Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Paolo Verri

LA PROVA DEL GEOLOGO

Lo Russo in una ormai rara fotografia con la barba da evaso, sacrificata per piacere di più agli elettori Centocinquantamila visitatori al Salone del Libro, centosessantottomila voti per Stefano Lo Russo. Non so se essere più felice per il Salone, o più depresso per la democrazia rappresentativa.  Nel mio commento di fine Salone, sul Corriere di stamattina , scrivo: "Ai torinesi il Salone ispira fiducia, entusiasmo, senso di appartenenza: la politica non più. Il Salone è riuscito là dove da tempo la politica fallisce: ha costruito e rafforzato un patto con i cittadini, che oggi lo considerano cosa loro, se ne sentono parte, ne vanno orgogliosi". Che poi capisco tutto, capisco la disaffezione e il disinteresse per un'alternativa che a molti sembrava inesistente: su diversi punti le differenze fra i due finalisti erano meno marcate dei punti di convergenza ( "e l'uno l'altro sbeffeggiava e l'altro l'uno ricambiava, pur descrivendo alla rinfusa due volti...

FESTIVAL DELL'ECONOMIA, TORINO SI CANDIDA

Ricevo e volentieri pubblico: (ANSA) - Portare a Torino, nel 2022, il Festival dell'Economia, che dopo 16 anni a Trento potrebbe lasciare la città dopo la decisione della Giunta regionale di Maurizio Fugatti di chiudere la storica partnership con l'editore Laterza . Il manager culturale  Paolo Verri annuncia di aver avviato un  dialogo con la casa editrice per portare la kermesse in  Piemonte:  "Un evento come il Festival dell'Economia è un patrimonio a  livello internazionale  un appuntamento  capace di coinvolgere premi Nobel e milioni di persone,  generando un volano economico e culturale di grande valore. Non  sorprende che l'amministrazione leghista -  aggiunge Verri, già  direttore generale della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e oggi candidato consigliere alle elezioni torinesi -  abbia deciso di interferire in maniera così drastica e ostile,  con l'obiettivo dichiarato di limitare la pluralità cultu...

CIRKO VERTIGO, CONFERMATI STRATTA E VERRI

I due Paoli; Verri (sin.) e Stratta restano al vertice Ricevo e volentieri pubblico: A seguito dell’approvazione del bilancio 2020, che segna un risultato positivo nonostante l’enorme contrazione delle risorse dovuta alla pandemia - risultato reso possibile grazie all’ideazione della rassegna Solo in Teatro da parte di Caterina Mochi Sismondi e grazie al lavoro di una équipe di oltre 60 organizzatori, docenti, artisti e tecnici della Fondazione, oltre che dalla conseguente creazione della piattaforma NicePlatform - il Comitato dei Garanti esprime la sua più alta gratitudine nei confronti del Consiglio di Amministrazione e dell’operato del direttore generale Paolo Stratta. Nell’occasione, il Consiglio di Amministrazione viene invitato a proseguire il proprio mandato per il prossimo triennio ricevendo la disponibilità del presidente Paolo Verri a mantenere la carica. Il Comitato dei Garanti esprime profonda riconoscenza agli organi direzionali della Fondazione Cirko Vertigo.

LA FASE 2 DELLA CULTURA SECONDO VERRI

Paolo Verri: un piano strategico per far rinascere la cultura Il manager culturale Paolo Verri, torinese, già direttore di Matera 2019 e oggi direttore della candidatura di Volterra a Capitale italiana della cultura, ha rilasciato all'agenzia AGI un'intervista che riporto qui perché trovo piena di spunti di riflessione molto interessanti (i neretti sono miei). Ecco il testo: Produrre un po’ meno con un po’ più di qualità. Così Paolo Verri, artefice della realizzazione di Matera Caèpitale europea della cultura 2019, dopo aver ricoperto, tra gli altri, l'incarico di direttore del Salone del Libro di Torino dal 1993 al 1997, guarda alla “Fase 2” della cultura in Italia e parla della necessità di un “Piano strategico “ per il settore. “Quando ora parliamo di cultura – spiega all’AGI - parliamo di un universo molto ampio: andiamo da contenuti che consentono all’Italia di essere famosa nel mondo e attirare gente, penso ai grandi patrimoni museali, ai grandi artisti, fino ...

