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Visualizzazione dei post con l'etichetta Alessandro Bianchi

BIANCHI E FONSATTI, NUOVA SQUADRA PER LO STABILE

Ripubblico qui il commento uscito ieri sul Corriere cartaceo (e non reperibile on line) a proposito del nuovo presidente del Teatro Stabile, Alessandro Bianchi ( foto ). I dati sul 2023 del Tst sono invece visibili a questo link . Le logiche delle nomine sono ben note, e di conseguenza la decisione di Lo Russo di nominare Alessandro Bianchi alla presidenza dello Stabile non poteva non farmi pensare a un risarcimento per lo scippo della direzione del Museo del Cinema. La vicenda è nota, e risale al 2016: Bianchi aveva vinto un regolare bando per la direzione, ma venne stoppato senza tanti complimenti da Appendino & Co perché - dissero con mirabile improntitudine - "troppo vicino al pd". All'epoca, per i cinquestelle il pd era il grande Satana; oggi non si sa. Alessandro Bianchi, che peraltro nel 2009 era stato chiamato al Maxxi di Roma dal ministro forzista Sandro Bondi, si beccò l'etichetta di "pidiota" e se ne fece una ragione, continuando altrove la s...

STABILE, SQUADRA NUOVA E BILANCIO RICCO

Ieri il neopresidente del Teatro Stabile, Alessandro Bianchi , e il direttore Filippo Fonsatti hanno presentato i risultati operativi del Tst nel 2023 (risultati ottenuti ancora sotto la presidenza di Vallarino Gancia). Era il primo incontro di Bianchi con i giornalisti, e le mie impressioni le racconto in un articolo sul Corriere (trovate a questo link ). Qui invece riporto tutti i dati, forniti dall'ufficio stampa, che descrivono uno Stabile in ottima salute. Il 2023 è stato un anno di grandi soddisfazioni per il Teatro Stabile di Torino: ai tanti riconoscimenti artistici sono corrisposte ottime prestazioni sul fronte della produttività, della partecipazione del pubblico e dei ricavi. La progressione è ancor più significativa considerando che non solo si conferma il trend positivo registrato nel 2022, ma riporta dati che in molti casi superano quelli del 2019, registrando risultati mai raggiunti nella sua storia per alzate di sipario, recite prodotte e coprodotte, ricavi delle ve...

A VOLTE RITORNANO: LO RUSSO PIAZZA BIANCHI ALLO STABILE

È Alessandro Bianchi il nuovo presidente del Teatro Stabile. Succede a Lamberto Vallarino Gancia in carica per due mandati, dal 2015 a oggi. Bianchi è stato designato dal sindaco Lo Russo. Una rivincita, per Bianchi, dopo lo smacco del 2016, quando - pur avendo vinto il regolare bando - si vide stoppare la nomina alla direzione del Museo del Cinema perché "troppo vicino al pd", come spiegarono senza vergogna gli allora padroni del vapore Appendino & C che gli preferirono Mimmo De Gaetano.  Peraltro, è evidente che Bianchi è molto caro al pd, come dimostra la sua carriera: 47 anni, laureato in Filosofia con Vattimo, è stato segretario generale della Fondazione Sandretto, per poi trasferirsi al Maxxi di Roma, sempre come segretario generale , per volontà di Giovanna Melandri. Richiamato a Torino, regnante Fassino, dall'allora presidente della Fondazione Cultura Angela Larotella, un'altra sua estimatrice, con un contratto a progetto per il fundraising a mezzo fra l...

STORIE DI EXPATS: ALESSANDRO BIANCHI GENERAL MANAGER DI HANGAR BICOCCA

Alessandro Bianchi: non va bene per Torino, ma per la Pirelli sì Vi ricordate di Alessandro Bianchi? E' quello che, in base al risultato del primo bando, doveva diventare direttore del Museo del Cinema; ma i cinquestelle posero il veto perché lo consideravano "troppo vicino al pd" .  Non che ne avessero diritto: lo fecero e basta, precipitando il Museo in una crisi di governance durata tre anni. In effetti di Bianchi - che aveva mosso i primi passi alla Fondazione Sandretto per poi passare al Maxxi di Roma -  s'era parlato come di un possibile assessore alla Cultura in caso di vittoria di Fassino nel 2016. Poi Fassino ha perso, e Bianchi è finito nella lista di proscrizione dei nuovi padroni. Quando si dicono le coincidenze. L'altro giorno dedico un articolo alle avventure degli expat torinesi: gente alla quale, a prescindere dalle loro capacità, la bassa macelleria politica locale ha sbarrato le porte; sicché sono andati altrove a sfruttare quei talenti ...

