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LINGOTTO: IL GIARDINO PENSILE DELL'ARTE

La pista del Lingotto e le opere della Fondazione Meght: in primo piano scultura di Claude Viseux, più dietro un Mirò Certo, è anche lecito considerarlo una specie di regalo d'addio della Fiat, o Stellantis o quel che è, alla città che per un secolo è stata sua: e allora un discreto giramento di palle avrebbe il suo perché. Ma in sé e per sé quello che ho visto ieri sul tetto del Lingotto è una figata astrale. Avete presente la famosa pista dalla quale si vede tutta Torino, ma dove non ci andava nessuno, a parte l'elite dei frequentatori del superistorante? Beh, adesso la pista è diventata il più bel parco pubblico della città (o almeno il meglio attrezzato e più sicuro) con un giardino pensile che - mi assicurano - è il più grande d'Europa: un  posto piacevolissimo dove passeggiare, correre, andare in bicicletta, e persino dedicarsi allo yoga o alla meditazione. Giuro, ci sono gli spazi appositi pure per lo yoga e la meditazione.  E al momento c'è anche la grande arte,...