Passa ai contenuti principali

ANTEPRIME COMICHE: SARA' UN INVERNO BUFFISSIMO


Che poi, qui in vacanza scrivere un po' mi manca. Vabbé, in compenso leggo tanto e nel cambio di sicuro ci guadagno. E non ho nessuna fretta di ricominciare. Ma stamattina mi gira così, di occuparmi un po' del teatro comico che verrà. Le previsioni sono ottime: i trailer della prossima stagione mi fanno sperare in nuovi e più divertenti spettacoli. Eh sì, a giudicare da quanto s'è già visto, la nuova compagnia d'arte varia che abbiamo ingaggiato non farà assolutamente rimpiangere quella da poco congedata. Sarà che i nostri amministratori pubblici non sono cattivi, bensì appartengono alla schiera di quelli che non dormono né si riposano mai: fatto sta che ho trovato davvero deliziose le prime gag che anticipano il cartellone 2016/17.

La battaglia delle alghe

Fatti, non pugnette: la battaglia delle alghe (agosto 2016, tweet @c_appendino)
A parte la pantomima del Salone del Libro, bell'esempio di teatro comico a puntate che ci riserverà ancora tante soddisfazioni, in queste settimane di vacanza ho seguito da lontano - e molto apprezzato pur non scrivendone (non mi occupo di botanica né di circhi) - lo spettacolo filodrammatico danzante dello sradicamento delle alghe del Po.
La falce in pugno: la battaglia del grano (giugno 1927, Archivio Luce)
La pièce negli esiti ricorda le migliori storie di Paperoga, mentre la mise en scène mi è sembrata una geniale citazione della battaglia del grano - ovviamente tenendo conto che la storia, se si ripete, da tragedia diventa farsa, per cui al truce mietitore si sono sostituiti tenerissimi e benintenzionati - seppur inutili e forse dannosi - volontari e assessori-sradicatori
Con simili premesse, confido che, per la saison invernale, la premiata compagnia ci regali altri grandi exploit da slapstick comedy, tipo gli assessori-spalatori in caso di neve (e ci faremo tante belle sghiarole), e magari qualche sabato pomeriggio con esibizioni di volteggi alle parallele e salto nel cerchio di fuoco. 
Scambio di cortesie istituzionali a Torino tra Palazzo Civico e Osservatorio Tav

Le ripicche di Stanlio e Ollio

Meno brillante, a mio modesto avviso, la ripresa della vecchia e scompiscevole gag di Stanlio e Ollio musicisti di strada che si fanno i dispetti in una celebre comica del 1928.
Gag sempre efficace, non dico di no, e ben indicativa dello stato dei rapporti istituzionali fra il sindaco e Appendino da una parte, e l'Osservatorio tecnico sulla Tav dall'altra. Ma francamente un po' troppo vista. Sono certo che il l'esperto regista-sceneggiatore in futuro saprà escogitare qualcosa di meglio per divertirci. (Aggiornamento: leggete qui, come volevasi dimostrare la realtà supera la più sfrenata immaginazione).

Antagonisti: un cast da Zelig

Mi conforta, nel prevedere una stagione memorabile al teatro di piazza del Municipio, anche il numero e la qualità degli antagonisti. Pure qui i trailer promettono faville: per nulla inibiti dall'insolito ruolo di Oppositori, tanti veterani del varieté civico e alcune notevolissime giovani promesse mi renderanno meno uggioso e più spassoso l'inverno che incombe con le sue nebbie e le sue malinconie. 

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...