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Visualizzazione dei post con l'etichetta Stefano Zenni

NOMINE: ISAIA E ZENNI CONFERMATI, MINOJA NEW ENTRY

Quando si dice una notizia scontata. Dal Comune fanno sapere che "il consiglio di amministrazione di Fondazione per la Cultura, presieduto dal sindaco Stefano Lo Russo, ha confermato Alessandro Isaia come segretario generale della Fondazione per il prossimo triennio". E fin qui, tutto secondo copione: era logico confermare Isaia, che nei cinque anni del suo primo mandato s'è quotidianamente immolato nell'improba impresa  di assecondare e dare un senso anche alle più strampalate invenzioni (dal Jazz Festival a Todays, a Exposed ) dei suoi referenti, sindaci e assessori di turno. La forza dei nervi distesi, indispensabile complemento di un'esperienza di lunga data nel management culturale, gli ha consentito di guidare con la massima dignità possibile il carrozzone inventato nel 2008 da Fassino per promuovere "la raccolta di fondi da erogare a favore di iniziative culturali" (qui la competenza passa a "Chi l'ha visto?") e "la diffusione...

TJF: LE DUE MOSSE VINCENTI

Oggi Stefano Bollani chiude il Tjf2023 Termina oggi, con due concerti esauritissimi di Stefano Bollani, l'undicesima edizione del Torino Jazz Festival . Ripubblico qui il commento uscito ieri sul Corriere, e non disponibile on line. Pare – dico pare – che stavolta, all'undicesima edizione, il Torino Jazz Festival abbia trovato finalmente la giusta alchimia. È cominciato sabato 22 e terminerà domenica 30, ma già lunedì scorso  – in un crescendo di continui sold out - gli incassi veleggiavano attorno ai 115 mila euro: ben oltre l'obiettivo dei 110 mila per l'intera manifestazione prudentemente preventivati da Alessandro Isaia, segretario generale della Fondazione Cultura che organizza il Festival. Ma non è soltanto una questione di numeri. Bene o male, il Tjf il suo pubblico lo aveva anche in passato. E ci mancherebbe altro, con quel che costa: anche quest'anno il budget è di 650 mila euro, cifra che non basterà a farne un mega-evento tipo Umbria Jazz, ma che, almeno...

LE PANTOMIME DI UN FESTIVAL SENZA PACE

Zenni 2, il Ritorno. Un nuovo episodio della tormentata saga del Tjf Come promesso, ho finalmente scritto il commento sul ritorno di Stefano Zenni alla direzione del Tjf : lo trovate sul Corriere di oggi, e anche a questo link . Ve lo consiglio: non perché l'ho scritto io, bensì perché è pieno di siparietti e retroscena pittoreschi. Ma qui, agli affezionati lettori del blog, offro pure un extra bonus per trascorrere in letizia un sabato che si preannuncia uggiosetto: una selezione di post del passato per ripercorrere le tragicomiche vicende del più sfigato, tormentato e sinistrato festival dell'intera storia dei festival torinesi - pur pullulante di sfighe, tormenti e sinistri.  Cominciamo con un post ( https://gabosutorino.blogspot.com/2018/02/loghi-internazionali-doppi-direttori-e.html ) del febbraio 2018 che, oltre a un repertorio comico degno del Bagaglino dei tempi d'oro (vi raccomando la foto in cui Appendino suona il sax e Leon la tromba), offre un'accurata ricos...

TORINO JAZZ, TORNA ZENNI

  Stefano Zenni Vi risparmio le facili facezie sulle minestre riscaldate; e vi risparmio pure considerazioni più serie sulle nomine e la politica - nello specifico sulle nomine nelle istituzioni culturali. Per quest'ultimo punto vi rimando al commento uscito sul Corriere ( questo è il link ). Qui mi limito alla notizia nuda e cruda: Stefano Zenni è il nuovo direttore del Torino Jazz Festival (nuovo si fa per dire, l'aveva diretto dal 2013 al 2017, quando fu messo alla porta da Appendino & Co... ). Succede a Giorgio Li Calzi e Diego Borotti, che però nel comunicato del Comune, che qui sotto riproduco, manco vengono citati né tantomeno ringraziati con le solite formulette in uso quando si dà il benservito a qualcuno. Un tocco di signorilità davvero notevole.  Stefano Zenni è il nuovo direttore artistico del Torino Jazz Festival. È stato nominato a seguito di una selezione tramite manifestazione di interesse pubblicata il 16 settembre scorso dalla Fondazione per la Cultura T...

