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Visualizzazione dei post con l'etichetta Marco Pautasso

PIPPI E PIPPE: IL ROCAMBOLESCO SALVATAGGIO DI PORTICI DI CARTA

Da sinistra: Antonella Parigi, Francesca Leon, Marco Pautasso e Rocco Pinto La notizia è che ce l'hanno fatta . O, per dirla usuratissima con Bertrand Russell, gli ingenui non sapevano che l'impresa era impossibile, quindi la compirono. Portici di Carta mai come in quest'ultima paperoghesca circostanza ha rischiato di non essere fatto. E si fa soltanto grazie agli ingenui coraggiosi; non agli spensierati incoscienti che adesso trillano e si vantano di uno scampato pericolo che essi stessi tanto contribuirono a ingenerare . Salti mortali  Portici di Carta arriva quindi, fortunosamente, alla dodicesima edizione, la prima priva non solo dell'organizzazione, ma anche dell'etichetta del Salone del Libro. Infatti risulta "realizzata dalla Fondazione Cultura", l'ente strumentale del Comune incaricato dell'impresa.  Come ben sapete, a norma di legge il marchio "Salone del Libro" non si può usare; e nemmeno "Portici di Carta", a...

FANTOZZI A PORTICI DI CARTA

L'edizione 2017 di Portici di Carta è dedicata a Paolo Villaggio La storia, da come l'ho ricostruita, in effetti è degna del miglior Paolo Villaggio. La contessa Chiara Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare convoca il ragionier Ugo Fantozzi e trilla: "Fantocci carissimo, ho un lavoretto per lei: vadi in via Sacchi e in via Nizza e me le pulischi bene. Ma bene bene, mi raccomando!". Fantozzi, salivazione azzerata e mani due spugne, scivola drammaticamente dal puff e biascica "ma io... via Nizza... mi scusi, sono emozionato...". La Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare incalza inesorabile: "Ma non dichi sciocchezze, Pupazzi, che ci vuol mai! Vadi vadi, due bancarelle ed è fatta". Fantozzi, in drammatica apnea, riemerge dal puff, raggiunge la porta e prima di uscire mormora: "Com'è umana lei...". Oggi hanno presentato l'undicesima edizione di Portici di Carta, in programma il 7 e 8 ottobre. Sarà dedicata a Paolo Villaggio, e que...

FERRARI VINCENTE AL SALONE

Giuseppe Ferrari Giuseppe Ferrari resterà segretario generale della Fondazione per il Libro almeno fino al Salone 2017. Il vicedirettore generale del Comune, distaccato in grande urgenza al Salone nel pieno della drammatica crisi di quest'estate, sta dando un'eccellente prova di sé. Di conseguenza i Soci fondatori (a cominciare dal sindaco) non hanno più nessuna fretta di rinunciarci. Quando Ferrari fu assegnato alla Fondazione si parlò di incarico pro-tempore, e i Soci dichiararono che "in tempi brevi" avrebbero pubblicato un bando per scegliere il segretario definitivo. Adesso, visto quello che ha dimostrato di saper combinare Ferrari - ha preso una struttura allo sbando e l'ha rimessa all'onor del mondo, risollevando pure il morale della truppa - nessuno ha più tanta fretta di farlo, il famoso bando: la Fondazione, ad onta dei proclami trionfalistici, non è ancora in sicurezza, specie sul piano economico restano non pochi nodi da sciogliere, e Ferrari...

TANTI CAPI, NESSUN CAPO: L'ALLEGRO SALONE DI MASSIMO BRAY

Ambrogio Lorenzetti, "Allegoria del cattivo governo" Scusatemi, so che l'argomento vi esce ormai dalle orecchie. Ma vorrei tornare con calma sulla macchinosa e stravagante trovata del non-ancora-presidente Bray (o di chi per esso) di rinunciare a un direttore unico del futuro Salone del Libro, e di creare ex novo una struttura complessa con una serie di “direttorini” - o responsabili di area, o petali della margherita per dirla alla Chiampa – capitanati da un coordinatore, o “caporedattore”, o capo dei capi, o Napo Orso Capo, o come diavolo vorranno altrimenti chiamarlo. Qualcuno parla di "direttorio": un termine assai di moda, oggi, con gli esiti a tutti ben noti. Verso il ministero Il progetto è macchinoso e stravagante, dicevo. Macchinoso perché appesantirà il processo decisionale: il Salone del futuro assume sempre più i contorni del ministero. Il responsabile di area dovrà confrontarsi con gli altri capi e con il capo dei capi; poi bisogner...

