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SALONE, HAPPY END? ECCO LE DICHIARAZIONI

Ieri si è chiusa (spero) la tormentata vicenda del marchio del Salone del Libro, con l'ufficialità del trasferimento all'associazione Torino Città del Libro e la conseguente lettera d'intenti fra l'associazione e il Circolo dei Lettori. Ancora lontano dalla ripresa effettiva del blog, mi limito a riportare le varie dichiarazioni arrivate ieri, a cominciare da quella dell'associazione Torino Città del Libro: 

Nello studio del notaio Caterina Bima è stato siglato l’accordo tra la Fondazione per il Libro, la Cultura e la Musica in liquidazione generale e l’Associazione culturale Torino, la Città del Libro, per il trasferimento del marchio e del compendio archivistico del Salone Internazionale del Libro di Torino, a seguito delle rinunce, nei giorni scorsi, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e degli altri enti aventi diritto.
L’Associazione culturale Torino, la Città del Libro è dunque ufficialmente impegnata a organizzare al meglio la XXXII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Nel primo pomeriggio è stata inoltre firmata una lettera di intenti tra l’Associazione e la Fondazione Circolo dei Lettori, a cui andranno in capo la programmazione culturale e la comunicazione del Salone.
Quello che rinasce oggi è un Salone del libro radicato definitivamente a Torino con una progettualità di lungo periodo e ampie possibilità di sviluppo, tanto forte da scongiurare qualsiasi minaccia di futuri trasferimenti. Un Salone portatore di un modello gestionale nuovo, più efficace, in discontinuità con il passato, ma fondato sull'esperienza delle imprese, delle istituzioni e delle persone che lo hanno fatto crescere e ne hanno decretato il successo. Un Salone in grado di rappresentare adeguatamente tutti i componenti la filiera editoriale e di rispondere alle loro esigenze con tempestività e competenza. Un Salone più grande, che potrà contare su 14.000 mq in più grazie all’utilizzo dell’Oval, per far fronte a tutte le esigenze espositive.
Bentornato Salone!

Ed ecco le dichiarazioni dei vertici del Circolo e del Salone:

«Con il definitivo trasferimento del marchio è finalmente possibile lavorare, senza ulteriori preoccupazioni, all’organizzazione del prossimo Salone del Libro di Torino che, lo si può dire senza timori di smentite, costituisce un fiore all’occhiello per il Paese intero. I tempi sono ristretti ma la squadra è coesa e determinata. Le premesse fanno sperare in un risultato ancora una volta al di là delle aspettative».
Giulio Biino, presidente Fondazione Circolo dei lettori

«Con grande soddisfazione è possibile dire oggi che il primo traguardo per confermare Torino come sede del Salone Internazionale del Libro, la più importante manifestazione culturale italiana dedicata all’editoria, è stato superato. Collaborando con l’associazione Torino, la Città del Libro, condividendo idee e visioni, siamo certi che anche quest’anno il Salone si confermerà progetto sostenibile a vantaggio di tutta la comunità. Grazie alle Fondazioni bancarie del territorio, alla Regione Piemonte e alla Città di Torino».
Maurizia Rebola, direttore Fondazione Circolo dei lettori

«Era l'ultimo tassello, e il cerchio è finalmente chiuso. Con la riconquista del marchio, il Salone Internazionale del Libro di Torino rinasce oggi dopo oltre due anni – bellissimi e difficili – in cui ne era stata messa in forse l'esistenza. Rinasce più forte di prima (nessuno mette più in dubbio la sua importanza a livello nazionale e internazionale). Rinasce più grande di prima (come racconteremo in conferenza stampa, la superficie espositiva è aumentata). È riuscito nell'impresa di riportare sotto lo stesso tetto tutta l'editoria italiana, e tutti i protagonisti - dai librai ai bibliotecari alle scuole, agli autori - che insieme fanno la filiera del libro. È forte di un programma culturale assai ambizioso (lo sentirete in conferenza stampa). Soprattutto: è in forma smagliante. Il Salone è riuscito a superare la crisi grazie alla buona volontà di tutte le parti coinvolte. Questo, in un paese come il nostro, non è proprio scontato. Oggi è una grande giornata. Naturalmente non abbiamo il tempo di festeggiare: c'è da continuare a lavorare perché non Torino, ma l'Italia attraverso Torino, si ritrovi in un progetto all'altezza della sua tradizione e della sua forza culturale. Missione compiuta: ce lo possiamo dire? Vi aspettiamo al Salone».
Nicola Lagioia, direttore editoriale Salone Internazionale del Libro di Torino

E infine la dichiarazione dell'assessore Parigi:

Se devo trovare un senso a tutti i momenti difficili che abbiamo attraversato nella gestione della crisi del Salone del libro, è quello di poter dire oggi con orgoglio che il Salone è di Torino e del Piemonte, come cuore pulsante di un evento nazionale. Oggi, infatti, il marchio della manifestazione è stato assegnato definitivamente all'associazione ‘Torino, città del libro’: una soluzione che abbiamo fortemente voluto perché ha garantito equità e il rispetto per quanti avevano creduto nel Salone del libro, contribuendo negli anni al suo successo. Vorrei quindi cogliere l'occasione per ringraziare quanti ci hanno sostenuto nelle fasi più complesse di questa vicenda: dall’Adei a Massimo Bray, e naturalmente Nicola Lagioia, per aver scommesso sul Salone in un momento in cui era difficile farlo. Abbiamo dimostrato che si può vincere solo quando c’è la forza di una comunità, e credo che questa storia possa diventare un momento di riflessione sull’urgenza di costruire condivisione sui grandi obiettivi della nostra regione e della nostra città.

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