Ho ben poco da scrivere a proposito di "Tutta mia la città" , a meno di non cadere nella facile ironia sulla scelta di battezzare un cartellone estivo che si vorrebbe altamente innovativo con il titolo di una canzone dell'Equipe 84 del 1969 . Poteva comunque andare peggio, potevano chiamarlo come una canzone di Irene Grandi del 2007 . Quanto all'innovazione, sarò ottuso io ma stento a distinguere "Tutta mia la città" dal solito cartellone di spettacolini nei parchi e nelle piazze dei quartieri cittadini, promossi più o meno convintamente dalle circoscrizioni: tarde e stanche continuazioni dei mitizzati Punti Verdi . Non che ciò sia un dato negativo: da sempre le amministrazioni torinesi hanno, con varia convinzione e varia metodologia, incentivato la diffusione in città di tali occasioni di "spettacolo sotto casa", per larga parte della popolazione unica alternativa culturale estiva al chioschetto delle angurie. Ormai non sono un fattore di ...
L'ANSiA della cultura torinese