Ho trascorso l'intera mattinata sorbendomi l'infernale profluvio di news e dibattiti sul nuovo Dpcm che impone un mezzo lockdown (massì, chiamiamolo col suo nome!). Vorrei farvi notare due aspetti significativi della faccenda. Primo aspetto, peraltro scontato: le attività produttive che subiscono un lockdown integrale (chiusura e stop, fino a nuovo ordine) sono movida (e relativi locali), palestre, teatri e cinema - più il semi-lockdown per bar e ristoranti. Ora: non ho mai messo piede in una palestra, quindi dichiaro la mia totale incompetenza in materia e mi astengo da qualsiasi giudizio sull'utilità del provvedimento. Comprendo la stretta sulla movida: chiunque sia passato un sabato sera in piazza Vittorio non può che considerarla sensata e inevitabile. Quanto a bar e ristoranti, quest'estate ci sono andato pochissimo, e quelle rare volte non mi è piaciuta la situazione. Ma questo dipende anche dalle mie idiosincrasie: non mi è mai piaciuto - e non solo in tempo di ...
L'ANSiA della cultura torinese