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Visualizzazione dei post con l'etichetta Gian Arturo Ferrari

SALONE, MAI UNA GIOIA: FERRARI NON CI STA

Porta Susa, maggio 2018: entusiasti e numerosi, i torinesi vanno al Salone Ahi ahi. Houston, abbiamo un problema. Un altro. Gian Arturo Ferrari non intende accettare la presidenza della Fondazione per il Libro  al posto della dimissionaria Milella. Gliel'hanno offerta, ma lui ha preferenza di no. Sta bene dove sta, alla Mondadori; fa il vicepresidente, beato e contento; e probabilmente, così sui due piedi, non intravvede un buon motivo per andarsi a infilare in 'sto canaio. Domani c'è l'assemblea dei soci del Salone. Chiampa e Appendino si sono impegnati a proporre un nome. Va da sé che, prima di domani, imploreranno Ferrari in ginocchio, offrendogli tutte le garanzie e le rassicurazioni del caso. La notte porterà consiglio? Quien sabe? Da convinto pessimista, temo di no. Ferrari non è tipo da commuoversi per le preghiere di due politici locali. Se glielo chiedesse un pari grado - che so, un ministro - magari, forse. Ma così, chi l'ammazza? E soprattutto, c...

LA STRATEGIA TORINESE: IL SALONE AGLI EDITORI, GLI AVVOCATI AI FRANCIOSI

Nella foto: il Chiampa espone le proposte torinesi al presidente dell'Aie Federico Motta. Al centro, in piedi, santa Chiara da Moncalieri Bene, si è risolta (spero) nell'unica maniera possibile e sensata . L'Aie si prende il Salone, però lo lascia a Torino. Questa la proposta dei baldi amministratori, che adesso fanno voto al loro dio perché Motta e la sua allegra brigata si mettano una mano sulla coscienza e l'altra sul portafogli , e accettino. Stamattina Motta se la tirava da duro: "Il Salone lo faremo dove ci saranno le condizioni migliori", diceva. Condizioni migliori di queste sarà difficile trovarle. In pratica gli hanno offerto tutto, tenendosi solo gli occhi  per piangere. Con il loro permesso, naturalmente. Fate di noi quel che volete, ma non fateci del male La lunga marcia degli editori s'è dunque conclusa con il loro totale trionfo e la resa incondizionata delle istituzioni torinesi. Ecco la dichiarazione congiunta di Chiampa e madam...

CRONACHE DELLA GALASSIA: IL CROLLO DELLA FONDAZIONE

I protagonisti della tenebrosa vicenda: in primo piano i moschettieri; alle loro spalle, da sinistra, l'Editoria italiana, Motta e Richelieu Per quello che fu il Salone del Libro di Torino comincia il lungo calvario . Da oggi, e chissà per quanto tempo, ogni giorno si dovranno registrare cattive notizie e patetici tentativi di uscire dal baratro. Sarà un'agonia dolorosa e soprattutto lunga. Un tempo, quando lavoravo nei giornali, il giorno dopo qualche disastro irrimediabile entravo in redazione con la disperante certezza di essere soltanto all'inizio: da quel momento in poi la tragedia si sarebbe cronicizzata, sarebbe divenuta amara incombenza quotidiana, routine del dolore o della vergogna, sfilacciata cronaca delle infinite conseguenze nefaste di un evento fatale, di un atto incomparabilmente stolto. Mi preme quindi di precisare che non intendo passare l'estate al capezzale del Salone. Ho una vita mia, per fortuna, e prospettive migliori che dedicare ogni min...

