Passa ai contenuti principali

FILM COMMISSION SI PORTA A CASA UNA FICTION RAI

Felice e vincente: Davide Bracco intasca una fiction Rai da 25 settimane di lavorazione
Stamattina sono andato alla sede Rai dove c'era la conferenza del Prix Italia, che comincia sabato a Torino: non per raccontarvi la cosa in sé - trovate tutto il sito - ma per vedere chi c'era e chi non c'era. Insomma, un'oretta da bighellone. Però fruttuosa. Infatti ho incontrato Davide Bracco, direttore di Fctp, con il sorrisone delle grandi occasioni. Bracco è un tipo assai riservato nelle faccende di lavoro, ma il sorrisone mi ha insospettito, e così ho sentito un po' in giro e ho avuto conferma: Film Commission ha appena portato un bel carro di fieno in cascina. Una nuova fiction Rai - un giallo - verrà realizzata a Torino e in Piemonte. Roba grossa: sono dieci puntate, venticinque settimane di lavorazione. Le riprese cominciano a novembre. Tanto lavoro fresco, e non soltanto per le maestranze della sede Rai di Torino: faranno parte della troupe anche professionisti autonomi locali. L'accordo è manna dal cielo: gli affari per Fctp languono un po', in questo periodo a Torino (e anche ad Asti) di importante si sta girando soltanto la terza serie di "Fuoriclasse" con Luciana Littizzetto.
Per il resto, nulla di eclatante. Sono rimasto deluso perché non c'era il mio amico Carlo Casoli dell'ufficio stampa Rai, trattenuto a MIlano. In compenso ho incontrato Alberto Barbera reduce dalla Mostra di Venezia. Raggiante: quest'anno è andata benissimo, successo di critica e pubblico, nessuna polemica: "Mi domando dove ho sbagliato", ride Alberto. Non ride mai Fassino, che compare a conferenza stampa iniziata. Il direttore del centro di produzione Rai Grignani, che sta parlando, lo saluta con entusiasmo: "Arriva il sindaco, accogliamolo come merita", esclama. Detta così la frase è ad alto rischio. Ma per fortuna cade nel vuoto.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...