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Visualizzazione dei post con l'etichetta Maurizio Marrone

LA VERSIONE DI MARINA

Due cose almeno devo riconoscere a Marina Chiarelli, assessore regionale (anche) alla Cultura oltreché a Turismo e Sport: a differenza di altri non si sottrae al confronto; e si presenta preparata. La cerco per l'intervista e il giorno dopo è pronta, armata di un malloppo d'appunti. Ma anch'io ho studiato, e le rubo la risposta alla domanda più prevedibile, quella sui tagli alla Cultura nel bilancio di previsione per il 2025, denunciati dalle opposizioni: «Assessore, le faccio risparmiare tempo: ho visto le carte», la anticipo. E le espongo la questione così come l'ho capita. E cioè che è vero, come dicono Cirio e Tronzano, che il bilancio previsionale per il 2025 destinerà «al sistema delle iniziative culturali 107,7 milioni, quasi 8 milioni in più» rispetto al 2024. Ma è anche vero, come dice l'opposizione, che di quei 107,7 milioni circa 43 sono fondi Pnrr destinati a interventi strutturali: nel 2024 le stesse voci cubavano complessivamente 15,7 milioni, sempre d...

EGIZIO, MA GUARDA CHI SI RIVEDE

E a mo' di regalo natalizio eccovi, per chi se lo fosse perso, un simpatico articolo uscito ieri sul Corriere ma al momento non disponibile on line: Anche a far la cosa giusta, scontenterai sempre qualcuno. Il ministro Giuli ha fatto la cosa giusta confermando per altri quattro anni Evelina Christillin alla presidenza del Museo Egizio: ha così preservato l'accoppiata vincente con il direttore Christian Greco, il quale con ogni probabilità sarebbe emigrato verso altri lidi qualora alla presidenza si fosse ritrovato qualche personaggio molesto o dannoso. Decisione di buon senso che – una volta tanto – ha visto il merito (e il consenso dell'opinione pubblica) prevalere sulle camarille della bassa macelleria politica. Fatalmente, però, la decisione di Giuli è andata di traverso ai disistimatori del team Chris & Chris, nonché – relata refero - ad alcuni capataz  locali che avevano già promesso la poltrona di Christillin a qualche famiglio servizievole. Quanto ai disistimator...

"INTELLETTUALI" DA TALK SHOW

Uscito sul Corriere del 25 settembre (ma sempre valido) e non disponibile on line Tutto secondo copione. Il fratello d'Italia e assessore regionale Maurizio Marrone ( foto ) s'inventa un festival, «Giovani Adulti» , già alla seconda edizione (della prima non s'era accorto quasi nessuno) e finanziato dalla Regione con 100 mila euro  (proprio tanti tanti, per una «iniziativa culturale» di soli tre giorni e con questi ospiti...) , con un direttore (Francesco Borgonovo), e ospiti (Giuseppe Cruciani, Beatrice Venezi, Francesco Giubilei, Maurizio Belpietro, Mazzai il prete tiktoker...) in larga maggioranza attribuibili alla destra. Per conseguenza pavloviana, la sinistra protesta e grida all'indottrinamento neofascista. È il logico contrappasso per il prode Marrone, mille volte insorto a stigmatizzare mostre , direttori , festival e quant'altro di culturale gli puzzasse di sinistrorso, gender fluid, centrosociale . S'ha da campà, e ciascuno recita la sua parte in c...

E VENNE IL GIORNO DEL SANGIU SHOW

Tutti zitti, Sua Eccellenza contempla. Il magic moment di Sangiu rapito dalla fontana della Venaria Lavori in corso: la mostra ieri Dovrò tornare alla Reggia di Venaria per godermi la vera mostra dei capolavori di Capodimonte . Quella vista ieri era un work in progress, con gli operai che davano gli ultimi tocchi all'allestimento; oltretutto mancavano ancora alcuni quadri, fra cui la "Crocifissione" di Caravaggio che per me da solo vale l'intera mostra. Mostra che aprirà soltanto il 29 marzo. Ieri è stata soltanto una pia rappresentazione a beneficio del ministro Gennaro Sangiuliano, che il 29 ha altri impegni però ci teneva alla passerella. Meritata, peraltro: pare sia stato lui a volere che la mostra di Capodimonte, reduce dalla tournée al Louvre, arrivasse alla Venaria. Di ciò gli sian rese grazie, benché personalmente io detesti venire arruolato - insieme a un nugolo di giornalisti, fotografi, autorità civili e militari e culturali, soliti noti, barbapapà e mazzab...

