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CAVALLERIZZA E MUSEO DEL CINEMA: UN PO' DI SOLDI DAL MINISTERO

Sangiu ha firmato cinque decreti riguardanti il Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”, che si articola in “Riprogrammazione delle risorse finanziarie”, “Programmazione risorse residue annualità 2020”, “Programmazione risorse residue annualità 2023”, “Programmazione ulteriori risorse annualità 2023” e “Programmazione risorse annualità 2024”. Ecco i soldi destinati al Piemonte: Torino - Distretto centrale dei Musei di Torino: Cavallerizza Reale (5.844.633 euro); Casale Monferrato - Restauro dell'aereo Ansaldo A1 “Balilla” appartenuto al pilota di Gabriele D’Annunzio Natale Palli (794.512 euro); Oropa - Restauro del Santuario di Oropa (7.000.000 euro); Torino - Nuovo Museo del Cinema (3.000.000 euro). I quasi sei milioni per la Cavallerizza erano ampiamente previsti e attesi. Se ne parla da anni. Ovviamente sono spiccioli, rispetto ai costi previsti per il recupero , ma tutto fa. Davvero pochini anche i tre milioni per il restyling del Museo del Cinema ( foto ), progetto c...

LE GRANDI MOSTRE? PORTIAMOLE ALLA CAVALLERIZZA

Se lo lasceranno lavorare, Giovanni Carlo Federico Villa potrebbe davvero essere il direttore che risolleva le sorti di Palazzo Madama. Quest'apertura di credito non dipende da quanto GCF ha fatto finora, che non è molto e neppure eccezionale: d'altronde allorché ha preso servizio si è trovato un calendario bloccato da progetti già avviati (e talora mediocri come l'esposizione della più che modesta tavola di Ugo da Carpi). La prima prova del fuoco di Villa, dopo il buon balloon d'essai di Pompei, sarà la grande mostra sul Liberty della primavera prossima. Ancora non giudico GCF per i risultati; bensì perché mi dà l'impressione - rara di questi tempi a Torino - di avere una visione.  Me lo ha confermato uno scambio d'opinioni che abbiamo avuto qualche giorno fa mentre m'aggiravo per Palazzo Madama riflettendo sulle ambiziose aspettative e le ristrette prospettive di una Torino che arranca per tornare nell'empireo delle Grandi Mostre nazionali e internazi...

REFERENDUM E CAVALLERIZZA: LO SCONTICINO DI FINE STAGIONE

Con abile colpo di coda, i giapponesi della Cavallerizza hanno segnato un punto prima del fischio finale. I quattro irriducibili benecomunisti asserragliati in Sala Rossa sono riusciti, al penultimo Consiglio comunale, a far passare, e quasi all'unanimità ,  una delibera che riduce da 10 mila a 3334 le firme necessarie per ottenere un referendum abrogativo cittadino: così sperano di riuscire ad annullare tramite voto popolare il documento approvato a febbraio dallo stesso Consiglio, che dava il via libera al progetto pubblico-privato per il recupero della Cavallerizza. Ovvìa, uno sconticino del 66,6% non si nega a nessuno, per non fargli morire la speranza in core. Speranza assai flebile, d'accordo: ma pur sempre meglio che niente, e comunque un bel regalo d'addio per non far rimpiangere la consiliatura che troppo lentamente volge al termine. Nell'articolo di stamattina sul Corriere ( che potete leggere a questo link ) racconto nel dettaglio motivazioni, procedure ed e...

E CONTINUAVANO A RIAPRIRE GIARDINI

"Dopo una lunga attesa durata oltre cinque anni, i Giardini Reali riaprono nella loro interezza per tornare ad essere patrimonio dei cittadini e di tutti gli amanti di garden art d'autore. Con l’importante lavoro di restauro e rifunzionalizzazione della Fontana delle Nereidi e dei Tritoni nel Giardino di Levante, del muro di cinta dell’antica fortificazione e dei Bastioni si completa così la restituzione di uno dei luoghi più suggestivi della città...". E qui ho interrotto la lettura dell'aulico comunicato. Poffarbacco, mi son detto, sono davvero umili, a definire cinque anni di lavori "una lunga attesa". Cinque anni sono un'immensità di tempo nella vita di un bimbo, un attimo in quella d'un vecchio, ma un periodo breve in una città dove restauri e ristrutturazioni si calcolano sub specie aeternitatis, come i disegni d'Iddio e di Santa Madre Chiesa. Per dire, e solo restando nell'area del "centro di comando" sabaudo: ci son voluti 2...