TORINO, IL REGIO E ALTRE STORIE DI NORMALE TAFAZZISMO

Tafazzi sindaco subito! Il candidato perfetto per il 2021: i sondaggi lo danno vincente con il 90 per cento dei consensi In questi giorni ha avuto una certa eco la notizia che mercoledì prossimo la prova generale del "Nabucco" al Regio si terrà a porte chiuse per decisione della commissione provinciale di vigilanza . Il teatro è privo di alcuni dispositivi antincendio e non dispone dei fondi necessari per adeguarsi. La "prima" si farà, assicura il sovrintendente, aumentando il numero dei vigili del fuoco in sala. Il problema è reale, ma non nuovo. La Fondazione Teatro Regio non ha le risorse per fare le manutenzioni straordinarie, e gli 8,5 milioni stanziati dal ministro Bonisoli e confermati da Franceschini arriveranno solo a fronte di progetti già avviati (prima vedere cammello, poi dare denaro) per cui campa cavallo e campa cammello; al Regio hanno  un pomposo "piano industriale" pieno di fuffa  ma non uno straccio di progetto concreto per le manu...

CAPITALE EUROPEA: LA CANDIDATURA DELL'ASILO MARIUCCIA

Ieri è ufficialmente cominciata la Lunga Marcia di Torino verso l'eventuale candidatura a Capitale europea della Cultura 2033. La Commissione 5 ha ascoltato il primo degli esperti che verranno interpellati sulla  questione. L'esperto è, né poteva essere altrimenti, Paolo Verri, l'esule torinese che è stato il "condottiero" della grande vittoria di Matera 2019 . Io c'ero, e ho cavato ne ho cavato ben tre notizie. Prima notizia: continueremo a essere calpesti e derisi. Seconda: l'Asilo Mariuccia si candiderà ad  Asilo Europeo 2033. Terza: non vincerà perché è troppo asilo.  Se vi interessa sapere cos'è successo in Commissione 5, ho scritto un commentino sul Corriere di stamattina . Qui vi riporto i post di GabosuTorino che costituiscono l'intero "Dossier Capitale europea": "Una mission per la capitana Chiarabella" , 19 luglio 2018 "Che vi dice Torino Capitale europea della Cultura?" , 20 gennaio 2019 "Capital...

MIRACOLO: TUTTI D'ACCORDO SULLA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA

Accade di rado, ma quando accade è bellissimo. Stavolta i ragazzacci sono riusciti a stupirmi. Sono tutti d'accordo sul progetto di candidare Torino a Capitale europea della cultura 2033. Un sogno che nell'estate 2018 anch'io sottoponevo all'attenzione di lorsignori , in alternativa alla riduttiva aspirazione di diventare Capitale italiana , sempre della cultura. Lo so, lo so, il 2033 sembra lontanissimo: ma una candidatura del genere non si improvvisa dall'oggi al domani, e trovo consolante che i nostri amministratori ne comprendano il valore, e  trovinoe un terreno comune sul quale lavorare ed eventualmente costruire, iddiovolesse, un'idea di futuro che travalichi i ristretti confini del loro naso. Oggi la quinta Commissione ha esaminato sia la mozione  del gennaio scorso ( primo firmatario Lo Russo, pd ) che propone la candidatura, sia gli emendamenti presentati da Carretto e Giovara (M5S) che - incredibile dictu - non soltanto non vanno in culo alla mozi...

FONDAZIONE CIRKO VERTIGO: PAOLO VERRI PRESIDENTE

Paolo Verri (a sinistra) e Paolo Stratta, rispettivamente presidente e direttore della neonata Fondazione Cirko Vertigo Paolo Verri è il presidente della neonata Fondazione Cirko Vertigo . Il nostro miglior manager culturale in esilio (attualmente è - e restarà - direttore di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura) torna così a impegnarsi nella sua città. Direttore della Fondazione resta Paolo Stratta. Oltre alla sede storica al parco Le Serre di Grugliasco , la Fondazione ne avrà due nuove: una in una chiesa sconsacrata a Vicoforte (Cn) e l'altra nel cuore di Torino, nell'ex cinema Alexandra in via Sacchi 18, chiuso da dodici anni, che verrà ribattezzato Café Müller. La ristrutturazione dell'ex cinema porno di via Sacchi costerà circa 170 mila euro, e già a settembre lo spazio dovrebbe ospitare i primi appuntamenti. L'intervento, ha detto l'assessore Parigi, "contribuirà anche a riqualificare un pezzo di città che ne ha un gran bisogno". Ogni all...

