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Visualizzazione dei post con l'etichetta decreto

CINEMA E TEATRI, LE FACILI VITTIME

Ho trascorso l'intera mattinata sorbendomi l'infernale profluvio di news e dibattiti sul nuovo Dpcm che impone un mezzo lockdown (massì, chiamiamolo col suo nome!). Vorrei farvi notare due aspetti significativi della faccenda. Primo aspetto, peraltro scontato: le attività produttive che subiscono un lockdown integrale (chiusura e stop, fino a nuovo ordine) sono movida (e relativi locali), palestre, teatri e cinema - più il semi-lockdown per bar e ristoranti. Ora: non ho mai messo piede in una palestra, quindi dichiaro la mia totale incompetenza in materia e mi astengo da qualsiasi giudizio sull'utilità del provvedimento.  Comprendo la stretta sulla movida: chiunque sia passato un sabato sera in piazza Vittorio non può che considerarla sensata e inevitabile. Quanto a bar e ristoranti, quest'estate ci sono andato pochissimo, e quelle rare volte non mi è piaciuta la situazione. Ma questo dipende anche dalle mie idiosincrasie: non mi è mai piaciuto - e non solo in tempo di ...

GRIMALDI: IL BAR E' UNA RISORSA ECONOMICA PER CHI ORGANIZZA UNO SPETTACOLO"

Ricevo, condivido in toto e pubblico: “Per anni i soggetti organizzatori di spettacoli dal vivo (concerti, festival, rappresentazioni teatrali, etc.) sono rimasti in piedi da soli, senza il sostegno del pubblico. In questa crisi non riceveranno contributi a fondo perduto. Vivono dei propri spettatori, del proprio pubblico, dei biglietti e delle offerte 'up to you', ma senza la possibilità di somministrazione non potranno reggere. Parliamo di circoli, locali, Centri di protagonismo giovanile, Case del quartiere, ma anche di tutte quelle manifestazioni piccole che animano i territori e le provincie abbinando spettacoli e somministrazione di cibo e bevande (tra l’altro tipiche), valorizzando la cultura e la tradizione regionale. ” - dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, in merito al divieto di somministrazione per spettacoli dal vivo e cinema contenuto nell'ultimo Dpcm del Governo. Al punto 8 dell'allegato 9 (“Spettacoli dal vivo e cinema”) del Dec...

COSA DICIAMO QUANDO PARLIAMO DI "BLOCCO"

Tra le prescrizioni del decreto-antivirus firmato ieri da Conte c'è anche, come previsto, il "blocco" fino al 3 aprile di tutte le manifestazioni pubbliche,  comprese - ça va sans dire - le attività culturali e di intrattenimento: teatri, cinema, concerti, discoteche, convegni. Attenzione: il termine "blocco" è una semplificazione giornalistica. Il testo del punto b) dell'articolo 1 del decreto è da interpretare: "S ono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro". Ipotesi di resilienza Due osservazioni: non vedo riferimenti diretti ai musei, né a spazi pubblici come il Circolo dei Lettori che comunque ha già preventivamente deciso di chiudere fino al 15 marzo le sedi di Torino, Ri...

LE SCUOLE NON RIAPRONO, LA CULTURA SI'

Altri aggiornamenti nel post "Prove di ripresa" Contrordine: considerato l'aumento dei casi in Piemonte (ora sono saliti 49, quattro più di ieri) il presidente Cirio ha deciso di rinviare la riapertura delle scuole, almeno fino a mercoledì. Però oggi in conferenza stampa ha confermato che, adeguandosi al decreto del Governo, da domani possono riaprire musei, teatri, cinema e discoteche senza - ha precisato Cirio - nessuna prescrizione particolare ( quindi niente posti a sedere alternati e altre strambe invenzioni ) ma soltanto la raccomandazione generica di evitare assembramenti e mantenere la distanza precauzionale di almeno un metro. Martedì, in base all'evolversi della situazione sia in Piemonte, sia in Lombardia, la Regione deciderà se riaprire le scuole mercoledì.

I MUSEI RIAPRONO CON LE OFFERTE SPECIALI

I giardini della Venaria: da martedì e fino al 29 si potranno visitare gratis Aggiornamenti:  "Le scuole non riaprono, la Cultura sì" "Prove di ripresa" I casi in Piemonte sono saliti a 49 , di cui al momento uno solo confermato dall'Iss. A Torino ora sono 5, di cui due in ospedale. Tuttavia, decaduta l'ordinanza del 23 febbraio e con il nuovo decreto del Governo  che esclude il Piemonte dalle zone interessate direttamente dallo stato d'emergenza, domani tutto torna normale, o quasi - almeno sul piano delle regole.  Stiamo ancora aspettando la conferenza stampa di Cirio, che chiarisca ben bene quali sono i criteri previsti dalla Regione per le attività culturali e d'intrattenimento . A sua volta Cirio aspetta il testo definitivo del decreto del Governo, che tarda ad arrivare.  Salvo colpi di scena, comunque, da domani riaprono tutti i musei, o quantomeno i pochi - ad esempio i Musei Reali e Camera - che non prevedono la chiusura settim...