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LA MUSICA È FINITA E LO STATO SE NE SBATTE

C'è una categoria di lavoratori e aziende dello spettacolo che da dicembre sconta un lockdown surrettizio; lavoratori e aziende costretti a rimanere fermi, mentre teatri, cinema, sale da concerto, pur con alterne fortune, sono aperti e accolgono regolarmente gli spettatori. Questa è l'assurda situazione che colpisce i live club: per loro natura, e modalità di fruizione, benché formalmente liberi di restare aperti, in pratica non possono funzionare; quelli, almeno, che le normative statali le rispettano per davvero. Questi lavoratori e queste aziende sono stati abbandonati e dimenticati dal governo, non beneficiano più di alcun ristoro, e intanto mancano gli incassi e incombe il pericolo del collasso economico. Le associazioni di categoria hanno diffuso un documento in cui espongono le loro ragioni, e che è insieme un grido d'allarme e una richiesta di aiuto immediato. Lo pubblico, con la massima solidarietà.  Eccolo: 2020 - 2022 #nessunconcerto A un anno esatto da L’ULTIMO ...

CULTURA: DAL COMUNE UN PIANO MARSHALL DI BELLE PAROLE

Stamattina la giunta comunale  ha approvato  una delibera (numero 946/045) con le prime misure a sostegno della cultura. Questo mi scrive l'ufficio stampa municipale; e io non ho motivo di mettere in dubbio la buona volontà della giunta di sostenere un settore tanto fragile e che sta subendo danni gravissimi, tali da mettere in discussione la sopravvivenza stessa di molte imprese medio-piccole, specie dello spettacolo dal vivo. Purtroppo il Comune può fare ben poco di concreto: i fondi di cui dispone non gli consentono nessuna generosità, e le migliori intenzioni si concretano in dichiarazioni ben confezionate, la cui concretezza è quella dei sogni. Semmai infastidisce che provvedimenti tutt'al più compassionevoli vengono definiti "m isure concrete di sostegno". La principale di tale "misure concrete" sembra essere l'aver autorizzato "forme di dilazione del pagamento dei canoni degli immobili della Città concessi agli enti no profit". Ini...

SI RIPARTE, MA I DANNI RESTANO (UN POST IN CONTINUO AGGIORNAMENTO)

Gli aggiornamenti proseguono su "Cronache dell'emergenza: i fatti del giorno" Per una volta, cominciamo con le buone notizie. Salvo disastri dell'ultima ora e, spero, sulla base non dell'emotività, dello spannometro o del calcolo politico,  bensì di dati scientifici certificati , il presidente Cirio potrebbe decidere di riaprire i musei e ritirare lo stop ai pubblici spettacoli . Però le conseguenze di questa settimana d'emergenza pesano sul settore, e anche per il futuro le prospettive non sono buone: aprire non significa automaticamente ritrovare il pubblico, e già nei giorni precedenti lo stop il calo delle presenze era stato forte. Quindi i tempi duri continuano, per teatri e musei - l'Egizio, secondo il direttore Christian Greco, in questa settimana di chiusura forzata perde incassi per quasi mezzo milione di euro, lo Stabile denuncia un danno per gli spettacoli annullati di circa 100 mila euro, il Museo del Cinema calcola di aver perso 30 mila e...

SOS TORINO: LOCALI CHIUSI, VOGLIAMO PARLARNE? (RELOADED)

La foto di copertina della pagina "Sos Torino". Cosa resta dell'Imbarchino: una volta questo era un locale della movida sul Po Colonna sonora: "Con le nutrie nel Po" La corda troppo tesa alla fine s'è spezzata. Nel pomeriggio è cominciato un bel movimento in rete sulla vicenda dei troppi locali che a Torino stanno morendo come mosche d'inverno. E più in generale su quello che succede in una città che si spegne. A proposito: qui trovate l'ultimo provvedimento in materia votato giustappunto ieri dal Consiglio comunale .  Sulla pagina Fb del gruppo "Sos Torino" , formato da alcuni operatori culturali, imprenditori ed esercenti, è apparso un post con relativo video. Si è anche aperta una raccolta di firme ("Aiutiamo i locali storici di Torino a riaprire") indirizzata all'amministrazione civica. A questo link potete vedere il video e leggere il testo completo, qui ve ne riporto i passaggi principali:  "Fino al 2012 T...