LO SKYLINE NON BASTA: FRANCIS CERCA UN MEDIATORE

  "Lo skyline che si vede dal Lingotto non è paragonabile  a quello che si vede da Rho Fiera"  ( Sergio Chiamparino espone i motivi per cui il Salone del Libro dovrebbe restare a Torino )     Torino debole, Milano in rilancio: si apre ufficialmente la stagione della caccia al Salone Temo che non bastereà lo skyline di Torino per trattenere in città il Salone del Libro. O, più precisamente, per scongiurare la nascita a Milano di un Salone alternativo destinato ad annichilire quello torinese. In attesa delle novità che potranno sortire dall'incontro in corso adesso in Regione fra Chiamparino, Parigi, Appendino e Leon, l'ennesimo canaio sul possibile "scippo del Salone", nato stavolta dalle dichiarazioni "rassicuratrici" di Franceschini, merita qualche approfondimento su protagonisti, metodi e fini della vicenda. Premettendo però che non c'è nulla di nuovo: il "trasferimento a Milano" è lo spauracchio che accompagna il Salo...

SALONE DEL LIBRO: PICCHIONI VERSO LA CONFERMA FINO AL 2016

Picchioni e Ferrero al Salone, spalleggiati da un mucchio selvaggio di scrittori Quando si dice che la cultura non dorme... Mentre l'attenzione generale è puntata sul toto-assessore, l'avvento di Chiamparino ha già prodotto una decisione concreta. Almeno, questo mi riferiscono fonti in genere bene informate. Regione, Provincia e Comune sarebbero infatti concordi nel confermare Rolando Picchioni alla presidenza del Salone del Libro fino al 1° gennaio 2016. Il tandem Picchioni-Ferrero è in scadenza: in teoria, nelle prossime settimane le istituzioni dovrebbero nominare i successori. Ma l'ipotesi di una "prorogatio" di un anno, fino al Salone del maggio 2015, era già nell'aria. Picchioni s'era candidato a restare ancora un anno alla guida di Librolandia, affiancato da un vice-presidente (si faceva il nome di Roberto Moisio ) destinato a succedergli a metà 2015: questo per facilitare il passaggio delle consegne e permettere a Picchioni di portare a termi...

SALONE DEL LIBRO, LA FOTOGRAFIA DEL FUTURO

Il taglio della torta che ha chiuso il Salone del Libro 2014: da sinistra si vedono Culicchia, Braccialarghe (ma il cappello da cuoco è di un cuoco alla sue spalle), la nuca di Saitta,Picchioni, Coppola, Pereira del TgR, un cardinale, Ferrero semicoperto, e Fauré di Gl events Eccomi qua. Mi sono preso due giorni di meritata vacanza, dopo due settimane intense, prima il Tglff e poi il Salone del Libro. E proprio del Salone voglio ancora occuparmi. Ieri mi sono letto le varie ricostruzioni, più o meno fantasiose, sulla successione ai vertici di Librolandia. Nulla di nuovo rispetto a quanto GabosuTorino vi aveva anticipato nel post "Moisio for President" . I candidati restano quelli: a cominciare da Roberto Moisio, che continuo a considerare il favorito benché sia senza dubbio la figura meno "forte". E vi dico che è favorito proprio in quanto non "divisivo", come si dice oggi con orrido neologismo. Favorito di Picchioni, che è ormai quasi certo di restare...

SALONE DEL LIBRO: MOISIO FOR PRESIDENT

Ferrero Picchioni Secondo me, Moisio è in vantaggio. Voglio dire: se potessi scommettere una cifra - non ingente, per carità! - scommetterei che Roberto Moisio, per anni responsabile della cumunicazione della Regione, sarà il successore di Rolando Picchioni alla presidenza del Salone del Libro. Se chiedete in giro, ve lo danno alla pari con Gianni Oliva, da sempre candidato in pectore alla carica. Ma a Gianni Oliva in questo periodo non dice bene: il caso sembra divertirsi a giocargli contro. E già: assessore alla Cultura con Bresso, alle scorse Regionali Oliva era stato punito dalle urne. Primo dei non eletti. Era tornato al suo mestiere di preside. Poi, un anno fa, proprio in quanto primo dei non eletti è rientrato in Consiglio al posto di Stefano Lepri, che è finito in Senato. Purtroppo per lo sfortunato Oliva la legislatura s'è bruscamente interrotta. E' durata giusto il tempo per rovinargli le ambizioni sul Salone. Mi dicono infatti che per legge gli ex delle as...