SUPERCAZZOLE E PUNTINE DA DISEGNO: RIAPRE IL CIRCO DEL SALONE E IO SCOPRO UNA NUOVA STAR

Cambio di strategia per il Salone: la guerra lampo è rimandata ("Il maresciallo Ney alla ritirata di Russia", dipinto di Adolphe Yvon) Giuro: voglia di ricominciare zero. Soprattutto di ricominciare dal Salone, che mi par ieri - è ieri - che ha smesso di sfrangere i santissimi, e già ci risiamo.  In realtà nessuno mi obbliga, per cui potrei fregarmene solennemente dell'ennesimo appuntamento con il destino, annunciato per domani, 23 agosto, in Regione; e dedicare l'intero pomeriggio a invasare la conserva. Un'attività non soltanto più piacevole, ma pure più sensata che imbischerirsi sulle bischerate salonistiche . Il giorno del nulla Eppure, lo stesso perverso meccanismo mentale che spinge il giocatore patologico a tentare l'azzardo mi induce oggi a riaprire la bottega per il semplice motivo che domani si consumerà l'ennesima inconcludente tappa di un interminato calvario. A leggere le gazzette , un viandante speranzoso potrebb'anche farsi per...

BRAY DETTA LE CONDIZIONI: VUOLE UN DIRETTORE NON TORINESE

Ultimo aggiornamento, poi se permettete mi preparo per la cena. Il consiglio d'indirizzo del Salone si è concluso . Mi assicurano, in un clima disteso e di collaborazione fra Chiampa e Appendino. Massimo Bray ha accettato la presidenza, però ufficiosamente: vuole esaminare per bene la situazione. In politichese si direbbe che ha un “incarico esplorativo”. Stiamo freschi. E ha pure smorzato molti entusiasmi con un sano ma doloroso realismo. Ha avvertito tutti che la potenza di fuoco di Milano sarà devastante, e che la struttura della Fondazione dovrà affrontare una concorrenza spietata. Per questo motivo, Bray non è tanto dell'idea di scegliere un direttore torinese: secondo lui darebbe un tono troppo “locale”, rimandando l'immagine di un Salone minore e provinciale. Vabbè, vedremo. Anch'io vorrei una MG decapottabile, ma facendomi i conti in tasca mi tengo la mia Ypsilon Gpl che va benissimo. Comunque pare che non si farà un bando per cercare il candidato gradito a B...

IL SALONE CERCA UN DIRETTORE-STAR. DEL PIERO IN PREALLARME

Purché sia una star. Un possibile direttore del Salone Era fatale che accadesse.  Mentre molti sperano che alla fine prevalgano il buon senso e il nome di Culicchia per la direzione del Salone, giunge voce fin quaggiù, nella casa sulla scogliera, che le signore Appendino e Parigi oggi verso mezzodì avrebbero offerto la direzione del Salone a un celebre scrittore torinese del quale, al momento, taccio l'identità per riservatezza e soprattutto per lasciarvi nel dubbio tra  Baricco o Gramellini . Parigi parlava a nome e per conto del Chiampa, Appendino a nome e per conto suo, e questo sarebbe già un altro suggestivo post sull'assessorato comunale alla Cultura, però non è il caso di divagare. Il celebre scrittore ha ringraziato le signore e ha detto che si sente assai onorato della loro stima però ha preferenza di no e che Culicchia sarebbe meglio. Il fatto è che le signore cercavano una star, per la direzione del Salone. Peccato che le star siano in genere poco propense...