REFERENDUM-CAVALLERIZZA: IN MANCANZA DI FIRME, CAMBIAMO LE REGOLE

La storia la potete leggere sul Corriere di oggi: a farla breve, i dissidenti cinquestelle ed ex cinquestelle vogliono un referendum che abroghi il piano per la Cavallerizza approvato in Consiglio comunale anche dai cinquestelle non dissidenti; ma per ottenerlo devono raccogliere diecimila firme; e adesso scoprono che c'è la pandemia e vorrebbero che le firme necessarie venissero ridotte di due terzi per scongiurare - sostengono, pensosi della salute pubblica -  "il verificarsi di assembramenti di persone e condizioni di contiguità sociale" . Sorvolano tuttavia sull'opzione della raccolta telematica, che esiste ed è già in funzione (con esiti non proprio esaltanti: 503 firme in due mesi...).  Posso dire? Lo dico: a me pare la furbata di chi non ce la fa a raccogliere le firme, e allora tenta la scorciatoia. Però io sono io, e non capisco niente dei raffinati meccanismi della democrazia. Quindi metto a disposizione dei lettori del blog gli strumenti per verificare e g...

OK ALLA CANDIDATURA EUROPEA, NON PASSA L'EMENDAMENTO DEGLI ULTIMI GIAPPONESI

Dopo quasi  due anni di lavori in Commissione, il rapporto conclusivo sulla candidatura di Torino a Capitale europea della Cultura nel 2033 è stato approvato ieri in Consiglio comunale quasi all'unanimità, con 38 voti favorevoli su 39 consiglieri presenti, e un solo astenuto. Manco a dirlo si è astenuto Damiano Carretto, un po' imbronciato perché, come previsto, il suo emendamento - che mirava a riaprire di straforo il discorso della "Cavallerizza senza privati" - è stato respinto tanti a pochi: ha ottenuto solo otto voti a favore, quello dell'estrema sinistra di Artesio, e i sette di Carretto e degli altri irriducibili cinquestelle o ex cinquestelle (Albano, Ferrero, Giacosa, Montalbano, Paoli e Pollicino). Astenuti Giovara (M5S) e Napoli ( ex FI, ora "Cambiamo" ). Ora gli irriducibili sperano in un referendum popolare per abrogare l'odiato piano per la Cavallerizza che il Consiglio ha deliberato lo scorso 2 febbraio dopo l'ennesimo psicod...

GLI ULTIMI GIAPPONESI DELLA CAVALLERIZZA

  Teruo Nakamura: per lui la Guerra Mondiale finì solo nel 1974 Come per Asterix nella Gallia di Cesare, o per gli ultimi giapponesi nelle giungle asiatiche, anche per un manipolo di irriducibili in Consiglio comunale la guerra non è mai finita. Mi riferisco alla guerra, fortunatamente incruenta, della Cavallerizza. A quei misconosciuti combattenti ho dedicato ieri un articolo sul Corriere. L'articolo è uscito sull'edizione cartacea, ma non è disponibile on line. Quindi lo ripubblico qui: ritengo doveroso eternare anche per il web la memoria degli ultimi guerriglieri di Torino. Rintanato nella giungla indonesiana, Teruo Nakamura fu l'ultimo soldato giapponese ad arrendersi, trent'anni dopo la fine della guerra.  Anche a Torino abbiamo i nostri Nakamura: una mezza dozzina di Irriducibili, consiglieri grillini o ex grillini schierati sempre e per sempre dalla parte dell'occupazione e contro l'ingresso dei privati nel recupero e gestione del malconcio complesso de...