MUSEO DEL CINEMA: IL COMUNE HA VINTO, MA TOFFETTI NON CI STA

Sergio Toffetti si dimette L'hanno fatto di nuovo. S'era appena risolta, bene o male, la crisi istituzionale del Regio, e già tocca al Museo del Cinema, dove il barometro segna tempesta. E sempre per il solito motivo: le ingerenze della politica. Il presidente del Museo Sergio Toffetti, in carica da maggio 2018 , ha pronta la lettera di dimissioni che spedirà domani, lunedì. Così Chiarabella ha imposto De Gaetano Toffetti se ne va in seguito allo scontro sulla nomina di Domenico "Mimmo" De Gaetano alla direzione della Mole . L'altro giorno il Comitato di gestione del Museo, presieduto da Toffetti (in quota Regione) e composto dai rappresentanti del Comune, di Gtt e delle due Fondazioni bancarie, non ha trovato un accordo. Erano rimasti in lizza, dopo la selezione affidata alla società di head hunting Key2People , due candidati: De Gaetano, appunto, sostenuto dai cinquestelle del Comune, e Luca Beatrice, critico e curatore d'arte ed ex presidente del...

IN CERCA DEL DIRETTORE: NON C'E' DUE SENZA TRE, AL MUSEO CI RIPROVANO

Il presidente Sergio Toffetti Ci riprovano, per la terza volta. Fosse mai che prima o poi riescano a dare un direttore al Museo del Cinema, che ne è privo dal dicembre del 2016 . Il primo tentativo fallì perché il prescelto, Alessandro Bianchi, non era di gradimento del Comune pentastellato in quanto "vicino al pd" . Ritentarono nel 2018 e quella volta scelsero Alessandro Moreschini, che rifiutò per non perdere il suo sicuro impiego statale : s'era candidato, poi s'è fatto due conti in tasca e ha rinunciato.  La farsa finora ci è costata 81.254 euro in inutili bandi curati da agenzie specializzate. Stavolta il presidente del Museo Sergio Toffetti ha promesso un bando snello e low cost e a quanto pare ha mantenuto l'impegno: il nuovo avviso per la selezione del direttore è stato pubblicato oggi sul sito del Museo del Cinema ( eccolo qui ) e delinea la figura di un manager con specifiche competenze in campo cinematografico, compresa l'organizzazione di fes...

CORNUTI E MAZZIATI: 81 MILA EURO NEL CESSO E NEPPURE UN DIRETTORE

Museo del Cinema: 81 mila euro immolati al moloch del bando per il direttore Sul Corriere di oggi ho pubblicato una pacata riflessione sul Potere e sui danni che può produrre non tanto la prepotenza del Potere in sè - la prepotenza è connaturata al Potere: anche personcine ammodo diventano prepotenti non appena acchiappano il Potere, come diventerebbero pustolose se acchiappassero la varicella - quanto la prepotenza del Potere esercitata da chi non la sa esercitare.  La tesi dell'articolo è che il potente, per fare anche il prepotente com' nella sua natura, deve averci il fisico, le palle e pure un pizzico di talento. Sennò resta un quaquaraquà che tenta di fare il prepotente ma è soltanto ridicolo. Nell' articolo sul Corriere porto ad esempio la farsaccia del Museo del Cinema, che da due anni non riesce a darsi un direttore per via di una sequela di sfortunati eventi generati da un iniziale, malaccorto esercizio della prepotenza da parte di un Potere non attrezza...

E ANCHE OGGI NIENTE DIRETTORE. LA PANTOMIMA DEL MUSEO VA AI TEMPISUPPLEMENTARI

Sì, ma quando? Anche oggi è andata a buca: il Comitato di gestione del Museo del Cinema ha rinviato la decisione sul direttore. Domani ci riprovano Ooops, they did it again. Ci risiamo. Contrariamente a quanto scrivevo stamattina con baldanzosa e mal riposta sicurezza , anche oggi il Museo del Cinema non avrà un direttore. Il Comitato di gestione, convocato all'una e mezza, è stato riaggiornato a domani pomeriggio.  E non perché i nostri eroi temessero di perdersi la partita di Champions. La decisione è stata rinviata perché non c'è accordo sul nome del prescelto. Notate, dopo lunga e accurata selezione, ne sono rimasti soltanto due, di candidati: Alessandro Moreschini, direttore amministrativo dell'Accademia Albertina e componente del CdA del Consorzio delle Residenze reali per nomina regionale; e il giornalista Carlo Antonelli, già direttore di Wired. Si tratta di figure manageriali, non di personalità del cinema o comunque note. Tra questi due il Comitato di gest...

MUSEO DEL CINEMA: 627 GIORNI SENZA DIRETTORE, 172 PER SELEZIONARLO. TOFFETTI OTTIMISTA: "ENTRO IL 26 LO NOMINIAMO"

Sergio Toffetti, presidente del Museo Ieri dal Museo del Cinema mi è arrivata la notizia che il film di chiusura della 36esima edizione del Torino Film Festival (23 novembre – 1 dicembre) sarà "Santiago, Italia" di Nanni Moretti. Il che significa - a fil di logica - che anche quest'anno al Festival ci sarà Nanni Moretti. Ma la comunicazione dell'ufficio stampa ha avuto un effetto collaterale: mi ha fatto ricordare che al Museo manca ancora un direttore, e che questa storia sta diventando stucchevole. Con il vostro permesso, la riassumo: 1)  abbiamo un Museo del Cinema senza direttore dal dicembre 2016 ; 2) per sostituire Alberto Barbera, in scadenza e per di più  sgraditissimo a Chiarabella , il 20 giugno 2016 venne pubblicato un bando che costò la bellezza di 51 mila euro ; 3) l'iter post-bando fu lento e pasticciato , con misteriosi rinvii e tentennamenti sospetti; 3) alla fine, il 12 dicembre 2016, dopo 175 giorni di dolorosa gestazione, il candi...

