativo carico di interessi) per disporre subito del contante necessario per realizzare le attività finanziate. Vi spiego la mia perplessità. Il provvedimento preve...

CULTURA STROZZATA: ALMENO NE PARLANO

A seguito della recente lettera aperta di Alessandro Gaido (vedi il post "Come si strozza la Cultura ), un consigliere di minoranza in Consiglio regionale ha presentato un'interrogazione urgente che immagino lasci il tempo che trova, ma che pubblico comunque volentieri: “Sempre più Enti e Associazioni culturali stanno entrando in difficoltà a causa dei tempi di erogazione dei contributi assegnati da parte della Regione, difficoltà aggravata dall’aumento del costo del denaro che pesa sui bilanci in modo sempre più significativo – afferma Silvana Accossato presidente di Liberi Uguali Verdi in Consiglio regionale presentando l’interrogazione urgente. - Le attuali tempistiche e i forti ritardi nei pagamenti stanno mettendo in ginocchio diverse realtà culturali che devono anticipare una buona parte dei costi e devono far affidamento su anticipazioni bancarie sempre più onerose che rischiano di portarle al fallimento", prosegue la capogruppo di LUV che oltre che a chiedere la c...

COME SI STROZZA LA CULTURA

Non c'è nulla di nuovo nella lettera aperta diffusa ieri da Alessandro Gaido (nella foto) , p residente dell’Associazione Piemonte Movie e tra i fondatori del Comitato Emergenza Cultura, per denunciare la situazione drammatica che vivono le associazioni a causa dell'endemico ritardo con il quale gli enti pubblici versano i contribuiti già deliberati a sostegno delle attività culturali. Ritardo che costringe le associazioni ad anticipare di tasca propria i costi delle manifestazioni medesime: e spesso quei soldi sono costrette a farseli prestare dalle banche, facendosi carico degli interessi che nessuno gli rimborserà.  Non c'è niente di nuovo, dicevo: la questione si trascina da tempo immemorabile, e ne ho parlato spesso anche in questo blog (leggete questo post del 2014 , per esempio, che potrebbe essere stato scritto oggi). Ricordo gli interessi sugli anticipi bancari dei contributi non versati a suo tempo sono stati tra le cause del dissesto economico del Regio e della ...

L'ULTIMO PERCULAMENTO DEI BENEFATTORI COMUNALI

E' la Notte di Natale: Scrooge controlla che i canoni dell'anno gli siano stati saldati fino all'ultimo scellino. Virus o non virus Anche nei momenti peggiori c'è chi mantiene intatta la propria tetragona incapacità di intendere; e quanto al volere, persevera nel volere il peggio, spacciandolo per il meglio. Se il mondo della cultura sperava - e lo sperava, diomio se lo  sperava - in un aiuto da parte di certe istituzioni pubbliche ; se sperava che il disastro che sta travolgendo tutto e tutti (e tutte, come ci tengono a precisare lorsignori) aprisse una fase nuova dei rapporti fra pubblico e privato ; se sperava, molto banalmente, di trovare da parte di lorsignori un pur minimo intendimento della gravità della situazione , con lo stop totale e prolungato di qualsiasi attività che possa garantire un sia pur minino reddito agli operatori... bon, il mondo della cultura si metta il cuore in pace. Come al solito lorsignori n on hanno capito una benamata minchia. O...

CIRIO SI IMPEGNA A PAGARE GLI ARRETRATI, LA CULTURA SPERA

Cirio & Co durante la conferenza stampa Abbiamo due notizie, una buona e una cattiva. Vi do subito quella buona, ce n'è bisogno: dovrebbero finalmente arrivare i soldi per pagare gli arretrati alle imprese, agli enti e alle associazioni che vantano dei crediti - spesso lungodegenti - con la Regione. Oggi Cirio ha annunciato che hanno trovato 200 milioni per saldare subito il dovuto , a beneficio di "tutti i settori". Beh, quei ritardi dei pagamenti - spesso di due o tre anni - sono il peggiore dei tanti cappi che già in tempi normali strangolano il lavoro culturale per via di  quel meccanismo perverso che più volte ho avuto modo di illustrare  e che ha mandato a puttane i conti di tante istituzioni in apparenza inaffondabili, dal Salone del Libro al Regio . Se davvero gli arretrati verranno saldati - anche alle associazioni e alle piccole imprese del settore, mi raccomando - beh, sarà  la pioggia nel deserto, un provvedimento che si aspettava come l'avven...

