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PROGRAMMI ELETTORALI: SI FA PRESTO A DIRE "CACCEREMO CHRISTIAN GRECO"

Nella foto: un manipolo di fratelli e sorelle d'Egitto dà vita a un simpatico flash mob contro il direttore Christian Greco
Mai giocare a pallone con i bimbiminkia, né a scacchi con i piccioni: se non li fai vincere, i bimbiminkia - che non sanno perdere - si portano via il pallone; e i piccioni - che non capiscono una benamata - cagano sulla scacchiera. 
I fratelli d'Italia hanno preso male il dibbbattito stradale dell'altro ieri fra il direttore del Museo Egizio e la sorella d'Italia Giorgia Meloni, validamente supportata dall'altro espertone Agostino Ghiglia. Dibbbattito che a parere di osservatori neutrali s'è risolto in una franca figura dimmerda della sorella e dell'espertone. Non bastasse, c'è stato pure un conseguente - seppur pleonastico - "appello di solidarietà" pro-Greco dei Comitati tecnici del Mibact contro "le strumentalizzazioni e gli attacchi politici".
A sentirsi contraddire, lorsignori d'Italia si sono sturbati, e uno di essi s'è premurato di comunicare alla nazione che non m'hai fatto niente faccia di serpente, ma la vendetta sarà tremenda: "Stiano tranquilli il direttore Greco e gli estensori dell'anacronistico appello. Una volta al governo Fratelli d'Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l'appartenenza ideologica".
In pratica preannuncia che, ben consci dei più pressanti problemi nazionali, appena al potere si premureranno di cacciare Greco.
Vasto e ambizioso programma. Temo tuttavia che la tonitruante minaccia non allarmerà più di tanto Christian Greco: il bravo direttore troverebbe senza sforzo sistemazioni prestigiose e ben retribuite in qualche Paese meno ridicolo.
Potrebbe invece allarmare Torino, che mercè le inesauribili minchiate dei politici sta perdendo i pezzi e subisce uno stillicidio ormai evidente di cervelli in fuga dalla sventurata città. 
Nel caso specifico, però, la decisione spetterebbe solo a Greco, o al CdA della Fondazione Museo Egizio; non al governo. Il fratello comunicatore sembra infatti ignorare che il direttore dell'Egizio non è nominato (e neppure revocato) dal ministero.
Se per una buona volta avessero la bontà di informarsi, i fratelli d'Italia scoprirebbero che l'Egizio non è un museo statale: infatti è retto dall'apposita Fondazione che nomina e revoca il direttore a maggioranza assoluta del Consiglio d'amministrazione. Nessun accenno ai giramenti di palle di qualche gradasso romano.
Ad ogni modo, al posto di Christian Greco non starei ad aspettare le ulteriori alzate d'ingegno di parolai e perdigiorno: li manderei tutti affanculo e mi trasferirei all'estero domani mattina. 
E ca s'a rangio, sti ciaparatt.

Aggiornamento: Fratelli, giù le zampe dall'Egizio! Eve e il CdA la toccano piano


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