I cavalieri che fecero l'impresa: Chiarabella, Maiunagioia e l'Assessore Triste si sforzano di raccontare a Chiambretti cosa dovrebbe essere Torino Città del Cinema. Ma Pierino sembra particolarmente colpito dalla capigliatura di Sacco Datemi pure del disfattista, ma io sospetto che questa roba di Torino Città del Cinema 2020 sia la solita sola; il solito pacco (in tutti i sensi) del Comune, ben confezionato e ben infiocchettato, però mezzo vuoto e mezzo pieno di fuffa. Voglio dire: tu mi organizzi una presentazione in pompa magna alla Mole, condotta da un Chiambretti in grande forma; ma, al di là delle sapide battute di Pierino, non mi dai niente di concreto, non uno straccio di programma dettagliato, se non buone intenzioni e generiche chiacchiere; e beh, ammetterai che un po' di diffidenza da parte mia è comprensibile; tanto più alla luce di troppi precedenti negativi. Ad ogni modo, chi vivrà vedrà. Se fra un anno il bilancio sarà positivo, se Torino Città del Cin...
L'ANSiA della cultura torinese