Posso dire? Ho il massimo rispetto per la ricerca. Ogni genere di ricerca: da quella medica (che iddio la benedica in eterno) e scientifica in genere alla ricerca umanistica, a quella statistica. Ho rispetto e ammirazione per chiunque lavori allo scopo di allargare le conoscenze e gli orizzonti dell'umanità. Talora però - lo confesso e me ne vergogno - mi sfugge il senso di alcune ricerche. Quando leggo da qualche parte, in rubriche tipo lo "Strano ma vero" della Settimana Enigmistica, che "una ricerca ha appurato che il surmolotto di Giava preferisce il mango alla papaia", oppure che i ricercatori dell'Università Pincopallo hanno accertato che "il consumo di pasta in Italia è superiore a quello del Canadà", ma accade di domandarmi dal fondo della mia ignoranza "cui prodest?". O peggio ancora, nel caso della scoperta sulla pasta, m'inorgoglisco luciferinamente pensando che c'ero arrivato prima io, bruciando sul tempo i professori...
L'ANSiA della cultura torinese