ZENNI, AMARO ADDIO. PER IL JAZZ "CAMBIO DI DIREZIONE POLITICA"

Direzione politica. Il nuovo direttore indica alle masse i gloriosi destini del Festival Jazz Ma è mai possibile oh porco d'un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi... (De Andrè-Villaggio, "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers") Adesso comincia il teatrino della successione a Narrazioni Jazz. Dopo che il piccolo e innocente Gabo ha rivelato, giovedì scorso 12 ottobre, data della scoperta dell'America, che sora Leon armeggiava per mettere alla porta il direttore Stefano Zenni , sono successe alcune cose buffe. Dopo averci pensato su il giusto, sabato 14 ottobre alcuni giornali hanno ripreso paro paro la notizia, beninteso senza citare la fonte. E così, avendolo scritto pure i giornali, Zenni ha deciso di dire la sua su Facebook, e stamattina ha pubblicato due post. Uno di assortiti ringraziamenti e saluti , e va bene così. L'altro, però, è più interessante . Vale la pena di leggerlo: L'addio di Zen...

NARRAZIONI JAZZ SENZA PACE, CERCANO UN NUOVO DIRETTORE

Zenni fra Appendino e Leon alla presentazione di Narrazioni Jazz lo scorso aprile Narrazioni Jazz cambia ancora , dopo il suo primo, incerto exploit . A quanto mi risulta da fonte credibile, sono cominciate  in gran segreto le manovre per sostituire il direttore storico Stefano Zenni, sopravvissuto per un solo anno alla morte del Torino Jazz Festival.  Spero che, nel caso, abbiano avuto la decenza di dirglielo. A lui va comunque l'onore delle armi: ha fatto quel che poteva, ma ormai poteva ben poco .  In effetti Narrazioni Jazz avrebbe deluso persino i suoi inventori comunali . L'assessore Francesca Leon, in ossequio  allo stravagante concetto di trasparenza che vige a Palazzo Civico,  si è presa ben guardia dal rispondere alle mie lecite domande , quindi non sono in grado di dire con esattezza quale sia il bilancio reale della prima edizione di Narrazioni Jazz, quale ROI abbia avuto, e quali siano state le "ricadute sul terriorio" dell'operazione costata...

NARRAZIONI JAZZ: POCHE CIANCE, E FUORI IL ROI

Ieri si è chiusa la prima edizione di Narrazioni Jazz.  La Fossa delle Marianne della grafica pubblicitaria: il manifesto di Narrazioni Jazz Pochi se ne sono accorti. Nella tarda serata di ieri il volonteroso ufficio stampa del Comune ha diffuso il comunicato di prammatica, che parla di una generica "grande partecipazione diffusa in tutta la città". Di dare un paio di dati - ad esempio i biglietti venduti per i concerti a pagamanto - manco a parlarne. "Grande partecipazione diffusa" doveva essere, e grande partecipazione diffusa sia.  Io, a dire il vero, in questi giorni la "grande partecipazione diffusa" l'ho vista per il Salone, non per Narrazioni Jazz. La mia panettiera l'altra mattina mi ha parlato del Salone, non di Narrazioni Jazz. Mi ha detto che quest'anno ci andava anche lei, al Salone; nessun accenno a Narrazioni Jazz. A dirsela tutta, la mia panettiera manco sapeva dell'esistenza di Narrazioni Jazz - come d'altron...

