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I CREDITORI SI COMPRANO IL SALONE ALL'ASTA (RELOADED)

Come previsto, l'associazione Torino la Città del Libro si è aggiudicata il marchio del Salone del Libro, con un'offerta di 600 mila euro. La base d'asta per acquisire il marchio e i relativi asset (compreso l'archivio e le sale per i convegni) era di 500 mila euro , di cui 385 mila per il solo marchio. È stato venduto solo il marchio. Nessuna offerta per le sale: dove faranno i convegni lo sanno solo loro. Quella di Torino la Città del Libro è stata l'unica offerta all'asta di stamattina nello studio del notaio Caterina Bima. A mano a mano si erano sfilati gli altri possibili acquirenti:  gli enti pubblici, le fondazioni bancarie, l'Aie e in ultimo Pazzi per Torino . Torino la Città del Libro è l'associazione no profit creata dai principali fornitori dell'ex Fondazione per il Libro. In totale, i fornitori reclamano crediti per almeno 7 milioni .  I soldi per partecipare all'asta glieli hanno dati la Fondazione Crt (200 mila euro) e la C...

SALONE: LE FONDAZIONI BANCARIE SOSTENGONO LA SCALATA DEI CREDITORI

Quaglia e Lapucci, i vertici di Fondazione Crt Regione e Comune hanno concesso la loro augusta benedizione ("hanno auspicato e accolto favorevolmente", ha detto ieri durante il question time l'assessore Parigi) il progetto dei creditori dell'ex Fondazione per il Libro di dar vita all'associazione non profit "Torino città del libro"  che parteciperà all'asta del 24 dicembre per aggiudicarsi il marchio e gli asset del Salone.  Più concretamente, Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo non si sono limitate al bravi-bene-armiamoci-e-partite. Hanno rinunciato all'idea di partecipare direttamente all'asta tramite la società Equiter : mica sono scemi a buttatarsi a capofitto nel Vietnam permanente del Salone. Però  hanno deciso che aiuteranno i creditori sostenendo finanziariamente "Torino città del libro": Fondazione Crt darà 200 mila euro, Compagnia di San Paolo 400 mila. Totale 600 mila euro. Un buon inizio. Se i creditori - tutti...

GIORNATA AGITATA PER IL SALONE: NIENTE COLLETTA, NON SERVE PIU'. MA INTANTO I CREDITORI PARLANO DI TRUFFA

Non c'è pace per Nic Lagioia La notizia è questa : "Pazzi per Torino. Salviamo il Salone del Libro" rinuncia alla mobilitazione. In serata, tramite Fb promotori della "colletta popolare" per acquistare il marchio prendono atto che comunque - con o senza marchio - la manifestazione si farà, e si farà a Torino. Si chiudono così i due giorni della straordinaria commedia degli equivoci innescata da una intervista a Repubblica del direttore Lagioia.  Nic, nell'intervista, diceva alcune cose piuttosto banali e risapute, ma che nero su bianco si prestavano ad essere travisate. Tipo che la "colletta popolare" è utile solo a certe condizioni; e che il Salone si potrebbe fare anche senza chiamarlo "Salone". Il guaio è che le parole, da bocca in bocca e di giornale in giornale, cambiano; e oggi cambiano anche a seconda degli occhi ce le leggono.  La vis polemica che innerva i social (e la società) ha fatto il resto.  E s'è scatenat...

I CREDITORI DEL SALONE CONTRO L'ASTA A 500 MILA EURO

Pubblico la lettera dei maggiori fornitori del Salone del Libro (Gl Events, Eventi3 e P&P), preoccupatissimi per la prospettiva di una svendita del marchio a una base d'asta irrisoria , del tutto inadeguata a saldare i crediti che essi vantano verso l'ex Fondazione per il Libro: crediti ormai di lunga data, e che se non saranno saldati metteranno a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende . I fornitori del Salone ribadiscono anche la loro volontà di diventare parte attiva del salvataggio del Salone, seguendo il progetto che hanno presentato lo scorso giugno e che potete leggere qui . Ed ecco la lettera Osserviamo in questi giorni con grande attenzione il dibattito pubblico che ha fatto seguito alla pubblicazione dell’asta per il marchio del Salone Internazionale del Libro di Torino.  Fermo restando un apprezzamento per la grande affezione che torinesi e non solo stanno dimostrando per la manifestazione, e ancor più per ogni iniziativa volta a incrementare ...

CRISI DEL SALONE: I CREDITORI INDIGNATI

Nell 'ora più buia del Salone del Libro - beh, la più buia di quest'anno, perché di ore buie al Salone del Libro se ne sono viste astrafottere... - torna a farsi sentire il gruppo dei principali fornitori (e creditori) dell'ex Fondazione per il Libro che lo scorso giugno si sono fatti avanti per acquistare il marchio ( qui trovate la loro proposta ). Pubblico la loro lettera; amarissima, intelligente e del tutto condivisibile.  Assistiamo attoniti in questi giorni a un susseguirsi incessante di notizie che riguardano direttamente e indirettamente il futuro del Salone del Libro. Di fronte a questo flusso di comunicazione talvolta confuso, come fornitori della manifestazione interessati sia al passato che al futuro del Salone, ci preme intervenire su 3 punti che riteniamo fondamentali:  1. Il futuro del Salone del libro è strettamente legato con il passato del Salone del libro. C'è una liquidazione in corso e speculare sul futuro della manifestazione significa in u...

