Ambrogio Lorenzetti, "Allegoria del cattivo governo" Scusatemi, so che l'argomento vi esce ormai dalle orecchie. Ma vorrei tornare con calma sulla macchinosa e stravagante trovata del non-ancora-presidente Bray (o di chi per esso) di rinunciare a un direttore unico del futuro Salone del Libro, e di creare ex novo una struttura complessa con una serie di “direttorini” - o responsabili di area, o petali della margherita per dirla alla Chiampa – capitanati da un coordinatore, o “caporedattore”, o capo dei capi, o Napo Orso Capo, o come diavolo vorranno altrimenti chiamarlo. Qualcuno parla di "direttorio": un termine assai di moda, oggi, con gli esiti a tutti ben noti. Verso il ministero Il progetto è macchinoso e stravagante, dicevo. Macchinoso perché appesantirà il processo decisionale: il Salone del futuro assume sempre più i contorni del ministero. Il responsabile di area dovrà confrontarsi con gli altri capi e con il capo dei capi; poi bisogner...
L'ANSiA della cultura torinese