Passa ai contenuti principali

A PESCA CON TAMARA: UN POST DI SESSO, SINDONE E MULINELLI

A pesca con Tamara: l'esca...
...e il pescato, ottimo e abbondante

La pesca sportiva al tonno non va confusa con l'antica e cruenta tecnica della mattanza. Niente camera della morte, con le povere bestie imprigionate senza via di scampo e arpionate a colpo sicuro. Il pescatore sportivo rifugge da sistemi tanto efficaci quanto sleali. Insomma: se scientemente voglio spacciare una bufala ingannando i boccaloni, costruisco una notizia credibile e la presento con tutti i crismi dell'ufficialità. Chiaro che nella trappola ci cascano anche i più furbi. Figurarsi i giornalisti.
Ma il pescatore sportivo non ricorre a simili mezzucci. Pratica la pesca d'altura. Una canna, un mulinello,un amo robusto e un'esca appetitosa. Lanci, e aspetti che strappi. Quando abbocca, dai di mulinello, recuperando piano piano. Questo sì che è sport. E pazienza se a volte aspetti per ore e ore senza che succeda nulla.
"Autoritratto sulla Bugatti Verde"
Ma con l'esca di Tamara non ho dovuto aspettare. E dire che non ci avevo neppure pensato. Mi sembrava soltanto una minchiata delle mie: ho la conferma che a febbraio ci sarà la mostra di Tamara de Lempicka, e quindi giovedì 18 settembre lo scrivo in questo post http://gabosutorino.blogspot.it/2014/09/tamara-de-lempicka-febbraio-la-mostra.html. So che Tamara de Lempicka è celebre soprattutto per i suoi ritratti di donne bellissime fasciate in eleganti abiti Anni Venti e alla guida di auto prestigiose. Scommetto che alla fine per il manifesto sceglieranno il solito "Autoritratto sulla Bugatti Verde".
Però anche Tamara, come tutti i pittori della storia, ha dipinto dei nudi. Mi diverto così a immaginare un manifesto della mostra con un nudo femminile, piazzato sotto il naso dei pellegrini della Sindone. E' un'evidente cazzata: i pellegrini in Vaticano hanno sotto il naso nudi a gogò, dipinti da Michelangelo & company, e nessuno, passati i tristi tempi dei Braghettone, si è mai lamentato.
Ma io sono un monellaccio, e in una città che è riuscita a fare una figura di merda per il manifesto di una mostra da quattro soldi, mi sento autorizzato a sognare.
Alcuni nudi sensuali da secoli sotto il naso dei pellegrini in Vaticano
Vabbé, scrivo la mia minchiata, e per far buon peso aggiungo: "La sensualità dei nudi di Tamara è leggendaria". "Sensualità", lo ammetto, nasconde l'insidia. Confesso di aver barato. Non esiste cronista in cerca di un titolo che resista alla parola "sensualità". Ma mentre buttavo l'esca, non ci speravo. L'impostazione era così apertamente ironica e surreale, che occorreva un atto di fede fuori dai miei orizzonti per immaginare che qualcuno avrebbe inghiottito esca e amo.
Invece abboccano subito. E per confezionare, l'indomani, l'articolo http://torino.repubblica.it/cronaca/2014/09/19/news/torino_l_erotismo_accanto_alla_sindone_polemica_sulla_mostra_di_tamara_de_lempicka-96175567/ mettono in campo le migliori tecniche giornalistiche: un cronista va a presidiare i palazzi del potere, e a chiedere a chiunque gli capiti a tiro un'opinione sulla "polemica". Degli interpellati, i più strabuzzano gli occhi (Imbarazzo? Quale imbarazzo? Polemica? Quale polemica?), taluni svicolano con benevola superficialità, ma uno solo uno esce dalla storia per entrare nella leggenda: è il sovrintendente Mario Turetta. Lo sventurato, a domanda risponde: "Mi sembra un po’ prematuro parlarne. Abbiamo una proposta, dobbiamo però ancora definirne i dettagli". Mitico.
Raccolte le testimonianze, si infiocchetta l'articolo con qualche gustuso particolare: ad esempio, ci si lancia in pensose considerazioni sul fatto che "dove nel 2010 sorgevano file di confessionali, inginocchiatoi e altari, in concomitanza con la prossima ostensione troverebbero posto i ritratti di Rafaela, la diciassettenne italo-americana che della Limpicka fu amante per un mese, diventando protagonista di sei sue opere dov’è ritratta nuda". Ciccio, guarda che il mio post l'ho illustrato con "La bella Rafaela" così a muzzo, semplicemente perché ero sicuro che vi avrebbe attirati come mosche sul miele. Che cavolo ne so io se lo esporranno!
Morale della favola. Io mi sono molto divertito. Ringrazio tutti i simpatici attori della comica. E servitevi pure, non fate complimenti. Non sono per nulla geloso del mio hobby, e se vi serve a migliorare la vostra posizione professionale, siete i benvenuti. C'è chi mi onora facendo, per i suoi articoli, del copia-incolla da gabosutorino, e non me ne lamento: lo faccio anch'io, a volte. A nessuno piace lavorare. Ma non innescate reazioni pericolose. Un po' di ironia e buon senso potrebbero aiutare assai. Spero soltanto che adesso questa minchiata non si trasformi in una roba seria, e qualcuno non salti su a fare polemica per davvero. Rivolgo un appello accorato a tutti i cabarettisti istituzionali di Torino: per questo mese avete già dato abbondantemente. Adesso, vi scongiuro, prendetevi una vacanza.

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...