Ha ragione l'amico gentile: se rinunciamo alla nostra lingua per adottare quella del vincitore, non siamo solo sconfitti. Diventiamo schiavi. Quindi mi correggo. Noi torinesi non siamo pirla. Siamo piciu. Però i milanesi, quando parlano di noi, ci definiscono pirla. Tout se tient. Stamattina le pagine dei giornali ( qui trovate una ricca rassegna stampa ) grondano dimostrazioni concrete di quanto siamo piciu. A sentire lorsignori, non si direbbe che ci siamo beccati una legnata memorabile ; bensì che siamo andati a vincere due a zero in casa del Bayern. Si passa dal vibrante entusiasmo del Chiampa ( "Non è stato un compromesso, ma un'idea molto importante, interessante e positiva per provare a creare un nuovo evento che promuova la lettura e la diffusione del libro a tutti i livelli nel paese. Quindi, come dicevano i latini, e come molte volte succede, ex malo bonum" , seee, tu parla latino, che loro intanto ci fregano...) ai cinguettii vacui di madamin Appen...
L'ANSiA della cultura torinese