Passa ai contenuti principali

L'AIE SI PIAZZA AL SALONE: E COME FACCIO A NON SCRIVERNE?

Al Circolo fervono i lavori per l'ingresso dell'Aie nel Comitato d'indirizzo del Salone
Le mie vicissitudini mi tengono da tempo lontano dal blog. Per scrivere sono indispensabili mente sgombra e allegria interiore, carburanti che al momento proprio mi mancano. Lorsignori, poverelli, si sforzano di richiamarmi in servizio, combinandone di ogni: ma i loro pur generosi tentativi finora non erano bastati a risvegliarmi un minimo di interesse per vicende comunque di desolante pochezza.
Però questa storia, tirata fuori oggi dal Corriere della Sera, dell'Aie che piazza il culo nel Comitato d'indirizzo di quel Salone del Libro che soltanto un paio d'anni fa tentava di seppellire senza tante storie, è davvero formidabile. E' riuscita a suscitarmi dentro un incazzo tale da spingermi a riemergere per una mezza giornata dal mio personale abisso e buttare giù per il Corriere un garbato commento che potete leggere a questo link.
Nel frattempo vi regalo, come bonus track, le dichiarazioni sulla vicenda diffuse oggi dal direttore del Salone Nicola Lagioia, e dalla Regione nelle persone del Chiampa e dell'Antonellina. Io non ho nulla da aggiungere, se non una citazione del premio Nobel per la letteratura Robert Zimmerman: "The Second World War / came to an end / we forgave the Germans / and then we were friends".
Ecco la dichiarazione di Chiampa & Parigi: "Apprendiamo con soddisfazione (come sarebbe, "apprendiamo"? Non vi avevano avvisati prima? NdG) che, dopo Adei, l'Aie ha accolto l'invito a collaborare con la Fondazione Circolo dei lettori (questa è una pudica parafrasi per dire che l'Aie entra nel Comitato d'indirizzo del Salone, NdG). Una decisione che giudichiamo assolutamente positiva, tanto per il nostro sistema culturale quanto per il mondo editoriale, e che conclude positivamente un ciclo complesso (nel corso del quale ciclo l'Aie s'è prodigata per ammazzare il Salone di Torino, NdG). Cogliamo dunque l'occasione per ringraziare l'Associazione Italiana Editori (probabilmente la ringraziano per aver smesso di spararci addosso a palle incatenate: ma ha smesso, cari miei, perché gli è andata male... NdG), nonché la direttrice e il presidente del Circolo dei lettori e Nicola Lagioia per l'importante lavoro che stanno svolgendo".
Ed ecco la dichiarazione di Lagioia: "Due anni fa, grazie al coraggio degli editori indipendenti, alla passione dei torinesi e di tutti gli amanti della lettura sparsi in giro per l'Italia, il Salone Internazionale del Libro di Torino non si è solo salvato, come sembrava difficile, ma ha ottenuto quel successo straordinario che a tanti (a quelli dell'Aie in primis, che si sforzavano di ammazzarlo con la loro gradassata di Tempo di Libri, NdG) sembrava impossibile a pochi mesi dalla manifestazione. L'anno scorso, a Torino, sono tornati i grandi gruppi editoriali, dando un fondamentale contributo a un progetto che è di tutti (dato che non sono riusciti a papparselo loro, NdG). Adesso, dopo Adei, fin da subito vicina al Salone, anche Aie ha deciso di condividere un progetto molto ambizioso, e la certificazione di Torino come luogo fondamentale per la civiltà del libro del nostro paese è completa. C'è voluto molto coraggio (ah sì, ci vuole un bel coraggio, questo non si discute, NdG), molta fatica, molta pazienza, e la capacità di guardare al futuro anche nei momenti difficili. Il tempo, finalmente, è di nuovo dalla nostra parte".

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...