Domenica 23 luglio, cielo terso, lieve brezza di maestrale, temperatura alle 9 del mattino 28 gradi. La poca di voglia di lavorare che mi restava se n'è andata, e la triste notizia della perdita d'una persona amica mi ha tolto la voglia di scherzare sulle piccole miserie della città fortunatamente lontanissima. Ho tanti libri da leggere prima che scenda il buio, e tanto mare da guardare dall'alto della scogliera, e a culo tutto il resto. Stacco la spina, almeno finché non s'inventeranno una qualche nuova gabola che mi faccia incazzare sul serio. Prima, però, a beneficio di chi non l'avesse visto voglio qui ricopiare (con piccoli aggiornamenti e soprattutto a futura memoria, trattandosi di storia ancora in evoluzione) l'articolo del Corriere di cui parlavo lo scorso 20 luglio , che non è disponibile on line. La storia si potrebbe balzachianamente intitolare Une ténébreuse affaire Dopo le brillanti performances con i direttori del Salone del Libro e del Torino Fil...
L'ANSiA della cultura torinese