INTERVISTA COL CAPITANO: UNA LETTERA DAL MAESTRALE

Da stanotte il vento è girato a maestrale e il mare, che ieri col levante era una tavola, s'è alzato e le onde al largo si rompono in creste di spuma bianca e le poche barche uscite dal porto arrancano faticosamente e da qui, dalla scogliera, sembrano in difficoltà. Naturalmente non è così, questo è un mare che non fa paura a nessuno; a nessuno, intendo, che sappia andar per mare e non definirebbe mai questa una “burrasca”, ma una lieve increspatura. Anche se vista dalla scogliera e con gli occhi di chi non va per mare pare chissà che. I muscoli del capitano Ieri sera ho sentito uno che sa andar per mare, e un mare ben più insidioso e traditore di questo attorno all'isola, così domestico e amico: il mare del Salone, dell'editoria, delle insidie istigate da soldi e politica e ambizione. E' uno dei sei capitani che i terragni torinesi definiscono “saggi”, e che oggi sono chiamati a dire e a dare: dire la loro, e dare un contributo di idee e tattiche per evitare ...

I SEI SAGGI DI CHIARA: CHI ARRIVA AL CAPEZZALE DEL SALONE

Vabbè, adesso che un po' m'è sbollita la carogna, cerco di immaginare la prossima mossa per tentare di salvare ciò che resta del Salone del Libro. Dato che non si è riusciti a dare un presidente alla Fondazione (né Massimo Bray né altri si sono fatti convincere) in concreto adesso - come sostengo da tempo - tocca al sindaco di Torino ricoprire nei fatti quel ruolo, in quanto presidente di turno dell'Alto Comitato di coordinamento del Salone. E difatti lunedì prossimo madamin Appendino  incontrerà un po' di persone : se vogliamo dare un tono formale la faccenda, una sorta di "comitato di saggi" da cui cavare spunti utili a immaginare il Salone che verrà. I "saggi" in questione saranno, almeno in questa prima fase, una mezza dozzina, più o meno. Ipotizzo dei nomi? Non è difficile: siamo agli inizi e gli indiziati sono abbastanza prevedibili, a voler usare la logica. Di sicuro non potrà mancare Ernesto Ferrero. Il "soldatino sabaudo" dopo...

VERSO IL 28 GIUGNO: IL WAR GAME DEL SALONE

Aggiornamento del 24/6: l'assemblea è stata rinviata a metà luglio. Il 28 giugno  l'assemblea dei soci della Fondazione per il Libro approverà il bilancio, e in quell'occasione è certo che discuteranno sul futuro del Salone . Nell'attesa cerco di raccogliere le idee. E' un esercizio più che altro a uso mio, ma se vi interessa accomodatevi pure, non c'è niente da nascondere. Fondazione e Salone separati? In pratica la situazione è questa. Da una parte ci sono la Regione (cioé il Chiampa) e gli editori dell'Aie, che dopo l'uscita del loro presidente Federico Motta dal CdA del Salone , adesso stanno alla finestra in attesa degli eventi. Per motivi diversi, Aie e Regione immaginano un Salone  scorporato dalla Fondazione per il Libro . Il Chiampa perché non ha più soldi, e quindi sarebbe ben contento di liberarsi di un finanziamento piuttosto oneroso; gli editori perché credono soltanto nel Salone, che considerano uno strumento di marketing conveniente...

GOODBYE KANT: COME NASCE UN ALTRO SALONE

La finestra sul futuro. Uno dei membri del Comitato d'Indirizzo spiega al nuovo direttore che tipo di Salone dovrà fare Il Salone del Libro ce l'ha fatta. E non soltanto perché, contro ogni evidente avversità, è sopravvissuto, sono riusciti a farlo e, a quanto risulta dai dati ufficiali , non ha neppure perso pubblico. Posso persino credere che davvero i biglietti staccati siano stati più o meno quelli dell'anno passato: 126 mila contro 122 mila , ha detto Milella sventolando i tabulati dei biglietti venduti. Per la precisione, nel 2015 i paganti furono 106 mila, come si scoprì dalla lettura del prospetto pubblicato sul sito della Fondazione , il resto omaggi. Ieri Milella non ha precisato se i 126 mila del 2016 comprendono gli omaggi, ma pare di sì: i paganti sarebbero 118 mila.  Ma preferisco fidarmi del direttore uscente Ernesto Ferrero e del responsabile di "Officina" Giuseppe Culicchia quando affermano con orgoglio la soddisfazione degli editor...