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GIANMARIA TESTA E L'AMICO URUGUAYANO

Hugo Trova. Se vi capita, andate a sentirlo: merita
Mi è capitato altre volte di arrivare in ritardo a un concerto. Ma come ieri sera, mai. Vi avevo detto che, dopo lo strazio degli Mtv Days a Veneria, sarei andato al concerto di Gianmaria Testa alle Serre di Grugliasco. Non è finita esattamente così. Insomma, uno prima cena, poi parte alla volta della terra misteriosa (per me) che fiancheggia corso Francia in direzione Rivoli, e come al solito si perde clamorosamente (navigatori no, eh? Troppo facile). Morale: quando approdo a teatro, la gente sta uscendo. In sala trovo Gianmaria e compari che smontano. Gianmaria è molto contento di vedermi, e molto dispiaciuto del mio ritardo perché, mi dice, il concerto è venuto benissimo. Ieri sera con lui - e i suoi due accompagnatori abituali, il chitarrista Giancarlo Bianchetti e il bassista Nicola Negrini - c'era pure, ospite non preannunciato, il suo amico Hugo Trova. Hugo è un cantautore uruguaiano di origine italiana, esponente del movimento Canto Popular Uruguayo. Uno che al tempo del golpe del 1973 finì in gattabuia, si prese un sacco di mazzate e quando lo mollarono dovette rifugiarsi in Argentina. Sapete, in quegli anni il Sud America era così: a seconda dell'aria che tirava, passavi da un paese all'altro, scegliendo quello dove prendevi meno mazzate. Ad ogni modo, Hugo torna in Uruguay nel '78: ma il regime militare gli proibisce di cantare in pubblico. Lui se la cava con l'astuzia: "Da noi c'è una cittadina fra Uruguay e Brasile, uno di quei posti dove il confine passa in mezzo alle case: così io ci andavo a fare i concerti, mettevamo il palco in territorio brasiliano e il pubblico davanti stava in Uruguay". Adesso le cose per Hugo e per l'Uruguay sono molto cambiate, dopo la vittoria delle sinistre del Fronte Ampio e l'elezione del mitico presidente José "Pepe" Mujica, l'ex tupamaro che governa il paese dalla sua modesta fattoria alla periferia di Montevideo, devolvendo il 90 per cento dell'appannaggio presidenziale ai bisognosi. Hugo lavora con uno dei ministri del governo uruguayano, e le vacanze le trascorre suonando in giro per il mondo.
Io fino a ieri sera non lo conoscevo, anche se da parecchi anni torna puntuale in Italia, giustappunto in vacanza musicale, e Torino è una delle sue tappe fisse. A farla breve, ieri sera era sul palco con il suo amico Gianmaria Testa, ed è stato un gran concerto. Così, quando il pessimo Gabo si è presentato a spettacolo finito, Gianmaria non si dava pace che me lo fossi perso. Tanto che mi fa: "Almeno una canzone la devi sentire". E pronti, hanno tirato di nuovo fuori le chitarre, lui e Hugo e Giancarlo Bianchetti, e si sono piazzati in platea davanti a me e me ne hanno cantata una. Che quasi mi commuovevo. Mi hanno cantato una canzone stupenda di Alfredo Zitarrosa, Que pena. Ne ho trovato una versione su You Tube, ma Hugo è accompagnato da un altro gruppo: ve la linko perché è comunque bella, benché la versione di ieri sera, sole voci e chitarre, mi sia piaciuta molto di più. Per molti aspetti più vicina all'originale di Zitarrosa, che potete ascoltare qui. Portava via l'anima.
Vi racconto questo perché Hugo è davvero bravo. Gran voce, tra l'altro. E dato che mi ha detto che si ferma a Torino ancora per tre concerti, devo assolutamente andare ad ascoltarlo per più di una canzone. Ho fatto qualche ricerca in rete, e le date, a quanto risulta, dovrebbero essere queste: martedì 16 alla trattoria Decoratori e Imbianchini in via Lanfranchi 28 a Torino, alle 21, giovedì 18 alle 19 alla Polisportiva Borgonuovo a Collegno (piazza Avis 3, ma bisogna prenotare entro il 16 al numero 3466299363, e il 19 settembre di nuovo a Torino al Luna's Torta in via Belfiore 50 alle 21.
Se vi capita, andateci pure voi. Merita. Sempre - beninteso - che non detestiate milonghe e affini.

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