BILANCI OK E CATTIVI PAGATORI. APPUNTI PER UNA STORIA GENERALE DEL BUCO

Il 6 dicembre il Collegio dei Fondatori ha approvato il bilancio di previsione 2019 del Museo del Cinema , che pareggia a circa 13 milioni di euro, un milione meno dello scorso anno.  Economie fino all'osso Il bilancio è rassicurante, ma credo che a scanso di cattive sorprese al Museo si progettino altri risparmi. Già quest'anno la gestione Toffetti ha sforbiciato abbondantemente la spesa per consulenze e collaborazioni , riducendo del dieci per cento persino la retribuzione della direttrice del Tff Emanuela Martini: quindi non servono le doti di divinazione della professoressa Cooman per prevedere che analogo destino toccherà i direttori degli altri due festival (Lovers e CinemAmbiente), a prescindere dalla conferma o meno degli attuali titolari; e che anche il compenso per la consulenza dell'attuale presidente (ed ex direttore) del Cinema Gay, Giovanni Minerba, si dovrebbe conseguentemente ridurre.  I conti tornano ma gli enti pubblici non pagano. As usual Vabé, ...

SALONE DEL LIBRO: MARCHIO ALL'ASTA, MA QUANTO VALE DAVVERO?

Quanto paghereste per questo marchio? Fate un po' voi: le valutazioni oscillano da 1,9 milioni a 108 mila euro. Più volatili del bitcoin Ci siamo. L'asta della liquidazione dell'ex Fondazione per il Libro sarà bandita entro pochi giorni. Dovrebbe essere pronto (benché non mi risulti ancora firmato)  il decreto ministeriale che pone sotto tutela l'archivio e il marchio del Salone. La tutela prevederebbe anche il "radicamento territoriale": chi acquisterà il marchio non potrà portare la manifestazione in un'altra città. Speriamo. La base d'asta per il marchio sarà 500 mila euro, con rilanci di 30 mila. La cifra fissata mi riaccende in cuore l'eterno interrogativo: ma quanto minchia vale davvero il marchio del Salone del Libro? Voi sapete che quando un bene viene venduto a un'asta fallimentare (la messa in liquidazione, detto da ignoranti, per le fondazioni equivale al fallimento di un'azienda) di solito si parte da una somma sensibilm...

LA STRATEGIA DEL BUCO

Ben ritrovati. Chiuso il Salone , torno ad occuparmi delle solite sfighe. Ad esempio, il Regio. Ieri in Consiglio comunale Maiunagioia ha risposto, per iscritto, all' interpellanza del consigliere Morano. Il Moranone, notaio e dunque precisino, voleva sapere "a quanto ammonta il cosiddetto (notate "il cosiddetto", è delizioso... NdG) buco di bilancio della Fondazione Teatro Regio al 31 dicembre 2017; e a quanto ammonta al 31 dicembre 2017 il credito della Fondazione Teatro Regio nei confronti del Comune di Torino per contributi dovuti e non versati ". Curiosità tutt'altro che peregrina, se si considera che è stato proprio il "cosiddetto buco" a scatenare la valanga che, tramite le anticipate dimissioni di Vergnano , ha consentito a  Chiarabella di piazzare manu militari alla sovrintendenza del Regio William Graziosi , sulla scorta di un affascinante curriculum . Moranone: il Notaio vuole sempre vedere i conti... La risposta di Leon Ed...

E CONTINUAVANO A CASCARE DAL PERO

E' ancora vacanza. Ho cercato, in questi giorni, di scrivere poco. L o stretto indispensabile. Ma oggi proprio non mi tengo: sono due giorni che mi passa sotto gli occhi una tale infilata di minchiate che se non mi sfogo esplodo.  E premetto che non prendo neppure in considerazione  la superminchiata della Meloni sulla promozione filoaraba del Museo Egizio : storia vecchia e ricicciata, non vale la pena di cagarla manco di pezza. L'aveva tirata fuori un anno fa il prode Ricca , e quantomeno aveva il pregio dell'originalità. La Meloni lo scopre adesso. Quando si dice cascare dal pero. Ogni vecchia storia è nuova per chi non la conosce Mi ha sfrucugliato invece il can can incolpevolmente innescato da  un bell'articolo di Ernesto Ferrero su Repubblica del 4 gennaio nel quale l'ex direttore del Salone del Libro conferma ancora una volta quanto già detto, ripetuto e scritto ( pure su questo blog ),  e cioé che il disastro economico della Fondazione per il Libro f...

IL COMUNE PAGA, VERGNANO RESPIRA

Walter Vergnano, sovrintendente del Teatro Regio Stamattina il sovrintendente del Teatro Regio, Walter Vergnano, è stato sentito dal Controllo di gestione del Comune sul tema "Tempistica dei pagamenti ai fornitori e situazione debitoria e creditoria dell'ente". Sembrerebbe, a leggerla così, una riunione convocata in fretta e furia dopo che sui giornali è scoppiato il casino che sapete . E invece no, era fissata da tempo. Normale amministrazione. C'erano tutti i barbapapà, a cominciare da Passoni e Braccialarghe. Ed era a porte chiuse, perché così prescrive il regolamento. Ma i partecipanti, alla fine, hanno detto tutto. Vergnano ha addirittura improvvisato una mini conferenza stampa cercando di spiegare ai giornalisti - sempre restii a capire - com'è andata. Da quel che ho capito - ma tenete conto che sono un giornalista - è andata bene. Primo dato positivo: il Regio non è in crisi Vergnano ha premesso che il Regio non è un teatro in crisi. Anche quello d...