FRINGE ALLA FIORENTINA

Furio Di Castri sulla zattera del Fringe (foto di L. Ceccon da Torinoclick.it) Se non mi sbaglio, i giornali torinesi non ne hanno scritto: ma quelli di Firenze (dalla Nazione a FirenzeToday ) già da mesi riferiscono di "colloqui con organizzatori del Fringe Jazz Festival per una edizione fiorentina dopo la chiusura dei battenti nel capoluogo piemontese". In effetti, "Fringe" non è un marchio depositato: fringe è semplicemente una parola inglese che significa "frangia", ma anche "marginale", "di nicchia" , e proprio a Torino esiste anche un altro "Fringe Festival", d'ambito teatrale , che si tiene giustappunto in questo periodo e non ha nulla a che vedere con quello jazzistico. In passato l'omonimia  ha pure ingenerato qualche equivoco .  Ad ogni modo: Furio Di Castri, che fu il direttore (e ideatore) del Fringe Jazz Festival torinese, sarebbe disponibile a riproporne il format sull'Arno, dove verrebbe orm...

I POMODORINI E LO STRONZO: GABO ALLA SCOPERTA DI NARRAZIONI JAZZ

E' l'alba. In un campo di pomodorini, i pomodorini dormono. Il sole li bacia, i pomodorini si svegliano e cominciano a strillare giulivi: "Che gioia, siamo pomodorini,  siamo rossi e tondi e il sole ci bacia perché siamo belli". E strillano e strillano sempre più giulivi. In mezzo al campo c'è un grosso stronzo che dorme. Lo strepito dei pomodorini lo sveglia. Sbuffa, sbadiglia, e poi, con voce baritonale, comincia a borbottare: "Che gioia, sono un pomodorino, sono rosso e tondo e il sole mi bacia perché sono bello". I pomodorini lo guardano scandalizzati e gli dicono: "Ma tu non sei un pomodorino, sei uno stronzo!". "Sì, è vero - ammette lo stronzo. - Ma è mezz'ora che voi fate gli stronzi, e io non posso fare il pomodorino per cinque minuti?" Belli freschi alla presentazione di Narrazioni Jazz: da sinistra Nicola Lagioia, Chiara Appendino, Stefano Zenni e Francesca Leon Stamattina al Regio, alla presentazione di Narrazion...

FINALMENTE NEWS SU NARRAZIONI JAZZ

La pianista Geri Allen a Narrazioni Jazz Chiedi e ti sarà dato. L'altro ieri ho cortesemente sollecitato notizie su Narrazione Jazz ed ecco qui, mi hanno esaudito. Con grande gioia pubblico la prima info ufficiale sul festival che sostituirà il Tjf. È una nota del direttore Zenni che anticipa qualche nome nuovo, seguita dall'annuncio della conferenza stampa. I commenti un'altra volta, adesso sono in viaggio. “Narrazioni Jazz racconta la diversità culturale del jazz. Il festival offre produzioni originali, prime assolute, esclusive con le grandi voci di Dee Dee Bridgewater, Cristina Zavalloni, Anna Bonaiuto, Napoleon Maddox, il teatro estroso di Franco Maresco e l’inventiva strumentale di Enrico Rava, Geri Allen, Paolo Fresu, Fabrizio Puglisi, Furio Di Castri, Emanuele Cisi, in un’esplorazione di forme diverse di spettacolo: dal teatro al cinema, dalla recitazione al rito sacro, dal set multimediale al classico concerto, per parlare della contraddittoria eredità della...

ZENNI NARRA, MA LAGIOIA SUONA: ECCO LA MUSICA DEL SALONE

La locandina di "Jass": lo vedremo a Narrazioni Jazz? Non so voi: io sono in attesa di notizie certe su Narrazioni Jazz . Voglio dire: manca un mese e mezzo all'inizio del festival che dovrà sostituire il Tjf, e che si terrà negli stessi giorni del Salone del Libro, con i concerti importanti, a pagamento, all'Auditorium del Lingotto, nonché  vari spettacolini in giro per la città  sul cui peso, in termini di audience, mi permetto di nutrire seri dubbi . Nessuno ha smentito la notizia che il budget del nuovo Festival non sarà inferiore a 400 mila euro , in pratica la metà del Tjf: alla fin fine, e dopo tanti anatemi , la nuova amministrazione comunale ha deciso di proseguire - dimezzando i costi e di conseguenza durata e qualità della manifestazione -  sulla strada di Fassino . Una strada che, fin dall'inizio, io ho considerato sbagliata : ma tant'è, hanno deciso così, immagino nel nome della continuità, e io ne prendo atto. Continuo però a non comprender...

