Porta Susa, maggio 2018: entusiasti e numerosi, i torinesi vanno al Salone Ahi ahi. Houston, abbiamo un problema. Un altro. Gian Arturo Ferrari non intende accettare la presidenza della Fondazione per il Libro al posto della dimissionaria Milella. Gliel'hanno offerta, ma lui ha preferenza di no. Sta bene dove sta, alla Mondadori; fa il vicepresidente, beato e contento; e probabilmente, così sui due piedi, non intravvede un buon motivo per andarsi a infilare in 'sto canaio. Domani c'è l'assemblea dei soci del Salone. Chiampa e Appendino si sono impegnati a proporre un nome. Va da sé che, prima di domani, imploreranno Ferrari in ginocchio, offrendogli tutte le garanzie e le rassicurazioni del caso. La notte porterà consiglio? Quien sabe? Da convinto pessimista, temo di no. Ferrari non è tipo da commuoversi per le preghiere di due politici locali. Se glielo chiedesse un pari grado - che so, un ministro - magari, forse. Ma così, chi l'ammazza? E soprattutto, c...
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