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Visualizzazione dei post con l'etichetta William Turner

CURTO HA RAGIONE: QUELLE MOSTRE SONO UN SUCCESSO

Quel che è giusto è giusto. L'amico Guido Curto, direttore della Venaria Reale, richiama la mia attenzione su un abbaglio statistico nel quale sono incorso il 31 gennaio riportando i dati sui visitatori delle mostre "Sovrani a tavola" (63.590) e "Turner" (66.286): nel post  in questione facevo infatti notare che in epoca immediatamente pre-covid ben tre mostre alla Venaria ("Easy Rider", "Ercole" e "Art Nouveau") avevano superato le 100 mila presenze.  Ciò starebbe banalmente a indicare un minore successo delle ultime mostre, se non fosse che - mi ricorda Curto - i giorni d'apertura sia di "Sovrani a tavola", sia di "Turner", sono stati molti di meno. Come risulta dalla tabella che il direttore mi ha inviato, calcolando la media dei visitatori nei giorni d'apertura (583 per "Sovrani a tavola" e 698 per "Turner"), le due mostre che sono terminate domenica scorsa vincono su tutto il fron...

TURNER E TAVOLE DA SESSANTAMILA

La direzione della Reggia di Venaria comunica le presenze totali per le due mostre terminate domenica scorsa, 28 gennaio. "Sovrani a tavola. Pranzi imbanditi nelle corti italiane" ha avuto 63.590 visitatori, battuta di poco da "Turner. Paesaggi della Mitologia"  ( nella foto "Apollo and Python" ) che ne ha avuti 66.286. Per fare un confronto, vi ricordo che nel 2018/19, prima del covid, ben tre mostre della Venaria ("Easy Rider", "Ercole e il suo mito" e "Art Nouveau") avevano superato le 100 mila presenze . La programmazione degli eventi della Venaria Reale prosegue senza chiusure e interruzioni: si segnala al riguardo l'appuntamento con "Scherzo. Avventure di Carnevale alla Reggia di Venaria" dal 10 al 13 febbraio prossimi.

TURNER E PICASSO: MEGLIO CHE NIENTE

William Turner, "The bay of Baiae" Due mostre, ho visto in settimana. Niente male, ma neppure niente superlativo. Confesso che mi aspettavo di più da Turner alla Reggia di Venaria , dopo l'eccellente Constable dell'anno scorso . Stavolta dallo scrigno della Tate Gallery sono arrivate una quarantina di opere, ma i dipinti sono pochini (ma stupendi, ovviamente) mentre prevalgono schizzi ad acquerello, stampe, disegni e taccuini, interessanti questi ultimi perché raccolgono gli appunti visivi di Turner a Torino che ci mostrano scorci della nostra città a cavallo fra Sette e Ottocento. La scelta di concentrarsi sulla produzione "mitologica" di un Turner profondamente influenzato da Poussin è interessante, ma ci restituisce un'immagine fatalmente "parziale" dell'immenso maestro inglese del paesaggio. In compenso la mostra consente di seguire lo sviluppo della pittura di Turner verso soluzioni che a buon diritto ne fanno un anticipatore dell'...