IL SALONE DELLA MUSICA FA OMBRA A NARRAZIONI JAZZ

C'è ancora una notizia buffa a proposito del Salone del Libro . Come ben sapete, nei giorni del Salone l'Auditorium del Lingotto ospiterà i concerti a pagamento del neo festival Narrazioni Jazz, che poi sarebbe il Tjf un po' più poverello .  Ma quest'anno il Salone punta forte di suo, sulla musica: al Lingotto sarà allestita un'area di 600 metri quadrati per ospitare le case discografiche - major comprese - con i loro prodotti, dischi e spartiti (e già, esiste anche l'editoria musicale...) e ci saranno showcase e incontri con cantanti famosi; la sera, per il Salone Off, il "Salone delle musica" si trasferirà alla Borsa Valori di piazzale Valdo Fusi dove si potrà assistere gratuitamente a un'infilata di concerti gratuiti con nomi di livello. Tanto attivismo allarmerebbe il direttore di Narrazioni Jazz, che poi è lo stesso del Tff, ovvero Stefano Zenni. Non senza motivo: gli show serali e gratuiti alla Borsa Valori possono sottrarre pubblico a que...

JAZZ SENZA BAND(I): UNA NOTTE BIANCA PER RISARCIRE FRINGE

Questa è una jazz band. La Notte Bianca invece è Jazz, ma senza band(i). Oggi sono una fucina di calembours... Mancava una pennellata, nel pittoresco e variopinto quadro del festival jazz che verrà a sostituire il Tjf. Riassumiamo: 1) La direzione del festival vero è proprio, Narrazioni Jazz , è stata affidata - con chiamata diretta senza bando - a Stefano Zenni, ovvero l'ex direttore del Torino Jazz Festival, che in quel ruolo non aveva demeritato . Avrà a disposizione un budget di circa 400 mila euro : non è ancora chiaro se cercheranno sponsor, come in passato , o se li caccerà direttamente il Comune, del che dubito in quanto il Comune è alla canna del gas. Narrazioni Jazz proporrà cinque concerti serali all'Auditorium del Lingotto, più altri (cinque?) pomeridiani al Piccolo Regio. 2) Jazz per la Città , il cartellone delle manifestazioni "off" (soprattutto nelle periferie), consisterà in otto progetti proposti da associazioni locali, che verranno scelti sce...

JAZZ PER LA CITTA': SUONI GRATIS O SUONA KEITH?

Scoop: Keith Jarrett NON suonerà a Jazz per la Città Lunedì scorso è stato pubblicato il bando (anzi, "call", si dice "call"...) del nuovo Fringe, che apprendo si chiamerà "Jazz per la Città". Non mi sono affrettato a parlarne per due motivi: intanto, avevo cose più urgenti da raccontare, e cose più piacevoli da fare; inoltre nel bando non ci sono sostanziali novità rispetto a quanto vi avevo già anticipato il 10 gennaio .  La lettura del bando chiarisce tuttavia alcuni punti che quel giorno, durante la presentazione agli operatori, erano rimasti alquanto vaghi. I soldi sono pochi, le spese tante I soldi a disposizione sono, come s'era detto, in totale 56 mila euro da spartire fra gli 8 progetti che verranno selezionati: quindi, 7 mila euro a progetto. Spiccioli, se considerate che gli organizzatori si dovranno accollare tutte le spese: allestimento del palco, service, personale, tasse, Siae, messa a norma degli impianti, eccetera eccetera, o...