MARRONE SERVE: PORTA FORTUNA

Il fratello d'Italia Maurizio Marrone è da tempo immemorabile un'assidua presenza in questo blog . Io lo adoro: dopo la scomparsa della Premiata Compagnia Appendinica è rimasto il solo personaggio del teatrino politico subalpino capace di animare una recita che, dal mio punto di vista, s'è fatta alquanto banale e ripetitiva. Meno male che Marrone c'è, e mi regala di tanto in tanto  il colpo d'ala, la gag geniale, la trovata da applauso a scena aperta . Mi corre quindi il dovere di esprimere il mio apprezzamento per lo slogan elettorale marroniano che da qualche giorno campeggia sui manifesti in giro per Torino: "L'assessore che serve". In effetti Marrone serve. E non alludo a certi meme malignazzi ( tipo "serve Putin" ). Marrone serve davvero, nel senso che è utile, e non soltanto a me, perché porta buono: serve perché una sua parola può costruire delle fortune, come dimostro nell'articoletto che ho pubblicato ieri sul Corriere e che - no...

LA SAI L'ULTIMA DI MARRONE?

Maurizio Marrone ne ha sparata un'altra delle sue. Il talentuoso fratello d'Italia stamattina - presentando il "suo" festival "Radici" - se n'è uscito con un'altra delle sue stravaganti intemerate. A quanto riportano le gazzette (io non c'ero, in questi giorni purtroppo ho altri pensieri per la testa) ha dichiarato: " Il caso Zaki è il primo corto circuito del corso pop del nuovo Salone: quando la politica lascia campo libero al mercato succedono questi inconvenienti. Se ci fosse stato un direttore diverso, ad esempio la Loewenthal, non credo che sarebbe successo. Dico solo che il Salone doveva iniziare al Sermig e invece inizia in un ex centro sociale". Non mi stupiscono le nostalgie marroniane per il MinCulPop - che era una roba per niente pop - con quel "quando la politica lascia il campo libero...", che guarda, Marrone, più certa politica lascia il campo libero, ovvero si leva dalle balle, tanto meglio è. Ma l'intera...

CASSIODORO E I SUOI FRATELLI

Un tè coi Savoia in un dipinto di Guttenbrunn del 1787, alla vigilia della Rivoluzione Non posso tacere della mostra "Sovrani a tavola" , inaugurata alla Reggia di Venaria; né d'altronde sono disposto a tradire la mia vocazione di scansafatiche con un lavoro altrimenti evitabile. Per cui me la cavo ripubblicando qui il piccolo commento uscito ieri sul Corriere, che non è reperibile on line. Non parlo della mostra in sé, ampiamente illustrata su giornali e siti, ma mi limito a evidenziarne alcuni aspetti curiosi trascurati dai media.   È da vedere, la mostra “Sovrani a tavola” alla Venaria: perché è bella, perché è interessante, perché è scientificamente ineccepibile, ben curata, esauriente e ottimamente allestita. E anche perché solo un robusto afflusso di pubblico consentirà al Consorzio delle Residenze Sabaude di recuperare l'ingente investimento: oltre un milione di euro, infatti, fa di “Sovrani a tavola” la mostra più costosa della direzione di Guido Curto, e a me...

LE RIVELAZIONI DI SANGIU: "GRECO NON HA DECIFRATO LA STELE DI ROSETTA". E ADESSO DIREI CHE BASTA

È una storia da dimenticare È una storia da non raccontare È una storia un po' complicata È una storia sbagliata Cominciò con la luna sul posto E finì con un fiume di inchiostro È una storia un poco scontata È una storia sbagliata La ridicola pantomima è finita com'era cominciata, sempre con un tizio che giudica un egittologo senza sapere un cazzo d'egittologia. Il fratello d'Italia laureato in giurisprudenza Maurizio Marrone pontifica che Christian Greco è un egittologo scarso , e - dopo una settimana di silenzi imbarazzant i, strepiti da lavandaie e minchiate alla membro di segugio  blaterate da una scelta schiera di perdigiorno presenzialisti e critici col ciuffo - un altro fratello d'Italia, il giornalista Gennaro Sangiuliano, sancisce che no, Greco è "un apprezzato egittologo" benché - sfigatone! - "non abbia decifrato la stele di Rosetta" (questo è un capolavoro comico, non siete d'accordo?).  Il presidente della Regione Cirio s'a...

MARRONE AD ALZO ZERO: CHRISTIAN GRECO? PER L'EGIZIO CI SONO FIGURE PIÙ QUALIFICATE

Questo blog ha sempre riservato una doverosa attenzione alle imprese dell'esuberante fratello d'Italia  Maurizio Marrone, che negli anni s'è segnalato per straordinarie alzate d'ingegno nel vasto e affascinante mondo della cultura, dalle creative battaglie contro l'arte "blasfema"  alle intemerate contro il patrocinio a Cinema Gay , dagli scontri con la sintassi  agli scontri con Paratissima , dalle controversie sui fumetti alle controversie sui libri ( sul Salone del Libro, per la precisione ).  Sono personalmente convinto che Marry, pur disponendo nel governo regionale di un numero imponente di deleghe , in realtà ambisca da sempre all'assessorato alla Cultura. Opinione mia, ma corroborata da alcuni fatti significativi, tipo la nascita sotto la sua ala protettrice di ben due nuovi festival - "Giovani Adulti" e "Radici".  A questo punto, m'è sembrato giusto chiedere lumi al diretto interessato. Marry, benché notoriamente rifu...

