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CHIARABELLA, LE COLPE DEGLI ALTRI E IL FARDELLO DEI SINDACI

Non mi interessa gran che, il bailamme per la sentenza di piazza San Carlo . Una sentenza è una sentenza, chiusa lì. Resta l'infinito dolore per tanta sofferenza di chi non c'è più e di chi resta: un dolore che nessuna sentenza potrà sanare. E resta il giudice supremo della coscienza, per chi una coscienza ce l'ha. La politica non c'entra, e non ci sarebbe motivo per spendere altre parole a commento di una stagione che si trascina stancamente verso il termine prefessato.  Ma anche sul viale del tramonto Chiarabella riesce ancora a irritarmi con quello che ho sempre considerato il suo vizietto inescusabile: buttarla nel culo al prossimo, pur di salvare il proprio. Dopo il verdetto, il quasi ex sindaco scrive su Facebook : "Una banda di quattro rapinatori, armati di spray urticante, si introdusse in mezzo alla folla e lo spruzzò per rubare collane e orologi. Questo gesto scellerato scatenò il caos". Capito? E' colpa dei rapinatori. Mi ricorda Belushi in Blue...

ADESSO SIAMO SERI, SE CI RIUSCIAMO

Scusatemi, ma non posso. All'alba apro il pc per scrivere com'è andata, ieri sera, l'inaugurazione di Lovers ; e apprendo dall'Ansa che è morta Erika Pioletti . Aveva 38 anni. La morte di Erika riguarda ciascuno di noi. Pesa sulla coscienza di questa città. Abbiamo passato un altro punto di non ritorno. Ecco, francamente stamattina non me la sento di esibirmi in resoconti brillanti e spiritosi su una serata di frizzi lazzi e cinema. Magari dopo, magari più tardi. Adesso proprio no. Adesso non c'è niente da ridere. Adesso è il tempo di pensare, per chi sa e vuole pensare. E' il tempo di assumersi le responsabilità , per chi ne ha il coraggio. E di accertarle, per chi ne ha il dovere. Per favore, un po' di dignità. Da tutti, per tutti.