IL SALONE VENDE IL MARCHIO E GLI ALLESTIMENTI. A CHI? A CHE PREZZO? CON QUALI PROSPETTIVE? AH, SAPERLO...

AAA. Vendesi. La Sala Gialla che ospita gli incontri più affollati del Salone Ieri ho ricevuto anch'io la seconda lettera dei fornitori del Salone. Quelli che dovranno aspettare la chiusura della liquidazione per incassare, non si sa quando e in quale misura, i loro crediti che assommerebbero -pare - a circa tre milioni di euro. Ho pubblicato la prima lettera ed espresso il mio punto di vista , e ho dato spazio alla civile replica degli interessati . Ovviamente pubblico anche la seconda missiva, che contiene, fra le righe, alcuni spunti su cui riflettere. E su cui rifletto nelle apposite "note di Gabo" poste fra parentesi. Perché - ecco lo spunto più interessante - la lettera, oltre alle richieste dei creditori, riporta anche le dichiarazioni del segretario generale della Fondazione, Petrelli, che annuncia l'imminente (imminente si fa per dire...) vendita del marchio del Salone e delle strutture delle quattro sale (Gialla, Rossa, Blu e Azzurra) utilizzate per i co...

SALONE DEL LIBRO: LE RAGIONI DEI CREDITORI

In replica al post "Il Salone e i creditori: una scomoda verità"  ricevo dei fornitori del Salone del Libro una lettera che volentieri pubblico: Caro Gabriele Ferraris, grazie per aver dato spazio alla nostra lettera sul suo blog. Le scriviamo per dibattere però su alcuni temi legati al commento da lei pubblicato. Il Salone del Libro non è fallito, ma è fallita la Fondazione che lo ha organizzato fino alla scorsa edizione. Il Salone del Libro si terrà anche quest’anno ed è forte e sano. Gli editori fanno la fila per partecipare, gli autori e la solita immancabile forza di un programma eccezionale attrarranno come sempre il meraviglioso pubblico al quale Librolandia ci ha abituato. Chi lo organizza dovrebbe però pagare l’utilizzo del marchio, l’avviamento, i data-base, i siti internet e via discorrendo, tutte queste cose sono di proprietà della Fondazione e se venissero pagate si potrebbe creare un meccanismo di rifinanziamento della parte che manca all’attuale bilancio della ...

IL SALONE E I CREDITORI: UNA SCOMODA VERITA'

Io ci ho provato, per giorni e giorni e giorni, a ignorare l'ennesima via crucis del Salone del Libro . Non mi interessa più, e si ripete da troppi anni, sempre uguale a se stessa, perenne monumento all'inadeguatezza di questa città. Poi, ieri pomeriggio, non mi sono più tenuto. E mi sono tolto il gusto di ricopiare, a beneficio dei lettori del Corriere ,  un'interpellanza del 15 ottobre 2015 - due anni e mezzo fa - nella quale chi oggi governa rimproverava a chi allora governava gli identici errori, le identiche idiozie, che oggi promuove a ruoli invertiti ma con la stessa, proterva baldanza. L e mosche cocchiere danno buoni consigli finché la volontà del popolo sovrano non le mette in condizione di dare cattivi esempi. Ma la ricorrente e ripetitiva recita a soggetto sull'immutabile canovaccio dei "costi del Lingotto" è un esempio, uno dei tanti, dell'immane teatro dell'assurdo che è diventato - anno dopo anno, disastro dopo disastro, follia dopo fo...

IL SALONE E LA CRISI MEDIATICA

Martedì  il trentunesimo Salone del Libro, primo dell'era post-Fondazione (cavolo, sembra un romanzo di Asimov...), scopre le sue carte. L'attesa è spasmodica, e i giornali l'ingannano rivelando il noto: ovvero che il passivo della  liquidanda  Fondazione per il Libro è ancora aumentato; e che ben difficilmente i fornitori otterranno il pagamento integrale dei loro crediti. Prima scoperta: i passivi crescono La prima notizia è frutto di una operazione matematica: il passivo pregresso era di quasi due milioni e mezzo , frutto della stravagante svalutazione del marchio ; della singolare posizione leonina dei proprietari del Lingotto ; e dell'indebitamento con le banche causato dal ritardo con cui Regione e Comune pagano i contributi promessi a tutti gli enti culturali (compreso il Salone) costringendo così gli sventurati beneficiari a farsi anticipare il denaro dalle banche. Le quali pretendono in cambio i logici interessi. Questa cosa qui continuo a sc...