RIMPASTO IN REGIONE, LA CULTURA LA SFANGA

E' andata bene, c'è stato il rimpasto in Regione e Albertone Cirio è riuscito a tacitare le voglie di Fratelli d'Italia mollando  a  Maurizio "Marry" Marrone , che da sempre scalpita per avere la Cultura, la delega al Welfare già nelle mani leghiste dalla Caucino: quest'ultima si consolerà con la nuova e meravigliosa delega al Welfare degli animali ( tutto vero ). E' andata bene, s'intende, per la Cultura; stento a immaginare, ma sarei curioso di sapere, cosa ne avrebbe fatto il filoputiniano Marry , indefesso sculacciatore di storici impertinenti , insonne fustigatore dei costumi , ispirato   teologo ,  fine critico d'arte   e  a sua volta artista creativo ,  incompreso crociato dei diritti delle donne  ed  e sperto di toponomastica ,   baluardo dell'ortodossia di genere  nonché  impavido condottiero anti-zecche . Di certo il vispo Marry avrebbe regalato un vivace frisson a quanti oggi lamentano l'andamento lent...

CHE FAI, LO SCULACCI? LE "INEVITABILI CONSEGUENZE" DELLA TEMPESTA MARRONE

Cittadini monelli: quando la misura è colma, arrivano le sculacciate Posso dire? Adesso mi fanno proprio cagare. Ma tanto. Non che prima li stimassi un granché; eppure, nell'a rco di appena tre giorni, una straordinaria congiunzione astrale di pisciate fuori dal vaso ha fatto sì che la mia considerazione della sedicente classe politica locale precipitasse ai livelli dove usualmente relego i batteri dell'escherichia coli. Prima le bischerate di un consigliere comunale di destra, quindi le indignazioni pavloviane di sinistra, e infine le intemerate fuori tempo dell'area ex cinquestelle, mi hanno regalato, sommando minchiate a minchiate, la suggestiva foto di gruppo di una compagnia di giro a dir poco imbarazzante per chi li vota e li paga - ovvero i cittadini tutti. Mancava, in un così nobile coro, il tenore di Fratelli d'Italia Maurizio Marrone, assessore regionale dalle molte deleghe fra cui l'Emigrazione ma da sempre aspirante alla Cultura. Marrone è un uomo dal...

IL CIRCOLO COMPIE 15 ANNI (E MARRONE MI SPIEGA LA REALPOLITIK)

Nella sala grande del Circolo dei Lettori con i banchi (senza rotelle)  come a scuola: di sicuro, la conferenza stampa più stravagante che mai mi sia capitata.  Beh, ricordo ancora quella di Zucchero per il lancio di "Miserere" in una specie di ex-convento, quando i creativi dell'ufficio stampa invitarono i giornalisti a indossare il saio da monaci per fare "atmosfera" (ovviamente io li sfanculai: era necessario precisarlo?).  Però il Circolo dei Lettori ha stile e garbo pure nelle stravaganze, e ieri mi ha divertito la trovata dei banchi. In fondo era una specie di primo giorno di scuola anche in via Bogino, dopo la chiusura estiva, e come nelle scuole si festeggiava il ritorno in presenza, e quindi c'erano i banchi come in classe e c'era la narrazione del preside(nte) Giulio Biino e la maestra (direttrice) Elena Loewenthal che raccontavano il programma e le novità del Circolo che è arrivato alla boa dei quindici anni (dio mio, come vola il tempo quando...

LE STRANE COMPAGNIE DI PAOLO DAMILANO

  Paolo Damilano A volte mi scappa di scrivere di politica. Mi perdonino lorsignori, ma è come nella barzelletta dei pomodorini e lo stronzo : dopo un po' che i politici fanno gli stronzi, avrò pure il diritto, io povero stronzo, di fare il politico... Quindi sul Corriere di oggi mi sono concesso il lusso di alcune modeste considerazioni sulla candidatura dell'amico Paolo Damilano a sindaco di Torino per il centrodestra, alla luce di alcuni comportamenti  (a mio avviso deprecabili e di certo inconciliabili con lo stile di un gentiluomo) di taluni che dovrebbero essere i suoi compagni di strada. Questo è il link al mio articolo uscito stamattina https://torino.corriere.it/politica/21_marzo_13/migliori-intenzioni-compagnie-stonate-candidato-damilano-38091ab8-843e-11eb-ae38-084646f2f8da.shtml