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DECIDONO DI NON DECIDERE E LOVERS RESTA SENZA DIRETTORE: E' LA SOLITA BARZELLETTA, MA NON FA PIU' RIDERE

La procedura per selezionare i direttori a Torino: chi si becca l'ultima torta vince
Hanno deciso di non decidere. Oggi il Comitato di gestione del Museo del Cinema doveva nominare il nuovo direttore di Lovers. Invece non è successo niente.
Cioé: non è successo ciò che doveva succedere, ovvero che si togliessero la natta e nominassero 'sto benedetto direttore senza tanti trighi.
Ma nel retrobottega ne devono esserne successe di ogni, con frenetiche consultazioni e scambi di telefonate fra i vari protagonisti della pantomima. Dal Museo hanno pure chiamato Luxuria per una specie di supplemento d'istruttoria. 
Alla fine quelli del Comitato di gestione sono giunti alla granitica conclusione che convocheranno, per un'audizione supplementare, tutti e quattro "finalisti" (Vladimir Luxuria, Angelo Acerbi, Fabio Bo e Pier Maria Bocchi) selezionati dall'apposita Commissione. Ma c'è pure chi ha proposto di riprendere in esame un paio di candidature che la Commissione aveva scartato. Di questo passo prima o poi ricominciano daccapo, con un nuovo bando. So' regazzi, loro si divertono così... 
Il direttore di Lovers doveva essere scelto già in occasione della seduta del Comitato di gestione del 28 aprile scorso: l'avevano detto loro, quelli del Museo,, promettendo di annunciarne il nome durante la serata finale del Festival. Ma il 28 aprile ci avevano fatto sapere, a sorpresa, che "proprio per l’importanza di questo passaggio per il Museo e per il ruolo che il Festival ha a livello internazionale, il Comitato di gestione ha ritenuto di voler valutare approfonditamente i profili e i progetti dei candidati, rimandando la decisione al prossimo Comitato di gestione". Quello di oggi, appunto. Si vede che non hanno approfondito abbastanza. Hanno i loro tempi, povere stelle.
Sta degenerando in burletta, secondo le migliori tradizioni torinesi.
Per come la capisco io, è in atto uno scontro fra i sostenitori della candidatura di Luxuria (non mi avevano nascosto di apprezzarla sia Marco Giusta sia Antonella Parigi) e quelli che vorrebbero un direttore "di macchina", anche se con meno visibilità mediatica. Un profilo che, ad esempio, il presidente del Museo, Sergio Toffetti, in epoca non sospetta mi aveva detto di preferire.
Ora, il tiramolla forse è dovuto a un certo imbarazzo: in parole semplici e rudi, può darsi che stiano cercando un motivo plausibile per scartare Luxuria senza dare la stura all'ennesimo circo di accuse e controaccuse e scuse. Magari tante cautele sono semplicemente dettate dal giusto scrupolo di non sbagliare una mossa importante (ok, a questo mondo non si può escludere nulla). O magari gradirebbero di evitarsi  una piazzata di Minerba: non è un mistero che il padre fondatore del Festival tifa apertamente per Vladimir e ha già annunciato che lascierà Lovers qualora la direzione andasse ad Acerbi o Bo, con i quali è in casttivi rapporti. Altra ipotesi: magari stanno a rimenare il torrone fosse mai che Luxuria si rompe e ritira la candidatura, togliendoli dal ginepraio: può darsi che abbia il suo peso la preoccupazione di dare a Lovers un direttore con una connotazione politica e di genere certamente sgradita a quelli che, stando ai sondaggi, fra un mesetto comanderanno in Regione.
Sia come sia: ancora una volta, a Torino non si riesce a nominare un direttore senza mettere in piedi uno spettacolo a mezzadria fra Hitchcock e Stanlio&Ollio. Si attendono le torte in faccia.
Aggiungo, per informazione del cortese lettore, che al momento - sono le ore 22 dell'8 maggio - dal Museo del Cinema non mi è giunta nessuna comunicazione ufficiale sull'esito dell'odierna seduta del Comitato di gestione.

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