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Visualizzazione dei post con l'etichetta Woody Allen

UN PO' PIU' FORTE, PER FAVORE: PERCHE' NON POSSO PARLARVI DI INTERPLAY

RootLessRoot/Dot 504 in "Collective loss of memory" il 18 maggio all'Astra Sono andato alla conferenza stampa di Interplay , la rassegna internazionale di danza diretta da Natalia Casorati, alla sua sedicesima edizione. Ci sono andato perché mi aveva invitato l'addetta stampa, che è un'amica simpatica, e mi sembrava brutto dare buca. Però non posso proprio scriverne. Di danza non capisco un tubo, e neppure conosco l'ambiente e le dinamiche, e confesso che non mi appassiona. Lo so, è una macchia vergognosa sulla mia fedina di raffinato intellettuale, ma non so che farci. Con la danza ho un evidente problema cognitivo; lo stesso di Woody Allen con il mimo, se vi ricordate l'irrinunciabile racconto "Un po' più forte, per favore". Io ogni tanto ci provo, a emendarmi: con esiti in genere avvilenti. Una volta, per fare il brillante, invitai una ragazza a uno spettacolo di danza contemporanea, firmato da un gigante della coreutica italiana. Beh...

COSI' WOODY SCOPRI' IL REGIO: QUELLO CHE LE APP NON DICONO

C'è una nuova app, si chiama "Torino città del cinema" e la scarichi gratis da izi.travel. Ti indica le location cinematografiche torinesi. Beh, i film sono soltanto 24, per ora; scelti pensando molto, suppongo, ai turisti stranieri, dato che ci sono le produzioni internazionali più famose, da "Guerra e pace" al cult "The italian job" (quello originale del '69) fino a "Hannah e le sue sorelle" di Woody Allen. Ammetto che non ricordavo scene torinesi in "Hannah e le sue sorelle". L'app che mi sono scaricato mi informa che gli interni della scena in cui Dianne Wiest e Sam Waterson assistono alla "Manon Lescaut" al Metropolitan Opera House di New York in realtà sono stati girati al Regio di Torino. "Forse scelto da Woody Allen - ipotizza l'app - poiché proprio nel teatro torinese, il 1° febbraio 1893, si tenne la prima dell'opera ". Come Woody scoprì il Regio Beh, per essere un'app che deve...

SIATE SERI, ARRIVA IL TFF

Se il Festival fosse come la presentazione, ci sarebbero migliaia di morti di noia. Per fortuna la neo-direttrice Emanuela Martini non è una show-woman, però i festival li sa fare. E' stata lei, infatti, a fare quelli di Moretti, Amelio e Virzì. I Famosi Registi ci mettevano la faccia (e, almeno Moretti e Virzì, la verve ) ma la sgobbona che sceglieva i film e guidava il macchinone era sempre lei. Quindi la trentaduesima edizione del Torino Film Festival , la prima con Emanuela Martini ufficialmente direttrice, sarà un'ottima edizione. Come al solito. Una lezione di cinema Però scordatevi le gag di Virzì , o le ironie morettiane. La prima conferenza stampa pre-festivaliera di Emanuela Martini come direttrice del Tff resterà nella storia come la più dotta, verbosa e afflittiva di tutti i tempi. E ragionevolmente non prevedo che nel corso della manifestazione la Rossa Cinefila ci riserverà qualche momento frizzante. Non è nella sua natura. E in fondo non è richiesto, per sceg...