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I CREDITORI SI COMPRANO IL SALONE ALL'ASTA (RELOADED)

Come previsto, l'associazione Torino la Città del Libro si è aggiudicata il marchio del Salone del Libro, con un'offerta di 600 mila euro. La base d'asta per acquisire il marchio e i relativi asset (compreso l'archivio e le sale per i convegni) era di 500 mila euro , di cui 385 mila per il solo marchio. È stato venduto solo il marchio. Nessuna offerta per le sale: dove faranno i convegni lo sanno solo loro. Quella di Torino la Città del Libro è stata l'unica offerta all'asta di stamattina nello studio del notaio Caterina Bima. A mano a mano si erano sfilati gli altri possibili acquirenti:  gli enti pubblici, le fondazioni bancarie, l'Aie e in ultimo Pazzi per Torino . Torino la Città del Libro è l'associazione no profit creata dai principali fornitori dell'ex Fondazione per il Libro. In totale, i fornitori reclamano crediti per almeno 7 milioni .  I soldi per partecipare all'asta glieli hanno dati la Fondazione Crt (200 mila euro) e la C...

GIORNATA AGITATA PER IL SALONE: NIENTE COLLETTA, NON SERVE PIU'. MA INTANTO I CREDITORI PARLANO DI TRUFFA

Non c'è pace per Nic Lagioia La notizia è questa : "Pazzi per Torino. Salviamo il Salone del Libro" rinuncia alla mobilitazione. In serata, tramite Fb promotori della "colletta popolare" per acquistare il marchio prendono atto che comunque - con o senza marchio - la manifestazione si farà, e si farà a Torino. Si chiudono così i due giorni della straordinaria commedia degli equivoci innescata da una intervista a Repubblica del direttore Lagioia.  Nic, nell'intervista, diceva alcune cose piuttosto banali e risapute, ma che nero su bianco si prestavano ad essere travisate. Tipo che la "colletta popolare" è utile solo a certe condizioni; e che il Salone si potrebbe fare anche senza chiamarlo "Salone". Il guaio è che le parole, da bocca in bocca e di giornale in giornale, cambiano; e oggi cambiano anche a seconda degli occhi ce le leggono.  La vis polemica che innerva i social (e la società) ha fatto il resto.  E s'è scatenat...

MISERIA E NOBILTA' DEL SALONE: LA VISIONE DI LAGIOIA E LA BANALITA' DEI SOLDI

Nicola Lagioia Ieri sono andato ad ascoltare l'intervento di Nicola Lagioia al Forum del Libro. Ero curioso di vederlo in faccia, e capire quanto sia determinato, ora che finalmente dopo lunga e penosa attesa il Circolo dei Lettori gli ha rinnovato - per tre anni - il contratto come direttore del Salone del Libro. Vabbé, non proprio "direttore del Salone" del Libro. E non proprio "rinnovato". Quello che Lagioia ha firmato con il Circolo dei Lettori è un contratto nuovo di trinca rispetto al precedente con la Fondazione per il Libro (che non esiste più). E soprattutto non è un contratto come "direttore del Salone del Libro". Per il momento Nic in termini legali è soltanto il direttore di un generico "evento internazionale di promozione del libro". Il marchio "Salone del Libro" lo potrà usare soltanto chi se lo comprerà all'asta, a fine dicembre . Grandi speranze Al Forum del Libro, comunque, Nic ha parlato da direttore...

