Giancarlo, oggi (fotografia di Max Casacci) Siamo una generazione che ha perso. Non ho neanche voglia di spendere parole, ho pianto troppo sulle persone per concedermi il lusso di piangere anche sui luoghi. Mi limito a pubblicare questa foto, con la quale il Presi Max Casacci l'altro giorno ci ha mostrato - tramite Facebook - cosa resta di Giancarlo dopo l'ultima inondazione e dopo tanta incuria, distrazione, pressapochismo, disprezzo e parolaio politico sui Murazzi e sul loro destino . Arruffapopoli d'ogni colore hanno blaterato per anni di mirabolanti progetti di "riqualificazione" (ma che si riqualificassero i cervelli, 'sti balenghi...), ci hanno marciato per biechi interessi di bottega, sono finiti in tribunale e sui giornali, hanno detto tutto e il contrario di tutto. Questo è il risultato finale. L' idea del museo era esagerata, me ne rendo conto. Era un moto dell'anima dettato dall'emozione di un vecchio. Ma non si uccide così la me...
L'ANSiA della cultura torinese