Ma sì, continuiamo a farci del male. Sul Corriere di oggi (ecco il link) registro la ripresa della gazzarra sul prossimo direttore del Salone del Libro: preceduto da un'ennesima raffica di insostenibili "indiscrezioni" sul nome del papabile, s'è immancabilmente manifestato pure il prezzemolino Sgarbi, con perle di saggezza, un endorsement familistico e un impegno che merita di passare agli annali, e quindi riporto pure qui (“Mi ero dimenticato della questione Salone del Libro, stasera me ne occupo. Chiamerò Cirio e Lo Russo, devono dire ai privati che comandano loro. Sono tutti diplomatici e l’unico che si arrabbia è Giordano”) con le conseguenti chiose: 1) di grazia, onorevole, continui a dimenticarci, stiamo meglio così; 2) voi, sventurati Cirio e Lo Russo, se quello chiama non rispondete, sarete mica cretini, immagino e spero che sappiate da soli cosa dire a chi; 3) e no, non è Giordano l'unico che s'arrabbia, siamo tutti diplomatici ma, se qualcuno viene a fare il padrone a casa nostra, nel nostro piccolo ci incazziamo pure noi.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

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