PROROGARE BARBERA? UN MUSEO ALL'ULTIMA SPIAGGIA

I dilemmi di Barbera: li mando subito affanculo o gli dico no grazie?... E se mi scappa da ridere? Domani, 15 dicembre, nel pomeriggio si incontrano i Soci fondatori del Museo del Cinema . Se Francesca Leon non mi ha contato una cucca, l'assessore comunale alle Fontane dovrebbe arrivare alla riunione sbandierando una proposta d'accordo con la Regione per uscire dallo stallo messicano che si è creato alla Mole dopo l'impuntatura del trio Giordano. Il trio non ha voluto accettare il frutto finale e travagliato   di un bando pubblico gestito dalla società esterna Praxi : la nomina di Alessandro Bianchi alla direzione del Museo. Il trio Giordano ha posto il veto sul nome di Bianchi : perché  non adeguato dal progetto del Comune sul Museo, dice il trio Giordano; perché sospettato di essere un piddino, dice la Regione piddina. Tenga, buon uomo: la prorogo di due mesi Temo e tremo immaginando quale potrebbe essere la "proposta d'accordo" del trio Giordano: ...

LEON: SUL MUSEO ABBIAMO UN'IDEA DI ACCORDO. MA LA REGIONE E' INCAZZATA NERA

Le duellanti. Francesca Leon (a sinistra) e Antonella Parigi sono ai ferri corti per la nomina del direttore del Museo del Cinema. Al Museo del Cinema si gioca a tutto campo , e il campo è pieno di merda. Il Comitato d'indirizzo non esiste praticamente più, due componenti su cinque si sono dimessi. La nomina del direttore è in alto mare. Comune e Regione sono in guerra. Grande è la confusione sotto il cielo, e la situazione stavolta non potrebbe essere peggiore. A meno che si metta pure a piovere. Dimissioni a raffica Dopo Massimo Sordella (in quota Gtt), stamane si è dimessa anche Monica Cacciapuoti, rappresentante della Fondazione Crt in quel Comitato d'indirizzo che ieri, in base alla volontà del sindaco e Appendino, avrebbe dovuto nominare Daniele Tinti, anziché Alessandro Bianchi,  alla direzione amministrativa del Museo . Bianchi era il candidato, uscito dalla selezione del bando, che fino a ieri mattina pareva destinato a ricoprire la carica dopo che altri cand...

BANDO STACEPPA: BIANCHI STOPPATO, NIENTE DIRETTORE AL MUSEO DEL CINEMA

Alessandro Bianchi E' una sera molto triste. Triste per il Museo del Cinema, che non è riuscito a darsi un direttore amministrativo e si avvita in una crisi senza ritorno. E triste per chi credeva nello strumento del bando come garanzia di trasparenza e onestà: una fede che sta subendo ripetuti e avvilenti oltraggi . Oggi il Comitato di gestione del Museo doveva finalmente, dopo un sospetto rinvio , nominare il direttore amministrativo fra i candidati selezionati tramite bando da una società esterna, la Praxi. Invece si è trasformato in un Vietnam. Il sindaco e Appendino, dopo aver già bocciato un possibile direttore, Paolo Verri (ok, adesso il nome l'hanno scritto altrove, quindi posso venire meno al mio impegno di riservatezza ), perché giudicato "troppo vicino al pd", ne hanno silurato un secondo, Alessandro Bianchi, per lo stesso motivo. Dopo una giornata convulsa, Bianchi si è visto costretto a ritirare la sua candidatura. Politica politicante, insomma. ...

TRE FALSE CONVINZIONI SUL SALONE: UN'ULTIMA LETTERINA PRIMA DI TIRARE GIU' LA SERRANDA

Per amor di precisione, prima di chiudere davvero per ferie – spero abbastanza a lungo – voglio ancora chiarire alcuni punti a proposito della stucchevole vicenda del Salone che a quanto leggo in giro stentano a penetrare in numerose teste, sicché si stanno pervicacemente sedimentando tre false convinzioni. Esse sono: 1) Massimo Bray è il nuovo presidente della Fondazione per il Libro. Falso. Massimo Bray ha soltanto detto che ci penserà , che contribuirà al progetto e al nuovo statuto, e soprattutto che si guarderà intorno alla ricerca di un direttore editoriale di suo gradimento, che sia tanto illustre da offuscare Milano , tanto bravo da creare un Salone più grande e più bello che pria, e tanto spericolato da accettare l'incarico nefasto. Se si creeranno tali condizioni, Massimo Bray potrebbe – e sottolineo “potrebbe” - acconsentire ad assumere il ruolo di presidente. A fine agosto. O ai primi di settembre. O il 20 settembre. Forse. Campacavallo. Comunque troppo tardi. Un presid...