CAVALLERIZZA, 6 ANNI PER UNA SCORREGGINA. FARSI FURBI, NO?

La giunta comunale ha finalmente approvato il Pur, ovvero il Piano unitario di riqualificazione, della Cavallerizza. L'ennesimo, in una pantomima che si stiracchia da tempo immemorabile: la famosa "occupazione" risale al 2014, ma le sventure recenti della Cavallerizza (dopo i bombardamenti e l'abbandono) erano già cominciate con l'uscita dello Stabile dal primo progetto di riutilizzo . E i primi tentativi di valorizzazione del bene risolgono addirittura agli anni Novanta, ai tempi dell'assessore Perone e della giunta Casellani. Fatevi conto del paese dove ci tocca di vivere. Ci hanno messo molto meno tempo i Savoia a costruirla, la disgraziata Cavallerizza. Adesso il Pur (ideale abbreviazione di Pur-chessìa, o Pur-ché Funzioni...) dovranno discuterlo nelle varie commissioni, e infine - chissà quando, chissà se - andrà al voto in Consiglio. I pasionari cinquestelle dei "beni comuni", da sempre filo-occupazione , voteranno di sicuro contro, già lo hann...

A CHE PUNTO E' LA NOTTE DELLA CAVALLERIZZA? UN POST SENZA COMMENTI

Per dovere di cronaca riporto (senza commenti, perché oggi non ho voglia di farmi il sangue marcio, e d'altronde ho già ampiamente illustrato il mio pensiero riguardo 'sto caravanserraglio malaminchiato ) il resoconto ufficiale della seduta delle Commissioni comunali sul cosidetto "piano alternativo" per la riqualificazione della Cavallerizza. Il Piano Unitario di Riqualificazione Alternativo (PURA) per la Cavallerizza Reale di Torino è stato al centro dei lavori della Commissione Urbanistica di oggi pomeriggio, riunita in seduta congiunta con la 1 e la 5.  PURA – hanno spiegato i rappresentanti di Assemblea 14.45 Cavallerizza Reale – nasce da un percorso di partecipazione che ha visto tanti professionisti confrontarsi per elaborare un’alternativa che potesse tener conto di tutte le particolarità che rendono unico questo patrimonio Unesco: “è l’alternativa reale, pubblica, tangibile e competente al PUR”. Al piano terra prevede funzioni pubbliche e un polo cultural...

OTTO MILIONI DI CALCI NEL CULO

Il calciator (poco) cortese: Damiano Carretto Otto milioni. Una cifra enorme, necessaria per gli interventi di restauro e sistemazione della Gam, che il Comune non ha. Motivo per cui la Città si è rivolta alla Compagnia di San Paolo... sperando di replicare quanto successo per il restauro della facciata di Palazzo Madama, finanziato da Fondazione Crt. ("La Stampa", Cronaca di Torino, sabato 22 febbraio 2020) "Per Compagnia di San Paolo ci andrebbe un bel calcio nel sedere". Il consigliere del M5S Damiano Carretto non usa mezzi termini. E dice quello che pensa a microfoni accesi, durante una commissione a Palazzo Civico. Argomento: la rinascita della Cavallerizza Reale , e la manifestazione di interesse della fondazione bancaria che vorrebbe costruire la propria nuova sede nella Manica del Mosca, con un investimento di oltre 24 milioni. In realtà, a puntare il dito è stata anche la capogruppo Valentina Sganga , contraria all’idea di vedere gli uffici di C...