C'ERA QUESTO C'ERA QUELLO: IL SOLITO PEZZO MONDANO SULL'INAUGURAZIONE DI MITO

Poi ieri sera ci sono andato, al concerto inaugurale di MiTo: sapete, fa tanto "inizio di saison" per la modesta mondanità torinese; e mi solletica sempre l'insana curiosità di rivedere le solite facce, e annusare l'atmosfera, così da trarre auspici per l'autunno che verrà. In realtà non servono arti d'auruspice per prevedere la mala ventura; essa è nei fatti, nelle cose e nelle persone. Però almeno la prima sfiga di stagione s'è risolta in positività: perché è senz'altro un sintomo di sfiga immanente che al primo concerto di MiTo la violinista ospite Julia Fischer si becchi una bronchite devastante e dia forfait; ma è positivo che in un battibaleno i Campogrande's boys recuperino un sostituto come Sergej Krilov, che ieri sera ha spaccato alla grandissima con la Royal Philarmonic Orchestra diretta da Marin Alsop, e ha tirato giù il teatro in un'alluvione di applausi e bis. Meno significativa sotto il profilo artistico, rispetto all'asse...

IL MITO, LA TORTA E NIENTE GUERMANTES: LE AVVENTURE DI UN CRONISTA MONDANO

Settembre Musica compie quarant'anni: nel segno della concordia istituzionale si impegnano nel taglio della torta gli ex assessori Alfieri, Perone e Marzano, i sindaci ed ex sindaci Novelli, Appendino e Chiampa, l'assessore Leon La descrizione della serata dai principi di Guermantes occupa un centinaio di pagine nella classica edizione della Nue; io ci ho messo una settimana per leggerle, e non so quanto Marcel Proust per scriverle. Ma tante parole, e tanto complesse, per raccontare la serata d'inaugurazione di MiTo si risolverebbero in una pura perdita di tempo per chi scrive e per chi legge, considerato che ieri sera al Regio, come al solito, non v'era traccia dei messieurs de Charlus né delle Orianes de Guermantes; al limite qualche madame Verdurin, quelle non mancano mai; e insomma, il problema non si pone, soprattutto poiché io non sono Marcel Proust. Però, non per vantarsi, personaggetti ne abbiamo pure noi qui in paese, e così ieri alle sette, appena entrat...

IL GIORNO DELLA VERGOGNA

"Non è che una bugia raccontata tre o quattro volte diventa verità"  ( Chiara Appendino in Consiglio comunale, 15 giugno 2015 ) Il celebre dipinto "Cicerone accusa Catilina". Solita situazione, solito quadro: cambiano i protagonisti, ma la storia non ha nascondigli E' stata davvero una scena triste e miserevole, quella cui ho assistito ieri in Consiglio comunale. Si discuteva l'interpellanza generale sulla mancata nomina del direttore del Museo del Cinema . E la situazione era identica nei modi e nei motivi, pur con diversi protagonisti, a quella che s'era consumata in quella stessa sala un anno e mezzo fa, quando il consigliere d'opposizione Chiara Appendino si scagliò con la veemenza della coscienza pura contro l'assessore Braccialarghe, stigmatizzando gli impresentabili maneggi per la nomina del direttore del Mao. Andate a rileggervi la cronaca di quel 15 giugno , giorno di vergogna: anche lì un bando trasformato in carta da culo, ...

RIDOLINI RULES: COME SI AMMAZZA IL MUSEO DEL CINEMA

Alberto Barbera: ciau Turin, io vado via Clicca qui per la colonna sonora Ricevo e sghignazzando (per non piangere) pubblico: Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana di Torino chiude il 2016 con 690.000 visitatori, l'8% in più rispetto al 2015. Un risultato lusinghiero che premia il Museo come una delle realtà culturali più importanti e attrattive della nostra città e della nostra regione ( questo non c'entra un belino, ma mettiamolo prima così mascheriamo la malefatta: in realtà confermiamo di essere degli sciagurati che devastano un gioiello come il Museo solo per il gusto di affermare la loro insipienza, NdG ). Il Comitato di Gestione del Museo, riunitosi in data odierna, prende atto con grande soddisfazione dell'avvenuta designazione, a membri del Comitato di Gestione, dell’avv. Annapaola Venezia, Vice Segretario Generale della Fondazione CRT, e del dr. Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato di RaiCinema , rispettivamente da parte della stessa Fon...