I CREDITORI DEL SALONE CONTRO L'ASTA A 500 MILA EURO

Pubblico la lettera dei maggiori fornitori del Salone del Libro (Gl Events, Eventi3 e P&P), preoccupatissimi per la prospettiva di una svendita del marchio a una base d'asta irrisoria , del tutto inadeguata a saldare i crediti che essi vantano verso l'ex Fondazione per il Libro: crediti ormai di lunga data, e che se non saranno saldati metteranno a rischio la sopravvivenza stessa di molte aziende . I fornitori del Salone ribadiscono anche la loro volontà di diventare parte attiva del salvataggio del Salone, seguendo il progetto che hanno presentato lo scorso giugno e che potete leggere qui . Ed ecco la lettera Osserviamo in questi giorni con grande attenzione il dibattito pubblico che ha fatto seguito alla pubblicazione dell’asta per il marchio del Salone Internazionale del Libro di Torino.  Fermo restando un apprezzamento per la grande affezione che torinesi e non solo stanno dimostrando per la manifestazione, e ancor più per ogni iniziativa volta a incrementare ...

SALONE DEL LIBRO: MARCHIO ALL'ASTA, MA QUANTO VALE DAVVERO?

Quanto paghereste per questo marchio? Fate un po' voi: le valutazioni oscillano da 1,9 milioni a 108 mila euro. Più volatili del bitcoin Ci siamo. L'asta della liquidazione dell'ex Fondazione per il Libro sarà bandita entro pochi giorni. Dovrebbe essere pronto (benché non mi risulti ancora firmato)  il decreto ministeriale che pone sotto tutela l'archivio e il marchio del Salone. La tutela prevederebbe anche il "radicamento territoriale": chi acquisterà il marchio non potrà portare la manifestazione in un'altra città. Speriamo. La base d'asta per il marchio sarà 500 mila euro, con rilanci di 30 mila. La cifra fissata mi riaccende in cuore l'eterno interrogativo: ma quanto minchia vale davvero il marchio del Salone del Libro? Voi sapete che quando un bene viene venduto a un'asta fallimentare (la messa in liquidazione, detto da ignoranti, per le fondazioni equivale al fallimento di un'azienda) di solito si parte da una somma sensibilm...

CRISI DEL SALONE: I CREDITORI INDIGNATI

Nell 'ora più buia del Salone del Libro - beh, la più buia di quest'anno, perché di ore buie al Salone del Libro se ne sono viste astrafottere... - torna a farsi sentire il gruppo dei principali fornitori (e creditori) dell'ex Fondazione per il Libro che lo scorso giugno si sono fatti avanti per acquistare il marchio ( qui trovate la loro proposta ). Pubblico la loro lettera; amarissima, intelligente e del tutto condivisibile.  Assistiamo attoniti in questi giorni a un susseguirsi incessante di notizie che riguardano direttamente e indirettamente il futuro del Salone del Libro. Di fronte a questo flusso di comunicazione talvolta confuso, come fornitori della manifestazione interessati sia al passato che al futuro del Salone, ci preme intervenire su 3 punti che riteniamo fondamentali:  1. Il futuro del Salone del libro è strettamente legato con il passato del Salone del libro. C'è una liquidazione in corso e speculare sul futuro della manifestazione significa in u...

AVANZI DI LINGOTTO, LA PRIMA GIORNATA: IL SALONE DEL PUFFO E UNDISCORSO DA MINISTRO

Non ho scritto per giorni e giorni. Mi era passata la voglia. D'altronde gli argomenti difettavano: questo blog si occupa di cultura, non di furti di polli. Ma oggi è cominciato il Salone, e m'ero preso con il Corriere l'impegno d'onore di occuparmene. Sicché sono andato al Lingotto. Ed è successo qualcosa di stravagante: l'estasi del grottesco ha sovrastato in me il disgusto che suscitano in qualsiasi gentiluomo i miserandi spettacoli da poveracci che si replicano sempre più stancamente sulle assi dell'avanspettacolo cittadino.  Quindi sono partito a scrivere compulsivamente: e la produzione è andata ben oltre la civile richiesta del Corriere di un articolo giornaliero. A fine giornata al Corriere ho dato un pezzo che racconta un'ennesima visione del Chiampa sul Salone del futuro, praticamente un sequel di quello uscito sul Corriere di ieri ; parla della possibile fusione fra Circolo dei Lettori e Fondazione Cultura, e lo potete leggere a questo l...