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AVANTI ADAGIO, QUASI INDIETRO: AL SALONE LA NOTIZIA E' VINTAGE

Una puntata stanca, stiracchiata, messa su alla bruttodio tanto per fare ammuina: la pantomima del Salone mostra la corda, e gli autori della farsaccia - pressati dall'urgenza di riempire comunque il vuoto delle notizie (e delle idee) con un po' d'azione, giusto per intrattenere un pubblico che mostra crescenti segni di noia - allestiscono una stanca replica, intitolata pomposamente "summit del Comitato d'indirizzo", che vi ho ampiamente anticipato ieri e oggi si è risolta nell'ennesimo nulla di fatto, infiocchettato da "wishful thinkings" e qualche frustra battuta spacciata per nuova. La più notevole campeggia or ora in apertura della cronaca di un quotidiano on line, venduta come "Il Salone del Libro cambia pelle": "La Fondazione per il Libro ambisce a diventar nazionale, chiamata a promuovere iniziative di incentivo alla lettura su tutto il territorio italiano". Ovvero, esattamente quello che ha fatto da sempre (dal Premio Mondello di Palermo al Premio Pavese di Santo Stefano Belbo), e come d'altra parte era inteso che continuasse a fare in seguito all'impegno diretto dei due ministeri, Muir e MiBACT.
Insomma, si sono riuniti in tanti - compresi il Chiampa, il sindaco e Appendino, l'Antonellina Parigi e l'assessore alle Fontane Leon - per combinare poco o niente.
Naturalmente non è stato "varato il nuovo Statuto" perché non c'è nessun nuovo Statuto da varare, giusto una bozza; non è stata precisata la governance, perché non c'è una governance da precisare, soltanto un ex ministro che ha poca voglia di fare il presidente (e in ogni caso deciderà a fine settembre) e il buio totale sul direttore; non c'è un progetto per il Salone 2017, perché non c'è nessuno che sappia e possa progettare alcunché, neppure chi materialmente lo organizzerà, il disastrato Salone. In tutto e per tutto, hanno confermato l'idea di inserire nel Comitato d'indirizzo i rappresentanti di bibliotecari, librai e lettori (ma per fare i fighi parlano di "advisory board") e già mi figuro il tremore milanese all'annuncio di sì severa contromisura.
Insomma, la boutade del sindaco e Appendino ("Bisogna bruciare Milano sul tempo, e dunque nominare subito il presidente e il direttore, e decidere in fretta - prima di settembre - il format del Salone 2017") ammannita alle masse con la consueta faciloneria venti giorni fa, appare sempre più nella sua pura essenza di citazione shakespeariana. Con la differenza che qui, a narrare la favola, non è un singolo povero commediante, ma un intero circo disperso. E disorientato.
Sapete che c'è? Anch'io mi sono rotto. Me ne vado a Castagnole Lanze a sentirmi il concerto di Max Gazzé, che almeno nel suo genere è uno serio. Voi, se avete voglia, leggetevi il comunicato stampa del felpato portavoce della Fondazione per il Libro che vi copio qui sotto: non ci troverete notizie, ma le supercazzole sono scritte in buon italiano, maiuscole e "sindaca" a parte.


Salone Libro: definito il nuovo Statuto,la Fondazione diventa nazionale, e nasce il Comitato d'Indirizzo con la filiera del libro e della lettura

Il Comitato d’Indirizzo della Fondazione per il Libro, che si è riunito oggi a Torino, ha concluso l’esame delle modifiche allo Statuto della Fondazione avviato nelle scorse settimane, definendo una bozza che prevede numerose e significative novità. Sotto la presidenza della Sindaca di Torino Chiara Appendino hanno partecipato ai lavori il Presidente designato della Fondazione, Massimo Bray, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, le Assessore alla Cultura della Regione Piemonte Antonella Parigi e della Città di Torino Francesca Leon, i rappresentanti di Mibact Rossana Rummo, Miur Arnaldo Colasanti e Intesa Sanpaolo Michele Coppola (in collegamento Skype), e il Vicepresidente della Fondazione Roberto Moisio. Accanto a Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte entrano quali Soci fondatori il Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo, il Ministero per l’Istruzione, Università e Ricerca e Banca Intesa Sanpaolo. Viene introdotta la nuova categoria dei Soci sostenitori, che potrà raccogliere le adesioni future. È cancellato l’Alto Comitato di Coordinamento, che vedeva alternarsi alla guida i vertici di Regione Piemonte e Città di Torino: la Fondazione rafforza così il proprio rilievo nazionale (diciamo che perde ogni riferimento a Torino, così da poterla agevolente trasferire altrove, alla bisogna. NdG) per adempiere nel modo più efficace al mandato attribuito dalla rinnovata compagine societaria e sempre più parte del “Sistema Italia” (ah beh, se c'è il Sistema Italia... NdG).Gli organi statutari della rinnovata Fondazione sono l’Assemblea dei Soci, il Presidente, il Consiglio d’Amministrazione (che sarà composto da 5 a 7 membri più il Presidente), il Collegio dei Revisori dei Conti e il nuovo Comitato d’Indirizzo.Il Comitato d’Indirizzo – finora costituito come soggetto chiamato a scrivere le modifiche allo Statuto – diventa permanente e sarà l’organo consultivo della Fondazione: sarà formato da 15 membri nominati in parte dai Soci e in parte dal Consiglio d’Amministrazione, scelti tra figure rappresentative delle diverse categorie e realtà operanti nella filiera del libro e della promozione della lettura, e resterà in carica tre anni.In una riunione convocata per i primi giorni di settembre, l’Assemblea dei Soci della Fondazione approverà la bozza di Statuto messa a punto nella seduta odierna. Il testo sarà quindi sottoposto a ratifica da parte degli organismi dei singoli Soci (Consiglio e Giunta Comunale e Regionale, uffici dei Ministeri), con un iter che si concluderà entro metà settembre (campacavallo, NdG). Approvato definitivamente il nuovo Statuto e individuato il Direttore Editoriale del Salone 2017, sarà sciolta definitivamente l’accettazione condizionata del Presidente designato, Massimo Bray (ricampacavallo, NdG).La Sindaca Appendino e il Presidente Chiamparino chiederanno a breve un incontro con i ministri Dario Franceschini e Stefania Giannini (oh, siamo a posto, NdG). Chiara Appendino: «Con il superamento dell’Alto Comitato di Coordinamento, la Fondazione diventa realmente nazionale. Abbiamo completato (completato? NdG) la riscrittura dello Statuto in anticipo sulla tabella di marcia (quale tabella?, NdG), con il fattivo apporto di Massimo Bray e con la più grande collaborazione fra le Istituzioni. Desideriamo incontrare i Ministri per illustrare loro il nuovo assetto del Salone Internazionale del Libro (me li immagino, i ministri, che non stanno più nella pella, NdG) e ricevere da loro le indicazioni programmatiche e operative (eh, fijetta mia, allora stai fresca... NdG) per avviare al più presto questa nuova fase di promozione del libro e della lettura in Italia».
Stanchi applausi del pubblico pagante.

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