VERRI RESTA A MATERA

Poiché l' avevo se guita , vi segnalo com'è andata a finire la storia di Paolo Verri: alla fine ha deciso di restare a Matera 2019 , declinando l'offerta della Regione Puglia. Ha creduto al ravvedimento operoso della proterva nuova amministrazione che lo boicottava. O forse a Matera hanno amministratori protervi, ma non quanto i nostri, e pertanto suscettibili di resipiscenza o quanto meno di attività cerebrali seppur minime. Sia come sia, quella di Verri è stata una s celta molto, ma molto generosa - io me ne sarei ben guardato - dettata chiaramente dal sentimento . Verri è fatto così. Potremmo provarci anche noi, a chiedere scusa e farlo tornare, prima che i genii che ci siamo tenuti stretti sfascino anche l'ultima suppellettile di casa . 

TURIN IN THE WORLD: L'IDIOZIA NON SI FERMA A EBOLI

Paolo Verri: non piace alla gente che piace a gl i elettori Da ieri è ufficiale: Paolo Verri molla Matera e va a Bari, come direttore del dipartimento Cultura della Regione Puglia.   Una storia very torinese Verri al momento è direttore della Fondazione Basilicata-Matera 2019 che dopo avere conquistato il riconoscimento di Capitale europea della cultura 2019 deve portare la bellissima città dei Sassi a quell'appuntamento. Principale artefice del successo della candidatura , Verri però s'è trovato in difficoltà dopo le ultime Amministrative che hanno mutato gli equilibrii in Comune. Beh, in difficoltà è un eufemismo: guerra di sterminio è un termine più appropriato . Morale: Verri se ne va. I genii restano. Come cinque anni fa a Torino . E difatti riporto la storia sul blog perché mi sembra torinesissima. Cristo si è fermato a Eboli, ma l'idiozia va dappertutto. La petizione on line By the way. Dopo l'annuncio del forfait di Verri, da Matera è stata lanciat...

SALONE: NON PIACE L'HIGHLANDER, E MOISIO SONDA

Question Time in Sala Rossa: un annoiato Fassino ascolta (o forse no) l'intervento di Cassiani. Porcino dall'alto benedice Allora, pronti via. Sono imbottito di antiemetici, quindi dovrei farcela. Novità sul Salone. Tante, nel senso che chiunque incontri ha la sua novità, e si fatica più che mai a distinguere cazzi e canguri, millantatori e persone serie. Io cerco in genere di basarmi sulle persone serie, il che in questa città riduce di molto le mie fonti. L'Highlander non piace a Filura Argomento del giorno: chi entra nel CdA del Salone al posto di Giovanna Milella, promossa presidente da Fassino, e di Giulia Cogoli, scappata per salvarsi dalle grinfie di Milella ? Sono due nomine di competenza degli enti pubblici, ahinoi. Il Comune deve nominare il sostituto di Milella, la Regione quello di Cogoli. I due nostri zuavi si sono rimessi all'opera, strologandosi sui candidati. La Regione vorrebbe mettere Alberto Vanelli, e ciò avrebbe un senso. L'ex direttore ...

SALONE: DRAMMA E FARSA DI UN DECLINO

Milella e Cogoli: hanno litigato una sola estate La notizia è tutta qui: Giulia Cogoli rinuncia alla direzione del Salone del Libro, Chiamparino e Fassino richiamano Ernesto Ferrero perché salvi l'edizione del 2016, nell'attesa che la Fondazione chiarisca la situazione economica (il bilancio di previsione del 2015 segna un passivo di 900 mila euro) e trovi un nuovo direttore. Ferrero sabaudamente accetta: "All'appello della patria non posso che rispondere sì". E intanto la presidente ( e pensionata ) Giovanna Milella resta impavida al suo posto. Lo spettacolo per il circo mediatico L'epilogo del dramma satiresco si è consumato oggi alle 19, al termine di una pesantissima Assemblea dei Soci in seduta congiunta con il CdA del Salone: il circo mediatico che staziona da mo' davanti al civico 15 di via Santa Teresa viene convocato al secondo piano da un Chiamparino affacciatosi alla finestra come una bella tosa innamorata. Saliamo e ci troviamo di fro...