LA CAVALLERIZZA BRUCIA, MA NIENTE PAURA, CI STANNO LAVORANDO

Appendino: "Stiamo lavorando per evitare episodi come quello di questa mattina". Nella foto: la giunta comunale al lavoro E alla fine il fuoco. I bagliori corruschi dell'ennesimo rogo della Cavallerizza illuminano sinistramente un Götterdämmerung  da poveracci che riassume in sé, con potente simbologia stracciona, l'abbandono, lo smarrimento, la vuotezza parolaia, il niente e così sia, il rassegnato crepuscolo di una città che lentamente muore. Una città che abbandona un suo bene artistico Patrimonio dell'Umanità all'arbitrio e alla licenza di pochi . Che poi io non ho mica capito bene la differenza fra questi occupanti della Cavallerizza e quelli che stavano al Moi. Il colore della pelle? Manco voglio ipotizzarlo. Dipenderà da come votano. L'alato dibbbattito Ad ogni modo, la Cavallerizza brucia e lorsignori ciarlano nella Sala dei Ciarloni, e saltano su un ingegnere incazzuso e una pasionaria fiammeggiante come la Cavallerizza, tali Carretto...

HERE E' OK, COMUNQUE LA PENSIATE SULLA CAVALLERIZZA

Premesso che: 1) Non ho cambiato la mia idea, o meglio la mia non-idea, sulla situazione della Cavallerizza, che continuo a considerare - comunque io la guardi - il monumento all'incuria e al pressapochismo torinesi; 2) I grandi progetti senza coperture economiche li lascio a chi è più intelligente di me che non progetto di comperarmi la Rolls dato che stento a mantenermi la Ypsilon;  3) Ho smesso da tempo di appassionarmi ai dibattiti (o peggio ancora alle mozioni) attorno a concetti come "alternativo", "autogestito", "fuori dall'ottica del sistema" e - new entries di successo - "dal basso", "partecipato", "condiviso" e "beni comuni"; 4) Sono troppo vecchio e cattivo per empatizzare con gli entusiasmi giovanili, o per portare i dreadlocks; e soprattutto 5) Ho smesso di interessarmi al futuro della Cavallerizza, e in generale di Torino, considerato che quel futuro io non lo vedrò. Tutto ciò premesso, ...

AFFINITA' E DIVERGENZE FRA LA CULTURA MADRILENA E LA CULTURA TORINESE

Chiara Appendino, con Paolo Giordana e Luca Pasquaretta, a Madrid si prodiga per gettare un ponte culturale fra le due città A me dispiace per Patrizietta. No, sul serio: oggi a Madrid presentava la sua Fundación Patrizia Sandretto Re Rebaudengo , filiale madrilena della Fondazione di via Modane, un evento davvero importante, e c'era la conferenza stampa e tutto il resto , e zàcchete, a distogliere brutalmente l'attenzione dei media torinesi salta fuori la barzelletta della invencible armada comunale che Patrizietta s'è rabastata al seguito nella trasferta in tierra spagnola . L'invencible armada alla conquista di Madrid Dacché si è casualmente appreso  che giusto giusto nel primo giorno del tormentato G7 torinese Chiarabella se la sarebbe squagliata a Madrid,  le opposizioni ci sono andate a nozze e le battute si sono sprecate (e beh, succede casino in piazza San Carlo e tu sei a Cardiff, minacciano casini in tutta la città e tu sei a Madrid... Ma che t'a...

MADAMINE, LO STABILE E' QUESTO: NUDO E CRUDO IN COMMISSIONE

In primo piano Valerio Binasco, al suo fianco Fonsatti Frequento le sedute della Commssione cultura per due motivi: intanto perché lo considero lo spasso più a buon mercato che un gentiluomo si possa oggi permettere nella Città dalle Molte Sfighe; e poi - in subordine allo spasso - anche perché capita di cogliere una discreta messe di notiziuole. Questo soprattutto in occasione delle audizioni di enti culturali o festival. Merito delle condizioni propizie. Da un canto abbiamo infatti i rappresentanti di enti e festival culturali. Essi ci tengono a far buona impressione ai consiglieri-commissari, e quindi s'adeguano all'antica saggezza popolare che consiglia di attaccar l'asino dove vuole il medesimo, e raccontano e si raccontano sottolineando gli aspetti dalla propria attività che immaginano più consoni all'alato sentire dei consiglieri-commissari. Attualmente le formulette magiche sono "periferie" (un po' in ribasso, comunque), la sempreverde ...