"Calamity" di Rémi Chayé apre Sottodiciotto Il fatto che domani parta la ventunesima edizione di Sottodiciotto e che sia un'edizione completamente on line mi dà l'esatta e deprimente misura del tempo sbandato che ci è toccato in sorte. Sottodiciotto, infatti, fu il primo dei grandi festival di primavera ad arrendersi all'evidenza dell'epidemia, prendendo con largo anticipo l'amara decisione di rinviare tutto a giorni migliori. A dicembre. Era il 19 marzo quando fu dato l'annuncio , e dicembre sembrava lontanissimo; ed eravamo convinti, chi più chi meno, che il drastico trasloco alla fine del 2020 garantisse ampiamente a Sottodiciotto un'edizione "normale", al sicuro da quel lockdown che cominciavano appena a conoscere. Invece stavamo tutti precipitando in un tunnel del quale ancora oggi stentiamo a vedere la fine. Vabbè, è andata così. Godiamoci ciò che un cinefestival on line può dare. Tanto, non abbiamo alternative. In compenso, vi ri...
L'ANSiA della cultura torinese